mercoledì 26 settembre 2012

"Usa entrambe le tue mani per cancellare completamente gli orrori che hai scritto nella tua storia"

No.
Per favore, no.

Vi avviso in anticipo, questo è un post da pignola rompiscatole. Ma consentitemelo, per una volta; la scrittura non è fatta solo di massimi sistemi, sacro fuoco, discussioni feroci su personaggi e loro dipartite, punto di vista, manuali e così via. La scrittura è fatta anche di pignoleria da rompiscatole. Di virgole. Di minuzie. Di acribia.
Echeccazzo.

Questo piccolo sfogo, tra l'altro, mi sembra legittimo perché va a toccare anche la mia passione di lettrice: se inciampo negli orrori che sto per denunciare mentre sono immersa in un romanzo, maledizione, è come se l'incompetenza e/o la disattenzione di un traduttore o di uno scrittore mi afferrassero per i capelli strappandomi via dal fictive dream (definizione di Gardner) che sto vivendo. Poi non lamentatevi se compio una strage.

Ad esempio. Il fatto che gli inglesi usino gli aggettivi possessivi sempre -"He raised his head, she moved her hands" eccetera - non significa che debbano proliferare anche in italiano. E invece, tanto gli aspiranti scrittori quanto i traduttori ormai infarciscono i testi di obbrobri come "spostò la sua gamba, tolse il suo cappello". La gamba di chi dovrebbe spostare il personaggio in questione, di grazia? Abbiamo in scena un ladro di cappelli, che dobbiamo specificare che stavolta toglie il suo?
Tutto-quello-che-non-è-essenziale-è-superfluo.
Perché seminare aggettivi possessivi in questa maniera barbara non è una scelta stilistica, non è un modo per caratterizzare una determinata scena (come potrebbe essere, ad esempio, accostare due aggettivi anziché usarne solo uno, per trasmettere un certo effetto); è una ridondanza dannosa e pigra.

Così come è ridicolo leggere espressioni del tipo "mosse entrambe le mani". Perché, quante mani ha il personaggio in questione? A meno che non ne abbia tre, o quattro, e muova "entrambe le mani" destre, non basterebbe dire "mosse le mani"? A meno che non sia necessario specificare, per qualche motivo, che il personaggio le usa entrambe quando ne basterebbe una e si vuole sottolineare una stranezza, un vezzo o altro... per favore.

Un'altra mia personale idiosincrasia è quella per l'avverbio completamente. Già di loro gli avverbi sono infidi e bastardi, tendono a infilarsi dove sono inutili, a moltiplicarsi appena li si lascia liberi, a farsi largo a gomitate e proporsi allo scrittore pigro che non ha voglia di trovare il sostantivo o il verbo migliore e più preciso, e si accontenta di uno generico "+ avverbio" (un paio di esempi banalissimi per chiarire il concetto: perché appesantire una frase con camminò velocemente, anziché scegliere sfrecciò o s'affrettò? Oppure gli disse rabbiosamente invece che lo aggredì?)
L'avverbio completamente, poi, non solo è pesante, ma è anche spesso inutile.
Coprì completamente la scatola con un lenzuolo.
Il pavimento era completamente sporco di sangue.
Tizio e Caio erano completamente sconvolti.
Togliendo il famigerato, stramaledetto avverbio, cambierebbe forse il senso della frase? Se un pavimento è ricoperto di sangue, l'immagine è già efficace. Perché devo sprecare tredici battute per una parola che non serve, non trasmette particolare emozione, è banalissima?

Uff. Scusate lo sfogo.


Immagine da Pinterest. L'argomento non è lo stesso, ma i miei sentimenti quando incontro certe nefandezze in un libro sì.

8 commenti:

  1. Beh, quando ci vuole, ci vuole! XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Oh, did I offend you with my opinion?
      You should hear the ones I keep to myself" (cit.)
      Oh, se mi trattengo...

