lunedì 6 agosto 2012

The Horde [Turn The Page]

Ripesco dal vecchio blog un post del 2010, anche perché si tratta di un film che ho rivisto di recente con piacere... enjoy!

Ogni tanto, un sano film di zombie ci vuole. Tanto più quando Romero si è ormai definitivamente bevuto il cervell.. ehm, propone prodotti di scars(issim)a qualità come il pietoso Survival of the dead .
Il problema è che, ultimamente, il filone zombesco non ha elargito grossi capolavori, se si escludono lavori interessanti, che intrecciano horror e commedia con classe, quali Shaun of the Dead - L'alba dei morti dementi o Zombieland .
Poi arriva The Horde , o meglio, La Horde , nel titolo originale francese. Le premesse sono classiche - i morti si svegliano, sono incazzati, un pugno di protagonisti cerca di sopravvivere. E tuttavia, il film riesce ad avvincere, inserendo alcuni elementi interessanti e rinnovando l'originaria tradizione del film di zombie come metafora sociale. Se già Romero parlava spesso di razzismo e della violenza insita nell'animale uomo, qui la storia si svolge nelle banlieu di Parigi, e prende avvio come uno scontro tra quattro poliziotti e un gruppo di feroci criminali rifugiati in un palazzo decadente. Si mischiano la lotta brutale tra vivi all'incubo che esplode all'improvviso, il disagio sociale e la condizione dell'immigrato africano emarginato nel ricco paese europeo, il valore della famiglia e della lealtà tra compagni e i contrasti, le invidie e gli odi all'interno di quella stessa famiglia che non basta più a impedire la disgregazione. Così, la vicenda horror - scendere fino al piano terra del palazzo, affrontando mostri veloci, ringhianti e affamati di carne umana - si alterna alle dinamiche dei personaggi, che si alleano, si separano, scoprono il proprio lato oscuro - chi si sacrifica per gli altri, chi cede alla violenza, chi tradisce, chi trova una spietatezza nuova, chi esprime un gusto rivoltante per la violenza, tanto che gli zombie sembrano, in fondo, semplicemente senza inibizioni e scrupoli sociali, anziché mostri del tutto alieni alla natura umana. L'istinto del morto vivente non è più spaventoso della malvagità di cui l'uomo è capace.
Qui, poi, la cattiveria e le scene che non risparmiano sangue si alternano a momenti in cui, invece, la scelta registica è pietosa nei confronti dei suoi personaggi, e si ritrae con discrezione di fronte all'atto brutale: quando uno dei personaggi viene ricoperto da un'orda (appunto) di mostri, la telecamera si allontana senza indugiare sulla sua sofferenza e senza mostrarci carni strappate e budella estratte (come in tante pellicole romeriane, ad esempio). Quando uno dei personaggi ne uccide un altro a sangue freddo, sentiamo la paura della vittima - il suo volto distorto, gli occhi sbarrati, il respiro accelerato - ma poi la telecamera inquadra da lontano.E le immagini della città in fiamme, sotto un cielo livido attraversato da colonne di fumo, sono davvero suggestive.
Difetti ce ne sono: ad esempio, lo si capisce subito (ome al solito) che occorrono i colpi in testa, per uccidere i morti, perché quindi i personaggi si ostinano a sparare al petto o alle gambe? E non si tratta di cittadini qualsiasi che per la prima volta prendono una pistola in mano e possono verosimilmente sbagliare mira, ma di poliziotti e criminali, abituati a usare le armi. The Horde resta però una pellicola tesa, avvincente, che riesce a sembrare fresca e interessante nonostante parta da spunti già più volte usati nel cinema horror.

 

8 commenti:

  1. L'ambientazione è sicuramente interessante, soprattutto dopo aver visto la rurale seconda stagione di The Walking Dead.
    I film sugli zombi li guardo perché divertenti. Riconosco però che Romero, almeno nell'unico film che ho visto, ovvero il primo, inseriva del materiale su cui riflettere dell'umana natura, più che dei morti.
    Ah, questo per dire che non l'ho mai visto ma mi hai incuriosito!

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    1. Merita uno sguardo. Molto più di Walking Dead senz'altro.
      Su Romero, concordo in pieno! Almeno per quanto riguarda i primi tre film, poi... bah bah. L'ultimo, quello dell'isola, è uno dei film più orrendi che abbia visto da anni.

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    2. ... E poi (tornando a La Horde, come sarebbe in originale, i francesi hanno un certo talento per l'horror!)

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    3. Su questo mi cogli impreparato. Ho visto Vidoq e non so neanche se possa considerarsi horror.

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    4. Quello non l'ho visto.

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    5. Beh, è l'indagine di un tizio, presumibilmente un poliziotto, che va alla ricerca di un uomo mascherato che rapisce e ammazza giovani donne vergini. Il poliziotto è Depardieu. Però l'impatto visivo è a dir poco fastidioso, quasi tutto in CGI.

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  2. Alla fine l'ho visto. Non è male. Fatto molto bene, grazie anche al suggestivo ambiente della banlieue. Incentrato sui personaggi, più che su bizzarre spiegazioni sul morbo eccetera.
    Quello che non mi ha convinto sono gli zombie veloci.

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    1. Anch'io in genere preferisco gli zombie classici, anche se in questo film li ho trovati ben fatti anche così.

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