mercoledì 16 maggio 2012

Quello che detesto della scrittura

Mi accodo all'Ineffabile Socia-Coinquilina Sam che ha lanciato il topic del titolo con questo post (seguito poi da Gianluca qui): particolarmente efficace il FUUUCK! a commento delle "cose che detesto dello scrivere" che propone. Perché ogni Scribacchin-Aspirante avrà idiosincrasia, frustrazioni, momenti in cui solo l'impossibilità di avere armi sotto mano evita una sana strage antistress. Ma l'immenso fuuuck! di Bridgetjonesiana memoria è la reazione condivisa da tutti.

Ora, siccome scrivere è una medicina piena di effetti collaterali, qualche sollievo agli scribacchini può venire dalla condivisione delle proprie disgrazie. Ecco perciò le mie. Non considererò tutto quello che riguarda "l'ambiente", ovvero le infinite storture e gli innumerevoli corto circuiti legati all'industria editoriale, a cattive abitudini degli Aspiranti (intendendosi, in questo caso, questi Aspiranti) e così via, ma solo i fuuuck! moments che vivo di persona while struggling to survive.

1 - i luuunghi (luuuuuuunghi!) tempi. Come molti aspetti della scrittura, questo è insieme affascinante ed esasperante. So che la pozione magica deve sobbollire lentamente, ovvero le idee devono aggregarsi, con i loro ritmi, trovarsi, incastrarsi, finché non sei pronto a partire con la prima stesura, che va avanti, sera dopo sera, giorno dopo giorno, e quando metti la parola fine tocca alla revisione, che andrà AVANTI, SERA DOPO SERA, GIORNO DOPO GIORNO, finché passerai alla seconda, terza, quartaeccetera revisione, e poi manderai in giro, e aspetterai, e aspetterai, e ASPETTERAI... Ecco. Potessi condensare la magia di quei meravigliosi click! mentali, quando le idee si incastrano; potessi riversare direttamente sulla pagina i miei pensieri come grazie a un word processor telepatico... Che esaltazione!
Da un lato so che ciò che scrivo è quello che è proprio per questo gioco di lunghi tempi, perché lascio maturare le idee, perché gli incastri avvengono al momento giusto, perché nel corso dei mesi - anni - che servono dal primo barlume di spunto alla parola "fine" al momento "ok basta non ne posso più di revisionare", io cambio, la consapevolezza che ho della storia cambia, tutto quanto matura e (si spera, almeno!) migliora. Bene, giusto, positivo.
Ma quando attendi di liberare quei fantasmi, quando muori dalla voglia di quello straordinario giro di giostra che è "LA scena", "IL climax", "LA storia finita", "IL personaggio", "LA battuta perfetta", accidenti, se si soffre. Accidenti, se prudono le dita dalla voglia di battere sui tasti. Accidenti, se ti consumi la testa a furia di proiettare nella mente il "filmino mentale" del tuo romanzo.
Al momento ho più storie da scrivere in mente che dita nelle mani, giusto per farvi capire come mi sento. Tipo vulcano che vorrebbe eruttare ma ha il cratere ostruito.

2 - il grande classico, che infatti sia Sam che Gianluca hanno citato: "ehi, fico!, questa idea è meravigliosa, questo dialogo è perfetto, devo assolutamente buttare giù subito... ehm... ehi, che cazzo mi era venuto in mente?"
Tragedia.

3 - Tutto in testa. La scena. No, meglio: LA SCENA. La coccoli. L'accarezzi. Ci ripensi sera dopo sera prima di dormire, aggiungi dettagli, limi spigoli, ce l'hai davanti come su maxischermo.
Siedi al pc, inizi a scrivere. Alla fine rileggi.
E trovi un aborto che non assomiglia nemmeno vagamente a quel capolavoro di tensione, emozioni, conflitto che avresti dovuto scrivere perché è proprio una scena fondamentale (oltre che una delle tue preferite, diciamolo).
ARGH.

4 - Torni a casa svolazzando sulle ali della fantasia. Dopo aver rimuginato per ore sul pensiero ossessivo devoscriveredevoscriveredevoscrivere
"Ehi, ciao, come stai, è un po' che..."
Devoscriveredevoscriveredevoscrivere
"Signorina, per favore, saprebbe indicarmi..."
Devoscriveredevoscriveredevoscrivere
"Ciao, come va? Ti telefono perché..."
Devoscriveredevoscriveredevoscrivere
hai dato l'ennesima prova all'universo che tu vivi altrove. Sei carica. Sei pronta. Ti siedi, accendi il pc, apri il file che ti attende dall'ultima sessione di scrittura.
E niente.
Mpf, cheppalle oggi.
Le poche parole che arrivano colano come fango, scrivi mezza pagina se va bene e buonanotte, cazzeggio un po' su internet.
Tanto poi, prima di dormire (vedi punto 3).

5 - La Sindrome del Fa Tutto Schifo. Non si tratta solo di non essere soddisfatti con una scena troppo importante e perciò caricata di enormi aspettative, come al (3). Mi riferisco a quando lasci passare un po' di tempo prima di cominciare la revisione numero ennemila, ti rileggi e... No, quel dialogo non va bene. Ma i personaggi saranno davvero caratterizzati come devono? Oddio, ma quell'espressione la usi mille volte, cambia! Cazzo, guarda che schifo, non rendi per niente l'idea. Orrore, una ripetizione! Dopo ennemila letture ancora una ripetizioneee!!! NON LE TROVERAI MAI TUTTE! E lì, non va bene, è vomitevole! Non scriverai mai come vorresti, non imparerai mai a descriveremostrarevariareecceteraeccetera davvero come vorresti!!!
Poi per fortuna trovi un pezzo che ti cattura e cominci a ghignare come una scema re-innamorandoti dei personaggi, della storia e di questa fottuta fatica dello scrivererivedereriscriveresputarcisanguesopra.

