martedì 26 giugno 2012

Make it simple yet significant - part 2

Capita, per caso, di leggere qualcosa che richiama proprio quello che volevi dire:

Don't overwrite. Avoid the redundant phrases, the distracting adjectives, the unnecessary adverbs. Beginners, especially, seem to think that writing fiction needs a special kind of flowery prose, completely unlike any sort of language one might encounter in day-to-day life. This is a misapprehension about how the effects of fiction are produced
Sarah Waters

È il discorso che stavo facendo nel post di qualche giorno fa. Forse mi sta tanto a cuore, il tema della semplicità, perché ho letto fino alla nausea prose ridondanti, cervellotiche, finto-colte, che per creare atmosfera ricorrevano all'accumulo di aggettivi e alla ripetizione ossessiva dei concetti, che s'ingarbugliavano in periodi contorti dove grammatica, reggenze e lessico risentivano di scivoloni terribili. Purtroppo, mi è capitato in particolar modo (anche se non solo) leggendo fantasy. Ripeto, anch'io sono passata attraverso la fase "tolkienizzante" e questi stessi errori li ho commessi in prima persona (be', l'errore di ridondanza e di "troppo detto". Grammatica e lessico cercavo di non stuprarli già ai tempi dei primi raccontini, una quindicina d'anni fa, perché fortunatamente ho sempre letto moltissimo, e di questo sì posso essere felice, perché mi ha aiutato davvero). Ho avuto la fortuna di mettermi a studiare, di continuare a provare, di avere qualcuno che mi faceva notare quegli stessi errori e con cui potevo confrontarmi. Ho avuto la fortuna di pormi sempre un sacco di dubbi.

E allora meglio deporre un po' la spocchia da Giovane GeGno Che Sa Tanti Paroloni. E metterci un po' di sacra umiltà: è la storia, l'importante, non l'autore dietro la storia. Io voglio che i lettori si innamorino dei miei personaggi, non di me. E vorrei riuscire a farli innamorare con un sostantivo e un verbo azzeccati, non con quattro o cinque aggettivi più svariati avverbi per comunicare in sostanza uh sapessi quant'era terrificante quel mostro, eh? E quel guerriero era taaanto tormentato. Fidati! Te l'ho detto io.

Per i lettori che hanno anche l'account Twitter, non posso che consigliarvi questo profilo, e il sito collegato Advice To Writers, che propone sempre link e citazioni interessanti dedicate al mondo della scrittura, come quella qui sopra. E be', se volete, trovate anche me.


Immagine da qui.

2 commenti:

  1. Giusto ieri mi sono fatta un paio di risate con svarioni di "scrittori" che hanno usato parole senza conoscerne, evidentemente, il significato.
    Temo che verrà presto il giorno in cui qualche geGno griderà che *anche* il dizionario della lingua italiana uccide la creatività ù__ù

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    1. Già. "Parole in libertà"...
      Sempre più pessimismo e sempre più fastidio. Mi sento anche sempre meno tollerante. E mi mordo la lingua.

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