      Elimina
  2. Sai, quella del pavimento totalmente ricoperto di sangue l'avevano fatta notare anche a me, svariati anni addietro. Però... cosa c'entra la rocket science?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, non ho specificato perché ho messo quell'immagine... rimedio ^^

      Elimina
  3. Sono d'accordo e in disaccordo contemporaneamente (eh, visto che bell'avverbio superfluo). Se da un lato gli avverbi sono pressoché superflui, così come i pronomi possessivi, dall'altro, un uso consapevole delle parole e un ragionamento a più alto livello sulla linearità espressiva e sull'immediatezza cognitiva delle frasi porta al concetto ultimo che a volte è meglio lasciare questi elementi in favore della scorrezza dal punto di vista del lettore.
    Mi spiego: la lingua evolve e si avvale ogni giorno di nuove forme che prendono vita o sie evolvono da altre e tutti noi che la utilizziamo prendiamo coscenza implicita di alcune forme e d ialcune strutture che vengono a far parte del parlato in modo naturale. Così facendo una frase del tipo "afferrò con convinzione la scatola con entrambe le mani [...]" risulta nettamente più familiare, riconoscibile, evocativa dal punto di vista sonoro e associativo della semplice "afferrò con convinzione la scatola con le mani [...]". Perché a questo punto il lettore si potrebbe chiedere "Con le mai? Really? credevo con i piedi" e diventare supefluo tutto. Mentre quell'entrambe mantiene a livello cognitivo un daja-vù mentale utile al riconoscimento durante la lettura.
    Ovviamente tutto dipende dal contesto, dalla pignoleria e dall'uso CONSAPEVOLE che si fà delle parole. E delle regole in generale.

    Prendiamo ad esempio "Coprì completamente la scatola con un lenzuolo." Completamente può non essere superficiale perché il lenzuolo potrebbe non coprirla tutta, mentre se spreco 5 sillabe per sottolinearlo con un avverbietto non devo aggiungere una sbrodolata del tipo "Coprì la scatola con un lenzuolo fino a coprirlo su tutti i lati." se mi serve sottolineare e mostrare che sia coperto per intero dal lenzuolo.

    Quindi la mia obiazione è: non facciamoci prendere troppo dalla frenesia delle regole stile Gamberetta. Impariamo a plasmarle per abbatterle e modellarle dove serve.
    Bye ^_^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Capisco il tuo discorso, ma mi sembrava di aver indicato quello che anche tu dici scrivendo A meno che non sia necessario specificare, per qualche motivo, che il personaggio le usa entrambe quando ne basterebbe una e si vuole sottolineare una stranezza, un vezzo o altro, ma mi spiego meglio: a meno che non ci sia uno scopo, dietro questa specificazione, meglio evitarla - anzi, meglio evitare proprio di nominare le mani. Un conto è se ho un personaggio che afferra un oggetto con la bocca, poi con le mani ne prende un altro eccetera; ma se si parla di azioni comuni, è inutile aggiungere l'ovvio. Se penso al titolo del post, ad esempio, "Usò le mani per fare qualcosa" può aver senso, "usò entrambe le mani" è inutile.

      Idem per l'uso di "completamente" o avverbi simili; se non sono necessari a comprendere il significato, io preferisco evitarli. "Coprì la scatola con un lenzuolo" fa già pensare che non si veda più; se voglio sottolineare che, ad esempio, il lenzuolo la nasconde a fatica, allora descriverò piuttosto il personaggio che lo tira da una parte e dall'altra per farselo bastare, o l'orlo che sfiora il pavimento (o altro). Non c'è bisogno di una sbrodolata per sostituire il "completamente": se non aggiungo altro, è implicito. Casomai specificherò quello che non è immediato, non quello che non serve.
      Mi sembra che il discorso che ho fatto significhi proprio "caso per caso, occorre valutare cosa serve e cosa è inutile, quale scopo espressivo voglio raggiungere e quali necessità ho" ^___^

      Elimina