venerdì 29 giugno 2012

A volte ritornano

Sembra che da It di Stephen King verranno tratti due film per il cinema, almeno secondo quanto si leggeva qui non molto tempo fa. Come vi ho scritto in un vecchio post, It è uno dei libri cui sono più affezionata, mentre non ho mai apprezzato la riduzione televisiva in più puntate: goffa, senza un briciolo della tensione, dell'orrore, del terrore infantile, della raffinatezza, della malinconia con cui viene ricordata l'infanzia e della genuinità con cui viene rappresentata, che invece appartengono al romanzo. Della serie salverei solo Tim Curry, sempre straordinario come villain. Per questo, non sono in linea di massima contraria alla realizzazione di questi due film: se dividere la storia in due servirà a rendere giustizia alla ricchezza del romanzo, da cui molto forse si può tagliare, ma molto altro non merita di essere sacrificato; se l'orrore verrà rappresentato in tutta la sua forza, senza diluirlo; se il romanzo, insomma, il suo cuore, la sua atmosfera, verranno rispettati.
Non so se sia per il fatto di aver letto questa notizia, ma negli ultimi giorni, nella pausa tra la fine di una lettura e l'inizio di un'altra, mi è venuta voglia di risfogliare proprio It. Periodicamente mi capita - come mi capita anche con L'ombra dello scorpione, ad esempio, per restare in ambito kinghiano. Così, in queste ultime sere ho riletto alcune delle mie scene preferite, ne ho riscoperte altre che ricordavo meno bene. E anche se credo che, in effetti, a volte King si lasci un po' andare all'accumulazione, al gusto di sviscerare sfumature e dettagli fino a divagare dal focus, resta il fatto che raramente come in It (e nell'Ombra dello scorpione già citata, appunto) il buon Stefano riesce a delineare con tanta intensità, con tanta profondità la meraviglia e le atrocità dell'essere bambini - spesso in balia degli adulti e delle loro paure, violenze, paranoie -, così come la meraviglia e le atrocità di crescere, con tutto quello che si perde e che si guadagna. I giorni di quell'estate del 1958 narrata da King sono epici e tristi, incoscienti e magici, anche al di là dell'elemento sovrannaturale, It, appunto, incarnazione di tutte le paure, di tutte le streghe cattive, di tutti i lupi feroci, di tutti i mostri e di tutte le fobie. E a volte, nel mare magnum del romanzo, King lascia scivolare delle vere gemme, dettagli delineati in pochi tocchi così vividi e sublimi, da diventare universali, da entrarti dentro e riverberare con una forza che...
... che tutti gli scrittori dovrebbero inseguire. Sta nei dettagli la chiave per rendere una storia indimenticabile, sta in una singola parola, in una singola frase, quella potenza che fa brillare l'intera pagina - l'intera storia.



8 commenti:

  1. verissima la cosa dei dettagli. E It ne è pieno. Come quello del bambino che prima di morire controlla che dietro la schiena del mostro non ci sia una cerniera lampo. E' un attimo che resta impresso per tutta la vita.
    O anche il momento in cui Eddie si rompe il braccio...uno spettacolo.
    Sul film, io aspetto da una vita che facciano una riduzione cinematografica e non televisiva decente del romanzo. Se ci mettono un regista e uno sceneggiatore seri, potremmo vedere grandi cose

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  2. Io sono pessimista. Curiosa, ma comunque pessimista. Nessuna chiusura a riccio, però: se si riuscirà a farne un bel film, sarò la prima a saltellare per casa come un cincillà :)

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    1. Visti i precedenti, sono pessimista anch'io. Ma cercherò di giudicare obiettivamente e non da fan...

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  3. Sai che non ho mai letto nulla di King? Ho invece visto parecchi film tratti da suoi libri o racconti, ma non la miniserie It.

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    1. Malisssssssimo! It e L'ombra dello scorpione almeno sono obbligati. Rimedia immantinente!!!
      Per quanto riguarda i film, ce ne sono alcuni splendidi (Shining, Stand by me, Il miglio verde...), alcuni carini (Brivido) molti orridi, e non in senso buono. Le serie tv tratte dai romanzi che ho citato per me rientrano in questa categoria.

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  4. Un capolavoro, punto!
    E mi auguro che il nuovo adattamento gli renda giustizia, almeno stavolta...

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    1. Lo spero davvero. Un trauma basta e avanza.

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