lunedì 15 ottobre 2012

A volte, le storie... [Turn the Page]

Il post Turn the Page di questa settimana risale al 25 giugno 2009. Raccontavo, in poche righe, la nascita di una nuova storia.
Mi sorprende scoprire che oggi vivo le stesse sensazioni, ogni volta. Che nonostante cambiamenti, esperienze, esperimenti, come persona e come autrice, le storie cominciano sempre in questo modo.

Ci sono storie che rimangono nella testa per settimane, o mesi, o anni. Frammenti che solleticano la mente nei momenti più impensati - quando dovresti fare altro, stare attenta, guardare, concentrarti - e mi distraggono, portandomi via.
Ma devono maturare. Piccoli segni arrivano a indicare che la primavera di una storia è giunta, e può essere scritta: dettagli che si accumulano, un'idea nuova, arrivata da chissà dove, legami e scene che si incastrano perfettamente l'uno all'altro - un evento reale della vita, che si trasfigura sulla carta e può essere lì fermato, schiacciato, ricordato, esorcizzato.
E allora gli appunti - vergati su agende, quaderni e fogli sparsi - vanno riordinati. Apro un documento nuovo, sul computer: capitolo 1. Magari all'inizio non è facile, forse mi fermerò dopo poche righe, o dopo un'unica scena. Poi, però, la gemma che è maturata si gonfia, si apre, esce il primo germoglio: allora non si torna più indietro.
Gli appunti sparsi diventano schema, sequenza, traccia, preparazione. So cosa scrivere ora. So come mai quel personaggio - cui sono già affezionata, in questo caso, perchè ho vissuto con lui un'altra avventura in passato - si muoverà e cercherà il nuovo, il viaggio. So come si sente - provo con lui le stesse sensazioni.
Lo prendo per mano - e iniziamo insieme il cammino.

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