mercoledì 11 aprile 2012

I libri della mia vita - 1

Qualche giorno fa Socia Vale ha parlato dei dieci libri che, per un motivo o per l'altro, le hanno cambiato la vita; in questo stesso periodo, Ferruccio Gianola propone una serie di post dedicati ai consigli di lettura dei grandi scrittori (questo l'ultimo, dove si parla di Stephen King).
Per questo e per altri motivi, il tema delle personali "letture sacre" mi gira in testa da un po'. Ho riflettuto se accorpare le due proposte, ma mi sono resa conto che i due temi sono più diversi di quanto sembri a prima vista.

Le letture che "segnano" una persona e contribuiscono a creare la sua identità (in generale, di lettore, eventualmente di scrittore) non sono necessariamente libri "validi", di "qualità" tale da poter avere lo stesso effetto per tutti; sono semplicemente quelle letture che in un dato momento assumono un significato particolare e del tutto personale. Diverso il discorso quando si parla di libri "imprescindibili", quelli che meriterebbero di essere portati sulla classica isola deserta.
Così, questo sarà solo il primo di due post dedicati a libri che hanno avuto un ruolo importante nel mio passato, e continuano ad averlo nel presente. Nello specifico, letture che hanno rappresentato tappe fondamentali nel mio percorso di lettrice. Pronti? Via!

Non sono sicura che sia il primo libro che io abbia mai letto - si contende il primato con il Diario di Anna Frank e con Pinocchio, di cui ricordo un'edizione vecchissima, ingiallita, priva dei due capitoli iniziali - ma credo che sia il primo libro che mi è stato regalato: il mio primo libro, dunque. L'ho amato, così come ho amato i tre seguiti, in particolare Piccoli uomini, e quanto ho trovato triste I ragazzi di Jo!
Da qui è iniziato tutto, dunque. Una collezione che sta pericolosamente blobbando dagli scaffali. Parole, frasi, tante, tante storie che sono parte di me come le ossa, i muscoli e la pelle. Sussurri di avventure, di tragedie, di risate, importanti come l'aria che respiro.

Da un libro per ragazzi a un romance storico? (Io, romance???) Ebbene sì. Una cosa che ho svelato a pochi, ma questo Il lupo e la colomba, di una delle scrittrici che hanno inventato il romance storico, Kathleen E. Woodiwiss, è un romanzo cui sono affezionatissima e che per molti versi "mi ha cambiato la vita". Me lo sono riletto un milione di volte, anche in inglese (scoprendo i fastidiosissimi tagli dell'edizione italiana).
La prima voltaero così piccola che neanche capivo le scene di sesso: perché l'ho pescato nella libreria di mia madre quand'ero ancora una marmocchia. E se, rileggendolo ora, vedo tutti i difetti che mi sfuggivano un tempo, è anche vero che dei romance che ho letto in seguito (non molti, in realtà: mi sono stufata abbastanza in fretta delle "formulette" ricorrenti e ho abbandonato il genere senza rimpianti) nessuno mi ha mai appassionata così. E poi, questo romanzo è anche all'origine: 1- della mia passione per il Medioevo in generale e per Hastings & dintorni in particolare; e 2- udite udite... del nome Aislinn.
Ebbene sì, prima ancora di trovarlo tra i nomi gaelici, prima ancora di vederlo usato per la regina di Dragonheart, Aislinn è la protagonista di questo romanzo.

Questo per me non è stato un libro, è stato un trauma. Una valle di lacrime tutte le volte che mi chiedevo perché cacchio non potessi volarci io, sull'Isola che non c'è, anziché quella scema di Wendy che decide di tornare indietro (sì, ho iniziato a sentirmi una outsider praticamente da che ho memoria). Nonché origine della mia passione per il folklore e della mia collezione di libri di grandi illustratori dedicati a fate & affini.
E diciamolo, in Peter Pan i bambini ammazzano la gente e vengono ammazzati. Non è affatto la favoletta disneyana che a volte si fa credere. Siamo sul tosto, ragazzi.










