sabato 16 giugno 2012

Metal Fest - 5 giugno 2012 - Blind Guardian, Anthrax, Hypocrisy

Con un po' di ritardo arriva anche un commento agli show del primo giorno di Metal Fest di quest'anno, spostato dallo stadio di Monza all'Alcatraz di Milano; e considerato lo scarso pubblico, immagino perché.
Due gruppi mi interessavano in particolare, Blind Guardian e Hypocrisy. Il leader di questo ultimi, Peter Tagtgren, è un mio vecchio mito (l'uomo dalle occhiaie più profonde del metal, capoccia degli Abyss studio, firma di alcuni dischi death geniali con la band madre, nonché di un progetto solista, i Pain, che ha prodotto alcuni dischi interessanti prima di perdersi un po'). Non ero mai riuscita a godermeli dal vivo, e quando partono le prime note di Franctured millennium mi corre un brivido sottopelle: è quasi un ritorno all'infanzia, o almeno un salto indietro vertiginoso. Peccato che lo show sia troppo breve per riscaldare davvero, nonostante i musicisti siano impeccabili. Ma, dopo aver ascoltato vecchie perle come Killing art e la conclusiva Roswell 47, posso dirmi contenta di aver finalmente visto la band, anche se l'impressione è quella di un aperitivo interrotto troppo presto.

Dopo di loro (e incredibilmente in orario, una rarità per i festival italiani) gli Anthrax. Dei Big 4 del thrash sono il gruppo che ho seguito meno e non ho molta familiarità con le loro canzoni. Tuttavia, lo show si fa apprezzare per una grande energia, e questo lo rende sicuramente piacevole. Una decina di canzoni scarsa per una scaletta chiusa da Among the Living, Madhouse e I Am the Law; sono sicura che i fan della band saranno stati soddisfatti, anche se io, lo ammetto, mi sono distratta più volte a chiacchierare.

Infatti sto aspettando loro, i Blind Guardian. Ho perso il conto di quante volte li ho visti, ma è sempre bello ritrovarli, perché sono stati il mio primo grandissimo amore musicale, il gruppo che, quando è entrato nella mia vita e per un lungo periodo, ha sbaragliato tutti gli altri, per via non solo della musica - epica, originale, ricca di sfumature e di emozioni -, ma anche dei testi, per me importantissimi. Le parole di Hansi Kursch mi hanno accompagnato a lungo e mi accompagnano ancora.
Basta che inizi Sacred Worlds (quant'è fottutamente bella!) per perdersi completamente in un'altra dimensione. Tra passato (Welcome to Dying, Valhalla), grandi classici (Nightfall, struggente e meravigliosa, e Time Stands Still (at the Iron Hill)), con un'unica nota che considero stonata (Fly. Non è malaccio, ma mi sembra l'unica canzone che non riscuote i consensi delle altre tra il pubblica, nonché anche quella meno adatta alla dimensione live), si arriva a un momento in cui davvero mi commuovo: Last Candle, la mia preferita da Tales from the Twilight World (1991, accipicchia!), mai suonata in Italia. Il coro finale, che intreccia le voci del pubblico e quelle dal palco, si prolunga e accidenti, è magia. Si conclude con l'acustica A Past and Future Secret e la lunga Imaginations fom the Other Side. Prima del bis, almeno: l'intro War Of Wrath recitata dai fans, Into the Storm, l'attesissima e immancabile The Bard's Song - In the Forest, la splendida (e per me particolarmente significativa) Bright Eyes e infine il singolo, Mirror Mirror, la canzone che li consacrò, dal loro album più noto e riuscito.
I Blind Guardian sono invecchiati, è vero: basta vedere i capelli corti di un Hansi Kursch smagrito e non più pacioccone come un tempo (ma che voce, accidenti!), le rughe di André e Marcus (che resta comunque sempre figo, è inutile), il giovane Frederik dietro le pelli al posto dello storico Thomen. Sono invecchiati, sì, ma alla grande; con un disco, At the edge of time, che li riporta tuttavia in grande spolvero e ancora capaci di sfornare capolavori che altre band si sognano; con una passione e una capacità di coinvolgere il pubblico, affezionatissimo, che ogni volta trasforma i loro concerti in esperienze, di emozioni, di fratellanza, di sogni. Un po' malinconici, a volte, ma i Blind Guardian sono sempre stati bardi del crepuscolo.

Blind Guardian:






Anthrax:



Hypocrisy:


Potete vedere tutte le foto qui.

6 commenti:

  1. E così mi sono perso "The Last Candle". Wow. Paf!

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    1. Quando l'hanno annunciata, per qualche secondo non ho capito più niente! *O*

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  2. Ah, Peter Tagtren... Un genio della musica, un pò come Devin Townsend. Ricordo ancora uno dei periodi più intensi della mia vita in cui il mio ritmo quotidiano era scandito da The Final Chapter. Beata te che li hai visti! Ma con tutta l'adrenalina che mi scorre ancora nel sangue dopo il concerto dei Dimmu a Roma non riesco a essere triste per essermeli persi. Magari tra qualche giorno sbatterò la testa da qualche parte pensando a loro XD

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    1. Su, su! Torneranno! Me li sono persi parecchie volte, per un motivo o per l'altro, prima di riuscire a vederli!

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