Perché oltre alle "cose che detesto", ci sono anche le "cose che adoro"...
Al prossimo post!

On air:
Nightwish, Storytime

It was the night before, when all through the world,
No words, no dreams then one day,
A writer by a fire imagined all of Gaia
Took a journey into a child-man's heart...
A painter on the shore imagined all the world
Within a snowflake on his palm
Unframed by poetry a canvas of awe
Planet Earth falling back into the stars (...)
I am the journey, I am the destination,
I am the home, the tale that reads you
A way to taste the night, the elusive high
Follow the madness, Alice you know once did
Imaginarium, a dream emporium!
Caress the tales and they will dream you real
A storyteller's game, lips that intoxicate
The core of all life is a limitless chest of tales...



L'immagine viene dalla pagina Facebook Roba da Scrittori.

17 commenti:

  1. In effetti i lunghi tempi danno fastidio pure a me, un pochino. :O
    Il contrasto tra scene in mente e quello che poi si scrive effettivamente (sempre che si riesca a superare la mezza riga) è un classico! XD

    Ciao,
    Gianluca

    PS: Mi sa che pure io farò un post con le cose che adoro. Non bisogno essere sempre distruttivi. :)

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    1. Infatti! Nei prossimi giorni provvederò, anche perché altrimenti le persone "normali" che passano di qui si chiederanno il classico "ma chi te lo fa fare, allora?" ^___^

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  2. Anche a me capita di avere delle frasi, delle storie, di dover appuntare un'idea, ma non lo faccio subito e poi la dimentico. Roba da martellate sugli alluci!

    E poi non riesco a scrivere in modo regolare, lavoro, impegni, non riesco ad avere l'energia quotidiana di scrivere. Però quando mi ci metto vado come un treno.
    Anche se a volte, quando cerco di farlo con regolarità, sto davanti al video a scrivere "era una notte buia e tempestosa" e poi tabula rasa.

    Quello che ho capito nel tempo è che "la scrittura non vuole pnesieri", nel senso che bisogna avere una libertà mentale ed essere privi di preoccupazioni contingenti (oddio devo cucinare, pagare l'assicurazione etc...).
    La realtà sporca l'ispirazione, almeno la becera realtà.

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    1. Il problema più grande è proprio riuscire ad entrare nella forma mentis dello scrivere quotidianamente, come un vero e proprio lavoro. L'ispirazione va addestrata - non so più in quale manuale o saggio ho letto che l'ispirazione deve sapere che tutti i giorni a quella certa ora ci troverà al tavolo a scrivere. "Nullo die sine linea" è la regola che cerco di seguire; non sempre gli impegni e gli imprevisti lo consentono, ma ci provo più che posso.

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  3. Il mio post sulle cose che adoro è già in cantiere.
    I punti 3 e 5 sono maledettamente dolorosi. Il punto 1, invece, è una tragedia. Specie se, come me, si è incostanti - ohibò! :-|

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    1. Tu ERI incostante. Fidati. E soprattutto CREDICI! La Forza è con te! <3

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  4. Perfetta esamina delle angosce dello scritore. Brava.

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  5. Il lavoro dello scrittore è durissimo.
    Non sono una scrittrice, anche se ho scritto dei racconti.
    Volevo fare la regista, mi sono laureata in regia ed ho realizzato anche dei corti...il punto 3 è tipico dei registi...neanche i più grandi registi riescono a realizzare alla perfezione la scena che hanno in mente.
    Anche a me è capitato, avevo in mente cose bellissime e una volta realizzato il tutto: delusione :(
    Aspetto trepidante le cose che adori ;)

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    1. Spero entro fine settimana ^_^
      Anche essere regista è affascinante! Adesso mi hai incuriosita sui tuoi lavori...

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  6. Niente di che, ma ci sono affezionata, sono sempre le mie creature. Il momento migliore è durante le riprese...sono esperienze indimenticabili ricchi di aneddoti divertenti. Sì, è senza dubbio quello il momento mgliore! :D

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    1. Ho partecipato a qualche "corto" e ho presente ^_^ Mi affascinano i talenti artistici altrui, è bello sentirne parlare!

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  7. Potrei quotare tutto il tuo post, parola per parola, declinato con la grafica.
    A riprova che certi processi creativi si assomigliano parecchio, anche se i media a cui sono destinati sono diversi.
    Solo un piccolo consiglio: non aspettare la Storia Perfetta.
    Possono succedere un sacco di cose interessanti, nel frattempo. ;)

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    1. Ah, su questo siamo d'accordo! Io non aspetto la Storia Perfetta, perché so che si evolverà, migliorerà, si arricchirà lavorandoci. Ma come forse ho scritto altrove, prima di partire devo avere almeno alcuni elementi che si incastrino: personaggi che possa "sentire", di cui conosca, almeno come abbozzo, la "voce"; un inizio da cui partire; e una (possibile e soggetta a cambiamenti) fine, la meta verso cui viaggiare. Il resto giungerà e si modificherà man mano.

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  8. Ahah! Nella 3 e nella 4 mi ci riconosco tutti i giorni, o quasi.
    Soprattutto LA SCENA. Ci vorrebbe un traduttore pensiero-parole, ma se fosse così facile, probabilmente saremmo più bravi a comunicare tra di noi. :)

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