lunedì 18 giugno 2012

Notte [Turn the Page]

Un altro post "Turn the Page", ripreso cioè dal mio vecchio blog. Non una recensione o un argomento "esterno", musica, cinema o altro. Stavolta una riflessione notturna, ripescata dal dicembre scorso, ma sempre valida. Sempre intonata.

Dolce e chiara è la notte e senza vento,
E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti
Posa la luna, e di lontan rivela
Serena ogni montagna. O donna mia,
Già tace ogni sentiero, e pei balconi
Rara traluce la notturna lampa:
Tu dormi, che t'accolse agevol sonno
Nelle tue chete stanze; e non ti morde
Cura nessuna; e già non sai nè pensi
Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto.
Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno
Appare in vista, a salutar m'affaccio,
E l'antica natura onnipossente,
Che mi fece all'affanno. A te la speme
Nego, mi disse, anche la speme; e d'altro
Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto...

La notte è il mio mondo e la luna la mia guida -
sognatore è colui che non sa trovare la via se non alla luce della luna, e il suo castigo è vedere l'alba assai prima degli altri, scriveva Wilde - e senza accorgermi mi trovo sveglia a quest'ora, il sonno lontano, il mio piccolo mondo qui tutto intorno. Libera di decidere che no, stanotte non dormo - non ancora e non per chissà quanto. Con la voglia di uscire e camminare per le strade vuote e silenziose, e ammirarla, quella luna.

Moonlight you keep me safe at night
And I know you're here if I fall
Starlight show me the way in the dark
And I know you're here when I call


E pensare e immaginare. Con la musica e la sensazione - magica, che dura pochi istanti ed è gioia e insieme un pugnale doloroso nel petto - di poter stringere i pugni e afferrare quel qualcosa d'importante che insegui, la sensazione che il futuro sarà speciale, che la vita sia un'avventura come nei libri che scrivi. Sinestesie d'impressioni, realtà e storie che si mescolano e sono importanti e vere allo stesso modo. E' quasi un viaggio, quando sembra che l'aria stessa vibri, quando ti pare di essere sul punto di esplodere in qualcosa di meraviglioso - distruzione e creazione che s'intrecciano. Se sola ma la stanza sembra affollata.


I believe in nothing
Not the end and not the start
I believe in nothing
Not the earth and not the stars
I believe in nothing
Not the day and not the dark
I believe in nothing
But the beating of our hearts
I believe in nothing
One hundred suns until we part
I believe in nothing
Not in sin and not in God
I believe in nothing
Not in peace and not in war
I believe in nothing
But the truth and who we are

Tutto s'intreccia, parole immagini, inglese italiano, familiare estraneo, tutto il mondo è qui, dentro questa stanza, e questa stanza è un granello di polvere, un istante appena. Sembra magia, l'istante prima di un Big Bang.
Finché non torna la compagna familiare, la paura. E quasi non ti riconosci: ti guardi allo specchio e non sai a chi appartengono quegli occhi e diventa strano, lo hai scritto e lo vivi e i confini si fanno incerti. Sei sul bordo e stai per volare - ma sai che tra un momento ti sveglierai, e ti sentirai stupida per tutti questi sogni.

Now we live, in a world of uncertainty
Fear is the key - to what you want to be


Pic from: Weheartit

Soundtrack:
Leaves' Eyes, Leaves' Eyes
30 Seconds To Mars, 100 suns
La poesia ovviamente è di Leopardi; la seconda canzone citata è Believe in nothing dei Nevermore, la terza Fear is the key degli Iron Maiden, le altre, nell'ordine, quelle inserite in soundtrack.

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