lunedì 25 giugno 2012

Jurassic Park - la trilogia [Turn the Page]


Oggi ripesco per voi, dai meandri del mio blog precedente, un pezzo risalente all'ottobre 2011. Turn the page!

Per un motivo o per l'altro - sapete quelle infinite serie di coincidenze, che ti portano davanti agli occhi sempre lo stesso argomento? Ecco - in quest'ultimo periodo mi sono rivista di fila i tre film della serie di Jurassic Park. Blockbusteroni, certo, ma che fanno parte della mia infanzia - quanto meno il primo - e poi, diciamolo chi non si diverte a vedere T-rex, raptor e quant'altro in azione?
Ero curiosa di verificare che effetto mi avrebbero fatto questi film, dopo tanto tempo dall'ultima visione. E mi faceva piacere rivedere in azione due attori che apprezzo molto, Sam Neill (grandioso, ad esempio, ne Il seme della follia di Carpenter) e Jeff Goldblum, tanto bravo quanto carismatico e affascinante. Il tipo di attori che, prima o poi, mi piacerebbe proprio "usare" come modelli per qualche personaggio, quando arriverà la storia giusta...

Il primo Jurassic Park nasce dall'omonimo romanzo di Michael Chricton, che lessi e trovai piuttosto buono - molto più complesso rispetto alla versione cinematografica, nonché più drammatico: un paio di personaggi importanti che nel film sopravvivono, nel libro muoiono... compreso uno che ritorna nel romanzo successivo, Il mondo perduto, la qual cosa mi ha seccato da una parte (avete presente Kathy Bates in Misery non deve morire? "Non è andata così!") ma dall'altra mi ha fatto piacere per il personaggio - il mio preferito...
Ricordo ancora la versione in videocassetta (eh, già, niente dvd, ai tempi...) con la custodia in "finta roccia", che un mio compagno (alle elementari! 1993... Quanti anni fa!) mi aveva prestato. Rivedere il film ora ha su di me un po' l'effetto che mi ha procurato il nuovo capitolo di Indiana Jones: un ritorno all'epoca in cui il cinema era la magia spettacolare che ti faceva restare a bocca aperta, senza tante pippe su dialoghi, verosimiglianza e così via. Divertimento puro. Certo, ora le stupidaggini, le esagerazioni, i momenti traballanti li ho notati eccome...
Eppure, vedere finalmente gli enormi dinosauri svelati, in compagnia di Alan Grant (Neill), Ellie (Laura Dern), Ian Malcolm (Goldblum) e gli altri, non provoca forse sempre meraviglia e stupore? Certo, ben presto il tutto si trasformerà in una serie di inseguimenti, tentativi di nascondersi, uccisioni e così via, con tanto di bambini da salvare, idiozie da parte di vari personaggi, momenti prevedibili... eppure, il meccanismo funziona, se si è un po' indulgenti; le musiche trionfali sono entrate a far parte di quei themes che tutti sanno fischiettare, e chi non rammenta con un brivido lo sguardo gelido dei velociraptor? Ho sempre amato il dottor Grant, più a suo agio tra i fossili che con le persone, e il contrasto con il matematico Malcolm (sì, il mio preferito), che praticamente ha semplificato e fatto digerire la teoria del caos alle masse.


Il ruolo minore, rispetto alla coppia protagonista, di Malcolm viene ampliato nel seguito, Il mondo perduto, dove troviamo Jeff Golblum protagonista, insieme a una Julianne Moore che, mi spiace, ma sopporto proprio poco: insipida. Nuova isola, niente recinti (vabbe', tanto anche nel primo saltavano subito), mercenari & affaristi contro scienziati & ecologisti è il match che porterà a: lotte contro i sempre più letali & intelligenti, uh mamma quanto sono intelligenti Velociraptor, la simpatica morte di un sempre bravo Peter Stormare, impegnato con un personaggio disprezzabile in contrasto con il "cacciatore coraggioso" - per la serie, "sì, siamo contro la caccia, ma costui è figo & nobile" - Pete Postlethwaite,  fughe ancora più rocambolesche, un'estenuante scena di salvataggio da una roulotte sospesa sul baratro (e il poveraccio che fa tutta la fatica viene pure mangiato! Che sfiga!), i raptor a banchetto tendendo agguati tra l'erba alta che rende impossibile individuarli prima. E, sopratutto, la bellezza di un tirannosauro in giro per San Diego, tra i giardini e le villette, le strade e i palazzi di una tipica città americana. Quando mangia qualcuno, viene quasi da gridare ooolè! Non per le vittime, poverine: solo perché accidenti, come si fa a non amare un tirannosauro? E' per le sue fauci e i suoi ruggiti che stiamo guardando il film, suvvia...
Insomma, perso il fascino della novità, persa la complessità del romanzo da cui il film è tratto, senza riuscire ad evitare del tutto le due trappole più insidiose per un sequel - "esagero ogni cosa così ottengo il doppio della suspence/avventura/emozione ecc", "ripeto lo stesso giochetto finché il pubblico non si stufa" - Il mondo perduto è tuttavia un film tutto sommato godibile, e la faccia di Jeff Goldblum che va nel panico al solo sentir nominare i dinosauri, la sua incapacità di relazionarsi in modo "normale" con fidanzata & figlia, certi tocchi d'ironia del suo personaggio aiutano a non notare troppo i primi segni di stanchezza.


