mercoledì 5 settembre 2012

About writing

Tramite newsletter, mi è caduto l'occhio su un post semplice ma grazioso. Si parla di scrittura, of course, dal blog di un autore americano, Jeff Goins: What everybody ought to know about writing, quello che tutti dovrebbero sapere sulla scrittura. Si tratta di un breve, semplice elenco, che riporto: nulla di rivoluzionario, ma forse qualche volta fa bene ricordarsi certe cose e riflettere su questa complicata magia che è la scrittura creativa


  • It’s hard.
  • It’s harder than you think.
  • It never gets easier (but it does get better).
  • It’s scarier than it should be (but not too bad once you start).
  • It’s the last thing you want to do when it’s the first thing you should do.
  • It’s usually pretty thankless (especially when you’re doing it right).
  • It’s easy to begin, hard to continue, and even harder to finish.
  • It’s never enough; you can always do more.
  • It can be painful.
  • It’s hard.
Se concordo con l'elenco? Be', se mi conoscete è facile intuirlo: la scrittura è difficile - o almeno lo è la buona scrittura; molto più difficile di quello che pensano coloro che ritengono basti "sfogare le proprie emozioni" e "seguire l'istinto, non la tecnica o i manuali". Ma regala soddisfazioni enormi, quando si crea qualcosa di buono. "Non diventa mai più facile (ma diventa migliore)": vero, per quanto ci si eserciti, si studi, si continui a lavorare per migliorare, ogni libro, ogni racconto sono storia a parte, con nuove scoperte, nuove soddisfazioni e nuove difficoltà tutte da affrontare. Si cresce come autori, si scoprono aspetti sempre più profondi, che rendono la scrittura un'esperienza sempre più meravigliosa; ma ogni passo avanti mostra nuovi scogli da superare. Per questo, anche, "si può sempre fare di più".
"È spaventosa (ma non male, una volta che si comincia)". Spaventoso qui è ambiguo: per me lo è, per tanti motivi, alcuni molto personali, ma si può anche solo pensare al "terrore della pagina bianca", alle insicurezze che si hanno scrivendo e così via. Così come è vero, è qualcosa di doloroso, a volte; ma anche catartico. 
"È l'ultima cosa che vuoi fare, anche se è la prima che dovresti fare": oh, credo che tutti gli amanti della scrittura conoscano questa sensazione, vero?

Eppure, nonostante le difficoltà e il sudore, i premi sono immensi, anche tralasciando tutta la faccenda "pubblicazione" con annessi e connessi. Scrivere è cosmogonia. Scrivere è non annoiarsi mai (sul serio: ma la gente che non immagina storie per riempire ogni momento libero - e non-, come fa a sopravvivere?) Scrivere è una sfida (se no che gusto ci sarebbe?) e puro divertimento: per tirare testate contro la tastiera del pc e sputar sangue c'è tempo durante mille revisioni, la prima stesura è una folle corsa esaltante. Anche quando si toccano tasti dolorosi. Anche quando scrivere rivela lati di te che non avresti immaginato.
Scrivere è complicato, già, e talmente sfaccettato che un post solo non basta a parlarne. Ma, per quanto mi riguarda, è anche indispensabile.



Immagine da Pinterest.

10 commenti:

  1. Interessante
    mi sa che prima o poi ti prendo queste informazioni

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    1. Fai un giro sul sito di Jeff Goins, alcuni dei suoi articoli sono piuttosto stimolanti.

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  2. Grazia Gironella5 settembre 2012 21:37

    Copio, e medito. Quanto a "È l'ultima cosa che vuoi fare, anche se è la prima che dovresti fare"... ammazza se è vero!
    (Oggi, guarda caso, ho toccato un argomento simile sulla mia pagina FB)

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    1. Ho visto adesso! Interessante anche il tuo post... uhm. Mi tocca da vicino, al momento.

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    1. Perché me lo chiedi? Sul blog vecchio inserisco solo i link ai post che pubblico qui.

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  4. "È l'ultima cosa che vuoi fare, anche se è la prima che dovresti fare", conosco perfettamente la sensazione.
    Tuttavia....non saprei come vivere senza, creare storie lo vedo essenziale come respirare :D

    E, la frase di Gaiman, è magnifica :D

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  5. ... spesso ho avuto la precisa impressione che le storie fossero lì, pronte.
    Non ho mai avuto paura del foglio bianco.
    Forse, questo è l'unico grande privilegio di chi scrive senza consegne o scadenze.
    Che però sia una costante sfida contro i propri limiti tecnici e professionali, su questo punto concordo appieno: è la parte divertente; così come condivido la sensazione che la scrittura sia sempre lì, in attesa. Migliorare - con lei - non basta mai.
    Hai un bellissimo blog, Aislinn! =^^=

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