venerdì 27 aprile 2012

Queensryche - Operation: Mindcrime

Sarà il clima del 25 aprile, saranno i miei personali "corsi e ricorsi", ma ultimamente mi è capitato di riascoltare un vera gemma del metal: Operation: Mindcrime degli americani Queensryche. Meravigliosamente anni Ottanta - non foss'altro che per il nome e il look dei personaggi nei videoclip che vi linkerò tra poco!) e allo stesso tempo fresco anche oggi, questo concept album intrigante e ricchissimo di sfumature è uno di quei dischi destinati a non invecchiare mai. Non considererò in questo post il seguito, datato 2006, perché l'ho sentito poche volte e, nonostante il cameo del rimpianto Ronnie James Dio, mi ha catturato meno di questo.

Perché Operation: Mindcrime è perfetto. Che altro ci sarebbe da dire? Musicisti senza pecche, Geoff Tate - che, nonostante l'innegabile bravura, non è una delle mie voci preferite - riesce ad essere espressivo e coinvolgente nei panni dei diversi personaggi, storia forse un po' "didascalica" ma ben sviluppata attraverso le varie tracce, la giusta dose di drammaticità, testi splendidi. Tutto insieme: così che musica e parole catturano e coinvolgono come se la storia di Nikki, assoldato da una misteriosa organizzazione e trasformato dal "Dr. X" in un killer grazie alla dipendenza dalla droga e al controllo mentale, fosse un vero e proprio film. Critica sociale, politica, religione, amore, gli ingredienti forti ci sono tutti, e la bellezza delle canzoni, nonché l'interpretazione sofferta di Geoff Tate, li utilizzano senza suonare retorici o costruiti.

Insomma, in Operation: Mindcrime si concretizza quella rara magia che rende indimenticabile una creazione artistica. Se non siete convinti, provate ad ascoltare qualche brano: dopo le intro, che creano la cornice entro cui Nikki rivive gli eventi in flashback, Revolution calling è il pezzo che deve introdurre all'album, alla storia e al suo protagonista, una canzone energica e battagliera (I'm tired of all this bullshit/They keep selling me on T.V./About the communist plan/And all the shady preachers/Begging for my cash/Swiss bank accounts while giving their/Secretaries the slam/They're all in Penthouse now/Or Playboy magazine, million dollar stories to tell/I guess Warhol wasn't wrong/Fame fifteen minutes long/Everyone's using everybody, making the sale/I used to think/That only America's way, way was right/But now the holy dollar rules everybody's lives/Gotta make a million doesn't matter who dies/Revolution calling).

La title track introduce la prima svolta, nonché il machiavellico "cattivo" della vicenda; Speak e Spreading the disease ci mostrano gli effetti che l'influenza del Dr. X ha su Nikki, e ci fanno conoscere il prete, William, e suor Mary, l'ex prostituta di cui Nikki si innamora. La splendida The Mission mostra tutti i dubbi di Nikki, ma è Suite Sister Mary, a mio parere, uno dei veri capolavori del disco, anche se di sicuro non il pezzo più immediato: provate a non farvi emozionare dal suo andamento disperato, pur senza che si tratti di una "ballad" ("I've no more want of any faith/Binds my arm and feed my mind/The only peace I've ever known/I'll close my eyes and you shoot"/No Mary, listen, you've got to pull your strength from my lips/I pray I feed you well [...] "I feel the flow, the blessed stain/Sweating hands like fire, and flames/Burn my thighs, spread in sacrificial rite/The hallowed altar burns my flesh once more tonight"/Mary, sweet lady of pain/Always alone/Blind you search for the truth/I see myself in you, parallel lives/Winding at light-speed through time [...] "Don't turn your back on my disgrace/The blood of Christ can't heal my wounds...so deep/The sins of man are all I taste/Can't spit the memory from my mind/I can't cry anymore").

Potrei citare tutte le canzoni, ma mi limiterò a I don't believe in love, grandioso brano in cui Nikki cerca di fuggire dalla realtà e rifiutare la tragedia che sta vivendo (She said she loved me/I guess I never knew/But do we ever, ever really know?/She said she'd meet me on the other side/But I knew right then, I'd never find her/I don't believe in love/I never have, I never will/I don't believe in love/It's never worth the pain that you feel [...] She made a difference/I guess she had a way/Of making every night seem bright as day/Now I walk in shadows, never see the light/She must have lied 'cause she never said goodbye).

Che dirvi di più? Ogni volta che torno ad ascoltare questo album, la magia è intatta.


2 commenti:

  1. L'album perfetto. Lo ascolto da 27 anni senza interruzioni. Cantato, suonato ed arrangiato da Dio. Il metal nella sua forma perfetta.

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