Questi due romanzi, Il giglio nero di Marion Zimmer Bradley, André Norton e Julian May, e La Storia Infinita di Michael Ende, sono stati i primi fantasy che ho letto in vita mia. Non saprei dire quale dei due per primo, anche se credo che l'ordine in cui ve li propongo sia quello corretto. Dopo Il Giglio Nero ho partorito il mio primo tentativo di fantasy (abortito dopo... boh, tre pagine XD Ero piccola davvero). Tra i due, però, è La Storia Infinita quello che mi è rimasto nel cuore: un romanzo così ricco, così denso e speciale, così visivamente splendido (mooolto più dei film che ne sono stati tratti), così triste in certi momenti, che non potevo non innamorarmene.

Se le edizioni "Club del Libro" hanno un motivo di esistere, è questo: l'edizione di Dracula annotata da Leonard Wolf, con copertina "in vera finta pelle" (citazione disneyana). Solo a scriverlo, sbavo. Questo libro è uno dei miei tesori: per il romanzo, per le illustrazioni d'epoca, per le note che permettono di capire molto meglio il capolavoro di Stoker. Questo Dracula è stato un altro dei miei personalissimi shock: pochissimi vampiri hanno catturato la mia attenzione dopo di lui - cinematografici o letterari che siano; la quantità di saggi sulla figura del vampiro e sui suoi aspetti nel folklore e nel mito che ho letto da quel momento in poi ha fatto la felicità di svariati librai; e... be', altre cose vi saranno svelate una prossima volta.


Un altro libro che ha monopolizzato la mia vita molto a lungo. L'ho letto relativamente tardi, avevo già più o meno quindici anni, credo; mi è stato prestato da una persona speciale in questa edizione Rusconi (che per me mantiene un fascino particolare), ed è ancora il volume che possiedo, ereditato. Ingiallito, impregnato dell'odore un po' polveroso della carta, mi ha fatto scoprire cosa vuol dire creare un mondo. Mi ha fatto iniziare davvero a scrivere, portandomi a dar vita al primo progetto di storia che ho poi concluso; progetto che, con tutte le ingenuità e le imperfezioni di qualcosa nato quando ancora non ero nemmeno maggiorenne, è comunque una tappa importante per me e uno scritto cui sono affezionata.


 Ed ecco infine altri due dei miei libri sacri, che testimoniano la mia inclinazione per la letteratura anglosassone: L'importanza di essere onesto di Wilde - quanto amo il suo humour inglese e l'ironia feroce che dimostra! - e Orgoglio e pregiudizio della Austen - quanto amo l'ironia feroce... ehm. Già detto? Anyway, due classici, due must.





 Non poteva mancare lui. Il Re. Tra tutti i suoi libri, questi due sono i capolavori, a mio parere: It splendido, struggente, terrificante, meraviglioso nel modo in cui rappresenta l'infanzia, da groppo in gola; L'ombra dello scorpione apocalittico e densissimo, con uno dei miei cattivi preferiti di sempre, Randall Flagg, e alcuni personaggi indimenticabili. Meravigliose le pagine di affresco sul propagarsi dell'epidemia e lo sgretolarsi della società civile.


Ecco qui. La mia vita di lettrice in "tappe", o meglio, in "traumi"; o almeno quelli che mi hanno segnato da bambina e da teenager. Alcuni, libri universalmente riconosciuti per la loro importanza; altri, esperienze del tutto personali. Ci sono stati ovviamente molti più libri che ho amato durante l'infanzia e l'adolescenza, così come ci sono altri romanzi che mi hanno folgorato di recente... ma questi li troverete alla prossima puntata.

