lunedì 20 agosto 2012

Due libri consigliati per amanti della scrittura [Turn the Page]


Di recente ho partecipato a una nuova, lunga discussione sull'annoso tema "manuali di scrittura sì/no". Mentre leggevo le stesse argomentazioni di sempre, trite e ritrite, del tipo "a un autore bastano grammatica e dizionario" - sì, perché scrivere un buon romanzo equivale a saper usare i congiuntivi, vero? - o "i manuali ingabbiano la creatività" - no, affatto, ma se non sei disposto neanche a provare non mi crederai mai... - o ancora "il talento non ha bisogno di manuali, è istintivo" - già, e anche i calciatori non si allenano, i pittori non studiano le varie tecniche per l'uso del colore e così via, i musicisti non si esercitano eccetera eccetera - le mie espressioni erano alternativamente così, così, così, così o così . Non perché ciascuno non abbia il diritto alla propria opinione, ci mancherebbe; ma perché si tratta di uno di quei temi di cui molti parlano "per partito preso", logica e argomentazioni non servono a nulla, e la chiusura mentale regna sovrana. Senza bisogno di essere fanatici, naturalmente; sono solo i "no" a priori che non capisco.
Perciò, come post "Turn the Page", ovvero riesumato dal mio blog precedente, con qualche aggiustamento o aggiornamento se serve, questa settimana vi beccate proprio un paio di consigli di lettura per amanti della scrittura creativa (ricordandovi che un elenco più completo di manuali lo trovate in questo post, mentre tutti i post sulla scrittura sono a questo link).
Buona lettura (e buona scrittura!)

Oggi vi segnalo due testi molto diversi tra loro, incentrati sulla scrittura creativa.
Il primo è Come non scrivere un romanzo, di Howard Mittelmark e Sandra Newmann, appena uscito per Corbaccio, e che ho letteralmente divorato. Si tratta di un'analisi ferocemente ironica dei più frequenti errori e orrori commessi dai romanzieri in erba, una sorta di "contro-manuale" di scrittura, che denuncia follie di stile, personaggi inconsistenti, mancanze nella costruzione degli ambienti, buchi di trama e così via, fino a presunzioni e ingenuità nel momento di inviare finalmente il manoscritto a un editore. Ogni errore è preceduto da un brano narrativo di esempio, che il più delle volta fa venire le lacrime agli occhi dalle risate, così come il successivo commento degli autori. Uno di quei testi che chiunque ami scrivere dovrebbe leggere e rileggere, per completare gli insegnamenti dei più tradizionali manuali dedicati a sviluppo dei personaggi, stile, plot e così via; ma anche un libro godibile per qualsiasi appassionato di lettura. Divertente, acuto e utile: che volete di più? Se avete già una certa conoscenza della scrittura creativa, si tratterà di un ripasso che non può far male e vi strapperà più di una risata; se non avete mai letto un manuale perché "sono noiosi, ingabbiano la creatività" e così via, be', provate almeno con questo, chissà che non vi faccia cambiare idea e vi spinga a scoprirne anche qualcun altro.


Il secondo è On becoming a novelist del compianto John Gardner, un classico dedicato ai giovani aspiranti scrittori, notissimo in America. Temo che non sia reperibile in italiano: ne esisteva forse una traduzione, risalente ad anni fa, di cui però non ho più trovato traccia, e per questo ho deciso di acquistarlo e leggerlo in lingua originale.
Non lo definirei un manuale, nonostante contenga anche consigli di stile molto utili; piuttosto, una riflessione su quello che significa scrivere, e cercare di venire riconosciuto come autore. Dalle insicurezze alle bizzarrie di chi passa il tempo a immaginare storie, alle qualità da possedere o da affinare per riuscire a perseguire, nonostante tutte le difficoltà e il duro lavoro richiesto, questa strada. Alcune osservazioni sono più adatte all'ambiente americano (quando si descrivono certi corsi di scrittura creativa) ma restano valide in linea generale. Si può non essere sempre d'accordo con Gardner, ma di sicuro troverete qui una marea di spunti illuminanti, che potranno spingervi a riflettere su quello che significa per voi scrivere, se condividete questa passione.
The true novelist is the one who doesn't quit, conclude Gardner. Nonostante prove, incomprensioni, disagi, insoddisfazione e il dubbio di essere un po' matti - l'inevitabile solitudine di ritrovarsi spesso nel proprio affollatissimo mondo di storie, camminando in quello reale condiviso da tutti.


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14 commenti:

  1. Io ce l'ho il secondo, per me è una bibbia:-)

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    1. Anch'io lo trovo splendido! Ho in lista d'attesa anche The art of fiction, che (per gli interessati) si trova anche in italiano con il titolo Il mestiere dello scrittore.

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    2. Grazia Gironella20 agosto 2012 13:22

      Dici quello di Lodge?

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    3. No, è di Gardner anche quello.

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  2. Il secondo ce l'ho. Metto subito il primo in wishlist. Grazie per i consigli! :D

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  3. Il "contromanuale" che segnali sembra davvero una chicca. :D
    In effetti, ho avuto modo di leggere (beh, diciamo iniziare a leggere) parecchia roba di cosidetti "scrittori esordienti"... e a volte non sai se piangere o ridere. Credo che raccogliere gli esempi più plateali di manifesta incapacità sia uno dei modi migliori per affinare il proprio stile.
    Bacio.

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    1. Un abbraccio a te ^___^ Ti capisco, perché anch'io ho letto svariati "aspiranti esordienti" (nonché autori pubblicati, ahimè) che... ehm, "lasciano a desiderare", per usare un eufemismo.

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  4. Ho divorato "Come non scrivere un romanzo" e l'ho trovato davvero geniale e, soprattutto, molto istruttivo. Purtroppo il secondo mi manca, anche se lo conoscevo di nome. Sembra davvero interessante e cercherò di trovarlo (anche se io e l'inglese non abbiamo un buonissimo rapporto...). Bel blog! Ti seguirò ancora... ^_^

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    1. Il secondo è stato tradotto, mi sembra, ma ormai è fuori commercio da tempo, a quel che mi risulta :-(
      Grazie per i complimenti e per essere passato!

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  5. Io, restando in tema "manuali di scrittura", proprio due minuti fa stavo scrivendo un articolo su "Il mestiere di scrivere" di Carver (che uscirà sul mio blog il 30 agosto) e in questi giorni sto leggendo "Il mestiere dello scrittore" di Gardner. Ho messo nell'elenco dei libri da leggere quelli di cui hai parlato nel post: sembrano interessantissimi e utilissimi! Grazie per le segnalazioni.

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    1. Di Carver ho letto "Niente trucchi da quattro soldi", che contiene alcune riflessioni molto interessanti. Passerò a vedere i tuoi post ^_^

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    2. Intanto ho scoperto che "Il mestiere dello scrittore" è la versione italiana di "On becoming a novelist" e dato che è sulla mia scrivania, posso dire che esiste un'edizione italiana! Si tratta di un'edizione del 1989 trovata in biblioteca, però credo sia abbastanza reperibile.

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    3. Sì, l'avevo scritto qualche commento più su (e anche su Wikipedia sono segnalate le traduzioni), ma credo sia fuori commercio. Personalmente preferisco avere il libro in originale piuttosto che leggerlo in italiano dalla biblioteca, ma hai fatto bene a segnalarlo per chi fosse interessato ^___^

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