venerdì 13 aprile 2012

Il Miglio Verde

Questo è il classico post "non programmato". Nato sull'onda dell'emozione, è proprio il caso di dirlo: perché quando ti ritrovi con le lacrime che ti scorrono sulle guance alla fine di un film che hai già visto, di cui hai anche letto il libro, insomma, di una storia che non ha segreti per te... be', vuol dire che il film in questione è qualcosa di speciale.
Quindi, questa non è una recensione. Sono solo poche righe per fissare un momento, per esprimere impressioni, per offrire un piccolo tributo a un'opera che ho amato e continuo ad amare.

Negli Anni Trenta, in un carcere americano, si intrecciano le esistenze delle guardie addette alla sorveglianza del "Miglio Verde", il braccio della morte, e dei prigionieri in attesa dell'esecuzione. Dolore e violenza, piccole gioie quotidiane e malattia, follia e sacrificio: la meschinità e la crudeltà della "bestia uomo", incarnate dalla guardia più viscida e prepotente e dal killer senza scrupoli e senza rimorsi, e l'indifeso, disarmante John Coffey, enorme, disorientato, accusato di un crimine orribile... e capace di guarire con il tocco delle mani.
Sono restia dal raccontare di più: se avete già letto il romanzo e/o visto il film, sicuramente la trama e il coro dei personaggi, tutti vividi, tutti indimenticabili, sono di sicuro scolpiti nel vostro cuore; se non lo avete ancora fatto, be', rimediate! Io cercherò di evitare spoiler precisi.
Quello che posso dire, tuttavia, è che raramente Stephen King - e ancora più raramente un film tratto da una sua opera - ha raggiunto un tale risultato narrativo ed emotivo. L'atmosfera, i dettagli, il crescere delle tensioni, i funesti presagi; e ancora i caratteri che si disvelano, i tasselli che s'incastrano... tutto concorre a un dipinto che da semplice "storia" diventa rappresentazione universale. Il tema del carcere è evidentemente congeniale a Frank Darabont (già autore de Le ali della libertà), che riesce a traslare in immagini tutto quanto è essenziale del libro evitando sia pesantezza sia superficialità; e le tre ore de Il Miglio Verde scorrono senza mai noia e - miracolo, visto quanto sarebbe stato facile caderci! - senza retorica, nonostante i temi trattati siano cruciali. Non mancano scene efferate, tra cui un'esecuzione sulla sedia elettrica che è una delle morti più raggelanti che possiate vedere al cinema; ma quel che resta in mente, alla fine, è lo spettacolo malinconico, disperato, della sofferenza umana, l'impotenza del protagonista Paul e dei suoi compagni a mutare il destino di John Coffey. E tuttavia, tra le lacrime rimane la consapevolezza che la gabbia di solitudine, incomprensione e diversità che per tutta la vita ha rinchiuso John è stata frantumata, che nel momento estremo, di lui rimane la traccia indelebile e dolorosamente positiva impressa nelle anime di coloro che sono stati testimoni di eventi straordinari. Eventi che un anziano Paul rievoca per un'amica, commosso e insieme afflitto dall'inquietudine, solo anch'egli come a lungo è stato solo John Coffey.

Così, ecco i miei umili two cents. Niente critica, niente pretese di autorevolezza: solo il tentativo di condividere almeno in minima parte quello che questo film mi fa provare. Potrei elogiare la regia di Darabont, l'interpretazione di Tom Hanks - no, di tutti: David Morse (collega e migliore amico di Paul), Sam Rockwell (istrionico Zaphod della Guida galattica per autostoppisti, qui giovane assassino distruttivo e sguaiato), Michael Clarke Duncan (John Coffey), Doug Hutchinson (Percy, ma anche, in X - files, assassino che si nutre del fegato delle sue vittime in una delle prime, e migliori, puntate), Michael Jeter (Eduard Delacroix, condannato a morte che addestra il topolino Mr Jingles)... mi fermo, ma ognuno meriterebbe menzione. E, dicevo, questa non è una "tipica" recensione e nemmeno l'articolo di un'esperta; solo il racconto di emozioni che ad ogni visione ritornano con la stessa forza, di un opera che non lascia mai indifferenti.


15 commenti:

  1. La verità è che questo film è piaciuto molto anche a me:-)

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    1. Mi chiedo come potrebbe non piacere! *___*

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  2. Già partendo come un dramma carcerario, tipologia in cui King eccelle, vedi Le Ali della Libertà, è a un ottimo livello, poi si aggiunge Darabont (sempre le Ali della Libertà) e si rischia di sfiorare il capolavoro.
    Io preferisco l'altro, anche a causa della componente sovrannaturale... ne Le Ali è assente, qui c'è. Ed è strano, perché di norma non mi infastidisce, anzi.
    Ora lo recupero e metti altri due cents... ;)

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    1. A proposito di Darabont, non ci avevo fatto caso, ma una delle guardie "buone" è "IlVecchiettoColCappello" di TWD.
      Le ali della libertà l'ho visto per la prima volta di recente, con Sam, e mi è piaciuto tantissimo! Forse preferisco Il Miglio Verde, ma è difficile scegliere.

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  3. Come non accodarsi alla tua esposizione di una serie di emozioni?
    Questo è un capolavoro, punto e basta. Libro compreso, ovviamente! :D

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    1. Già! Anche il libro l'ho adorato, mi vien voglia di rileggerlo!

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    1. Straordinario come sia ben riuscito, nonostante fosse fin troppo facile scadere nella retorica o nella pesantezza... pericoli scampati.

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  5. Indimenticabile questo film!
    L'altra sera rientro a casa e trovo i miei ancora svegli davanti alla TV, mia madre tutta soddisfatta: "Stiamo riguardando Il miglio verde"...

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  6. Anche me piace molto. Un po' lungo, forse, per gli orari di trasmissione odierni, ma sempre molto coinvolgente.

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    1. Anche perché la quantità di pubblicità che infesta i film in tv oggi è allucinante...

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  7. Ciao Aislin! Forse è la sede meno adatta, ma non sapevo dove scriverti che noi di Sognando tra le Righe abbiamo deciso di premiarti con il "Beautiful Blog Award"!!! Un bacione! :-)

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  8. Ma grazie! Non me l'aspettavo proprio ^___^ Il blog in questa piattaforma è nuovo nuovo, ma lo considero inscindibile da quello sulla precedente, Il Cannocchiale.... Mi avete fatto davvero piacere! Grazie ancora!

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  9. Uno dei miei film preferiti...Cast excellent and amzing film..The loss of Michael Clarke Duncan is very sad and a big loss.RIP MICHAEL,WE WILL MISS U MUCH ♥

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