14 commenti:

  1. Mi piace l'idea di riassumere in tappe la tua storia da lettrice. Penso che te la ruberò, prima o poi... magari invertendo la prospettiva! ^^

    Quanto alle letture, anch'io ho conosciuto Tolkien tardi, leggendolo in ordine idiota: Silmarillion, Lo Hobbit, ISdA. La Storia Infinita, ancora più tardi e mi ha un po' deluso, forse perché l'ho letta in un periodo sbagliato. Anche Peter Pan mi manca. E King. In ultima analisi, ho letto pochi di questi libri. ^^

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    1. Come ho scritto a inizio post, lo spunto viene dalla Socia Valentina, ma si tratta di un discorso che mi è capitato spesso di fare "a voce" e ho voluto cogliere l'occasione per fissarlo per iscritto. Altre volte ho scritto di questo o quello tra i libri che ho elencato, ma ci tenevo a unirli per una volta in un percorso personale.
      Aspetto di vedere i tuoi libri fondamentali!

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  2. E quando i protagonisti sono i libri escono sempre fuori post magnifici :D

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    1. Vero ^_^ Non si finisce mai di arricchire la propria lista di "libri da leggere"!

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  3. Mi fai venir voglia di aprire un blog pubblico e sproloquiare ad alta voce! ^_^ Comunque, anche per me Peter Pan rappresenta un trauma, ora che mi ci fai pensare: è stata la prima volta che ho letto - a chiare lettere - che tutti, anche le mamme, devono morire. Avevo forse sette anni...

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    1. Fallo! ^_^ Tanto prima o poi lo sai che lanceremo il progetto di sito di cui abbiamo parlato in privato... E' solo questione di tempo. Ma è destino!
      Io l'ho letto che ero un po' più grandicella, ma è stato un trauma lo stesso o_O

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    2. Da una parte mi piacerebbe. Dall'altra ho svariate, come dire, riserve. Non lo so.
      Peter Pan è splendido, ma ancora oggi quando arrivo a "quel" punto (un dialogo fra Wendy piccolina e la signora Darling) mi vengono i brividi...

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  4. Be' a me, questi post sembrano un ottimo modo per far risaltare le varie personalità

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  5. Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei... E anche quando si tratta di libri non rappresentativi delle preferenze - come ho scritto, per esempio, io di romance non leggo quasi nulla, a parte l'affetto che mi è rimasto per la Woodiwiss - è bello comunque tracciare una propria "carta d'identità" attraverso i libri!

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  6. ah ci sono libri che cambiano la vita.
    E piccole donne è stato il primo libro che ho letto.
    Avevo otto anni, o forse nove..
    :)
    ciao aislinn

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  7. Come primo libro vero e proprio non riesco a ricordare chi è venuto prima fra Il richiamo della foresta, Pet Sematary di King e La città delle bestie dell'Allende. In ogni caso non mi è andata male come inizio :)

    Ah, la storia infinita... confesso che a segnare la mia infanzia è stato il film e non il libro (letto meno di un anno fa), ricordo ancora Gmorg che emerge dalla crepa nel muro, che paura!
    Mentre nel libro non ci fa una gran figura, poveretto.

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  8. Io ho trovato infinitamente migliore il libro rispetto ai film, ha una ricchezza, una fantasia e una poesia rare.
    Il richiamo della foresta! Era piaciuto anche a me. Ho letto parecchi libri "per ragazzi", da piccola, ma ogni tanto pesco ancora quelli che ho mancato da bambina e cerco di colmare la lacuna, anche se sono cresciuta. Anche se è quasi straniante, a volte, rapportarsi con i libri per l'infanzia da adulta. Il tipo di lettura che se ne fa è molto diverso; e tuttavia i libri belli sono libri senza età!

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    1. Penso proprio che prima o poi ruberò anche quest'idea! Tra l'altro non sono sorpresa di notare in questo elenco libri che hanno segnato anche me, in un modo o nell'altro, tipo Peter Pan, La storia infinita e Piccole donne (che però non ricordo quasi per niente, perchè la lettura risale alle scuole elementari).

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    2. Io invece ricordo bene sia quello che Piccoli uomini, che ho riletto un sacco di volte!

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