sabato 2 giugno 2012

Anneke Van Giersbergen - Mezzago, 26 maggio 2012

Il Bloom è un localino sperso da qualche parte nella Pianura Padana, a Mezzago, per la precisione, poche case sparse nel nulla. Sabato sera ha ospitato il ritorno in Italia di Anneke Van Giersbergen, sì, colei che è nota a tutti gli appassionati come "l'ex cantante dei Gathering", nonché come "ospite di" una quantità sterminata di progetti, dischi e canzoni (tanto per citare quelle che preferisco: è presente spesso negli album degli Ayreon, duetta con quel granfigo tenebroso di Fernando Ribeiro nei Moonspell in Scorpion Flower, nonché con Sharon Den Adel dei Within Temptation in una rivisitazione di Somewhere).
Della sua carriera solista, invece, ho sentito spesso parlare con sufficienza: commenti riassumibili in "sì, vabbe', si ascolta perché ha una gran voce, ma sono canzonette, niente a che vedere con i GATHERING".
Siccome l'ingombrante presenza dei GATHERING mi dà alquanto fastidio, se penso alla passione, alla solarità e all'indipendenza di questa donna ammirevole che va avanti per la sua strada, ci tengo a spezzare una lancia in suo favore. Non mi ergo a critico musicale e non voglio proporre una disamina tecnica sulla qualità di Mandylion o di How to measure a planet? piuttosto che di Air. Per quanto trovi a volte un tantino ripetitive le tematiche intimistico-sentimentali dei testi di Anneke, i suoi lavori post-Gathering (riportiamo la faccenda alla sua misura) non mi dispiacciono affatto. Sono piacevoli, sono delicati, sono aggraziati. Nulla a che vedere con il metal di una volta - ma questo vale da tempo anche per la band d'origine -, piuttosto un intreccio di melodia romantica, gioia di vivere, pop, rock e - davvero - tutto quello di cui Anneke ha voglia, senza stupidi problemi di etichetta.

Ma veniamo al live. Che inizia dopo QUARANTA FOTTUTISSIMI MINUTI DI RITARDO rispetto all'orario previsto per l'inizio dei concerti. Roba che, al caldo, in piedi, incazzata preventivamente per i fatti miei, mi avrebbe fatto voglia di acchiappare il responsabile e abbandonarlo nudo e legato sotto un pogo - questo sì - molto death metal. Comunque, a partire finalmente sono gli olandesi Kill Ferelli, a me sconosciuti, leggeri, con cantante simpatica, bravina ma senza particolare distinzione rispetto a tante altre. Mi sono scivolati addosso senza farmi provare il desiderio di riascoltarmeli con calma a casa, ma chissà, potrebbero anche piacere se non cercate l'originalità a tutti i costi. Seguono i tedeschi (dalla "Ghermania", dice il frontman, per poi ridere di se stesso quando il pubblico lo corregge) Frames, che mi hanno abbastanza scartavetrato i coglioni. No, scusate, non voglio essere dura, chiedo scusa a tutti gli eventuali fan della band che passassero di qui: ma come detto non ero dell'umore adatto per apprezzare lunghe strumentali, atmosferiche, sì ma nelle quali non ho trovato particolare appeal. Dovrei dare loro una chance su disco, per vedere se in un momento più adatto il loro progressive potrà prendermi di più.

E finalmente arriva lei. Con un sorriso che illuminerebbe da solo il locale, lo stesso che rivolge al pubblico quando le giunge un'incitazione veemente, quando gli applausi scrosciano, o semplicemente quando si lascia andaremuovendosi con la spontaneità del corpo che si fa trascinare dalla melodia. Come sempre Anneke è solare e trasmette una gioia, un entusiasmo, un amore per ciò che fa che non può non conquistare un pubblico comunque già innamorato di lei in partenza. Molto spazio è dedicato al nuovo album, Everything is changing, che è forse quello che mi è piaciuto di più, nella sua carriera solista; si apre infatti con il singolo Feel alive (con un video minimale, in stile Bjork per certi versi, ma meno inquietante, meno disturbante, molto più sereno e luminoso). Tocca anche alla trascinante Take me home, per My boy, Stay (per l'occasione eseguita in coppia con la cantante dei Kill Ferelli), Hope, pray, dance, play, You want to be free... Insomma, tanti brani nuovi, un po' di spazio anche per Beautiful one e Witnesses dal già citato Air (pubblicato come Agua de Annique poco dopo la separazione dai Gathering), neanche un pezzo da In your room (dal quale mi sarei aspettata almeno Hey, okay!, ma vabbe'...)
Il momento che ho amato di più è stato quella di una delle più belle canzoni della carriera solista di Anneke, e sicuramente la mia preferita dal nuovo album: Circles. Eccovela, pur con un audio imperfetto (se volete sentirla come su disco, la trovate qui):


Dei Gathering, Anneke propone solo la splendida Saturnine (potete vederla filmata qui, anche se l'audio non è il massimo) e Even the spirits are afraid. E anche se tutti - me compresa - amano le canzoni del periodo Gathering, be', va bene lo stesso. Ci sono poi anche due cover: Down so low (Chocolate Genius) e Hyperdrive (Devin Townsend).

Insomma, l'intensità della performance della singer, il suo modo di porsi così spontaneo, down to Earth e intriso di pura passione per la musica che offre al pubblico, la sua voce straordinaria e piena di calore rendono lo show coinvolgente e senza sbavature. Certo, ho sentito la mancanza di alcune canzoni (sue, non dei Gathering). Ma è stato bello ritrovarti, Anneke.





Trovate tutte le mie foto della serata a questo link.

8 commenti:

  1. Che invidia! Io amo Anneke e avrei voluto esserci ç_ç

    Ho visto i video su youtube e mi è parla splendida. Un amore, lei e la sua voce, come al solito.

    Strano che di In Your Room non abbia fatto almeno Wonder.

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    1. No, niente. Anche a me è spiaciuto di non sentire alcune canzoni da In your room. Comunque bello show.

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  2. Wow, neanche troppo lontano da casa mia! Al Bloom non ci sono mai stato, limite mio, ma ci fanno dei bei concertini.
    E poi, scusa... Hyperdrive? Lol, faticavo a immaginarla su uno degli altri brani di quell'album! :D

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    1. Il Bloom è piccolino e qua e là ha l'aria da disastrati, ma con lei il suono non era male. Però è in culo ai lupi!

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  3. Non la conoscevo...(shame on me!)
    Grazie per avermela fatta scoprire. ;)

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