Stanchezza che invece si sente tutta in Jurassic Park 3. Torna stavolta Alan Grant-Neill (e a distanza si nota ancora la sua rivalità - quasi da complessato - con Malcolm), che, ohibò, non vive felice con la compagna del primo episodio, Ellie-Laura Dern, sposata e con figli da un altro, ma sempre amica. Siamo di nuovo nella seconda isola, alla ricerca di un marmocchio smarrito - sopravvissuto per otto settimane, già, per quanto sembri inverosimile. Come al solito è impossibile lasciare l'isola senza aiuti, come al solito i dinosauri sbudellano e divorano a destra e a manca, come al solito ci sono new entry: lo spinosauro, che si candida al ruolo di mostro maximo al posto del T-rex, e gli pterodattili, poiché si ricicla l'idea della voliera, finora non sfruttata, ma presente nel primo dei romanzi di Chricton. E, ehi!, i raptor sono ancora più intelligenti (parafrasando Maccio Capatonda, guarda proprio una cosa mai vista, sarebbe un peccato fermarli). E mostrano qualche accenno di "piuma" in testa - già, i veri raptor erano piccoli & piumati.
Certo che i soliti inseguimenti, il solito ragazzino, un po' di moralismo (il giovane paleontologo che dovrà riscattarsi da un errore, i genitori separati - William H. Macy e Tea Leoni, sprecati in ruoli quanto più banali si possa immaginare - che ovviamente devono tornare insieme) non giustificano l'ora e mezza persa nella visione. Peccato per Alan Grant.

In un mondo ideale, un nuovo Jurassic Park riporterebbe lui e Malcolm a battibeccare, con dialoghi scintillanti e sceneggiatura come si deve... In questo, meglio che la saga si fermi e riparta se e solo se sarà possibile rinfrescarla con una ventata di novità e buone idee.

8 commenti:

  1. Concordo su tutta la linea, il primo è un amatissimo cimelio d'infanzia, il secondo si fa ricordare sopratutto per il T-rex a San Diego <3
    Il terzo lo vidi alle medie e già alla secchiata di sangue contro la vetrata dell'aereo era un dai ragazzi ma anche no.

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    1. Sono affezionata al primo perché, visto da bambina, era stato davvero una visione che mi aveva lasciato a bocca aperta per la meraviglia. E il secondo, be', c'è Ian Malcolm. Amo quell'uomo!
      Il terzo è stato davvero una delusione, anche perché speravo in qualcosa di buono per Alan Grant. Sam Neill avrebbe meritato di meglio.

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  2. Non so, secondo me "Il mondo perduto" andava benissimo senza l'appesantimento finale alla King Kong. Il terzo, invece, è un film da cassetta con budget spropositato, ma non mi è dispiaciuto.
    Il primo film è immenso. Ha fatto sognare orde di marmocchi, meno marmocchi e adulti e chi l'ha visto all'epoca ancora si emoziona. Io purtroppo non l'ho visto al cinema, ma ho ancora da qualche parte il vhs con custodia in finta pietra (e il diario di bordo e altri due gadget inutili).

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    1. Del secondo, a me è piaciuta anche la parte finale. Il primo mi aveva emozionato tantissimo da piccola, poi rivedendolo da adulta ci trovi anche le pecche... però fa sempre piacere riguardarselo!

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  3. Io ho visto solo il primo.

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  4. Anch'io ho tutta la trilogia e vedere il primo è sempre emozionante: trovo che i dinosauri siano fatti davvero bene! L'ho fatto vedere anche alla mia sorellina che ne è rimasta incantata e affascinata nonostante sia lei sia della "nuova generazione". Anch'io per il terzo speravo in qualcosa di più, anche perché da bambina mi ero letteralmente innamorata di Alan Grant*_*

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    1. A me continua a piacere molto come personaggio. Anche se Ian/Jeff!...

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