lunedì 13 agosto 2012

Legion ([Turn The Page]

Altro giorno, altro film. Questa volta, anziché una pellicola che mi ha colpito più di quanto avessi immaginato all'inizio (The Horde), un horror che si è rivelato una mezza delusione: Legion.
L'inizio, a dire il vero, è abbastanza rapido e sa colpire: dopo un doppio prologo - prima voce femminile e immagini desolate stile Sarah Connor in Terminator , poi città di notte, con il (solito) angelo senza ali e una sparatoria con un "qualcosa" (un demone? Sarà chiaro in seguito) che entra nel corpo di un umano sfigato un po' come facevano gli agenti di Matrix, ci ritroviamo nel classico diner americano in mezzo al nulla. La noia e l'atmosfera polverosa del luogo vengono spezzate quando una simpatica vecchietta ficcanaso dall'aria innocua inizia a usare un linguaggio da scaricatore di porto e azzanna al collo uno dei clienti, prendendo poi a camminare sul soffitto. Cosa sta capitando?
Lo spiega l'angelo dell'inizio, Michael, ribelle agli ordini di Dio: vuole fermare la (solita) apocalisse, proteggendo (chissà perché) il bambino che la giovane cameriera del locale sta per partorire. Inizia quindi l'assedio al ristorante, con avventori e gestori uniti a sparare contro una folla di umani posseduti da angeli (e questa almeno era un'idea carina), ringhianti e decisi a massacrare il piccolo gruppo, e soprattutto la futura madre e il piccolo.
Fin qui, la tensione funziona, il ritmo è abbastanza sostenuto, Paul Bettany come Michael e Dennis Quaid come disilluso proprietario del locale (purtroppo per lui, il suo gesto eroico sarà piuttosto telefonato, se prestate attenzione a quel che si dice non molto prima) si fanno apprezzare, nonostante i dialoghi a volte stupidotti; da brividi il gelataio dalle membra da ragno! Poi, si scade sempre più nel prevedibile. Dopo le sparatorie e i (classici) inganni per far uscire dal locale i difensori, il peggio è l'arrivo in campo di Gabriel (Kevin Durand), che combatte come in un videogioco, roteando a mo' di trottola e parando i colpi di pistola con le ali. Eh, già, perché gli angeli combattono con la (solita) corazza stile antico romano e si prendono a cazzotti, proiettili e pugnalate molto poco eteree (il che mi può anche andar bene, ma andrebbe reso meglio). La storia si trascina ancora per un po', fino a concludersi di nuovo in stile Terminator , con i sopravvissuti a guidare speranzosi verso il futuro (ma con scorta di armi nel bagagliaio). Peccato per l'occasione persa di realizzare un film davvero buono, perché quantomeno Michael introduceva qua e là dei temi interessanti, parlando di Dio con il collega/nemico/leccaculo del padrone Gabriel.

Update: rivisto, è ancora più brutto di quanto ricordassi. Personaggi che si comportano in modo assurdo, cliché e dialoghi insostenibili. Peccato davvero.

4 commenti:

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    1. Mah, una visione gliela puoi concedere, ma non aspettarti molto.

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  2. All'epoca ne parlai anch'io con grande entusiasmo XD Per fortuna ho rimosso. Bel blog, mi hai anche fatto ricordare dell'esistenza degli Anathema :)

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    1. Rivisto di recente, mi è sembrato ancora più sgangherato rispetto all'epoca di questa recensione!
      Conoscere gli Anathema è cosa buona e giusta^^

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