sabato 14 luglio 2012

Meant to be


In certi momenti ho bisogno di ricordarmelo. Se non avessi vissuto questo, non saresti come sei. Splendido - quando penso alle amiche, ai viaggi, alle belle esperienze, ai libri letti e così via. Un po' meno splendido quando penso a quegli angoli scuri che porto dentro - quei ricordi orribili, quegli episodi che visitano i miei incubi, quei momenti di paura e dolore, quelle cicatrici che non si vedono ma ci sono. E certo, what doesn't kill you only make you stronger. O stranger. E certo, l'esperienza rende saggi. E a volte certe cose sembrano proprio destino: certi incastri, certi eventi e persone proprio al momento giusto. Mi capita sempre più spesso di notare intrecci del genere.
Ma se dovessi scrivere una canzone, per raccontarmi, sarebbe piena di broken e disfunctional e can't help but. Perché meno male, meno male che si diventa più saggi, a prendere tranvate, ma la saggezza è amara, oh, così spesso. La saggezza non è una corazza sufficiente di fronte alla paura. La saggezza non è la colla giusta, quando devi ricomporre i pezzi della fiducia sbriciolata. A trent'anni, pensare mai più ha un gusto strano, è un boccone che ti si blocca in gola e rende difficile respirare. Non per il passato: non ho rimpianti. Ma per il futuro: forse si diventa adulti quando si smette di avere fiducia nelle persone.
Poi però ci sono le amiche che trovano le parole giuste, anche alle due di notte, e allora ringrazi chiunque le abbia messe sulla tua strada - il caso, il destino o una Dea. E torni a sognare e attingi da dentro quello che fuori non trovi; e lotti e costruisci e semini e attendi i frutti. He went like one that has been stunned, /And is of sense forlorn: / A sadder and a wiser man, / He rose the morrow morn.

On air:
Roxette, Things will never be the same

I versi della poesia vengono da Rime of the Ancient Mariner di Coleridge.

Immagine da Tumblr.

9 commenti:

  1. Aislinn.
    Quello che posso dirti è che le persone con più cicatrici probabilmente hanno una sensibilità diversa, non da pecora.
    E' sempre una "dote amara", ma lo è.
    "Mai più" fa parte della vita, pochissimi per sempre, molti "per un po'".
    Le persone accompagnano per un tratto, poi è naturale che voltino le spalle per andare via.
    Ma tu devi guardare a quelli che restano anche nei momenti bui, in cui si da il peggio di se' o si mostra il fianco debole, o i nostri lati più oscuri.
    Splendida la citazione del caro vecchio Coleridge.

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    1. Il caro vecchio Coleridge è una delle mie personali fissazioni & citazioni preferite da anni ^___^
      Grazie per le tue parole. E sì, hai ragione. Se sono qui è grazie alle persone che sono rimaste quando ne avevo bisogno.
      Il problema è quando ti ritrovi con gli aculei costantemente sfoderati a proteggerti preventivamente, con la costante paura del "e poi? E se? E chissà?..."

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    2. ... Però almeno è tutto miniera per le storie ^__^

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    3. Gli aculei imparerai a tenerli abbassati, non a toglierli.
      Bisogna andare nel mondo, ma mai sprovveduti.

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  2. *Colossal Hug*
    Il resto già detto. <3

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  3. Forse il perdere la fiducia negli altri non è diventare adulti, ma forse è morire.

    Per la serie, "Penso quindi sono."..."Ho fiducia in qualcosa, quindi sono."

    Via, detta questa cosa che sento sinceramente dal cuore, sparisco a scrivere la presentazione per la tesi.

    E comunque...se non lotti per il futuro, che gusto c'è? u.u

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    1. Ma io lotto. Solo che sono più diffidente. Ho fiducia in quello che posso fare io, o almeno ci provo. Ma quando si tratta di aver fiducia in come certe persone (e sottolineo certe) si comporteranno con me... no way. Soprattutto, mi riferisco alle nuove conoscenze. Alle persone che conoscerò in futuro. Preferisco non aspettarmi niente, ecco. Io mi comporto sempre allo stesso modo, con gli altri. Ma non mi aspetto più che gli altri facciano lo stesso con me.

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