venerdì 26 ottobre 2012

Dieci indiscutibili segnali per capire se si è scrittori

Scusate la latitanza di questi giorni. Per farmi perdonare posso dire che ho un mucchio di argomenti da affrontare e di post in programma che attendono solo di essere scritti... so stay tuned. Nei prossimi giorni cercherò di portarmi un po' avanti e prepararne già almeno alcuni.

Nel frattempo, faccio un salto per segnalarvi un articolo simpatico appena trovato sul blog Writability: seguite il link per leggerlo interamente. Si tratta di un elenco di dieci "indiscutibili segni" che identificano lo scrittore (condizione che non ha nulla a che fare con la pubblicazione). Essendo la persona sicura di me che sono, quando apro questi link il pensiero è sempre oddeah adesso ci saranno tutte cose che non c'entrano nulla con meee! Sì, lo so, è un'idiozia, anche perché gli elenchini di questo tipo sono uno sfizio, sono spesso personali, arbitrari, modificabili, adattabili eccetera... anyway. Ecco cosa l'autrice, Ava Jae, propone, con i miei commenti dopo ogni punto:

  1. You constantly edit. Whether it’s while you’re driving down the street and pass a misspelled sign, or grammatical errors in Facebook posts, you fix errors constantly in your mind—and sometimes not so silently. 
    Ehm. Una delle cose che mi trattengo dal fare ad alta voce, ma che è sempre in the back of my mind: correggere gli orrori di grammatica, spesso con un urlo di rabbia interiore quando vedo scrivere , l'o, pero' e altre amenità. Editare mentalmente i libri già stampati. Soffrire per gli stupri linguistici sui social o sui siti che frequento.
  2. You’re highly observant. And not only do you notice things all the time, but you file them away in your I could write about this later folder.
    Mi divido tra distrazione - perché fantastico, rimugino, ripenso a scene, storie eccetera (more about this later) - e osservazione. Perciò perdo alcune cose, ma ne noto altre - quei dettagli, quelle curiosità, quegli episodi apparentemente banali che vengono archiviati e diventano soggetti di racconto, oppure particolari che arricchiranno romanzi, ambientazioni e così via.
    Non tutti lo capiscono, purtroppo.

  3. You often ask, “How could I describe this?” You don’t ignore your life experiences—everything from walking outside during a torrential downpour, to burning yourself while cooking, to taking the first bite of a piping-hot homemade chocolate chip cookie can be used in your writing, and you often pause to think about how you would describe it in words.
    Altra costante. Cercale le parole, le metafore, gli aggettivi, i sostantivi giusti per descrivere quello che capita intorno a me, il dettaglio curioso appena scoperto, o quello che ho davanti agli occhi dell'immaginazione, il frammento di storia su cui rimugino al momento.
  4. You have a hyperactive imagination. There’s never a dull moment in that head of yours—your imagination is always working on overtime to keep you entertained and give you fresh ideas. 
    Esattamente quello che dicevo qui non molto tempo fa.
  5. You feel inspired to write after reading a good book. Enough said. 
    Appunto. Cos'altro aggiungere? La bellezza (di una storia, di uno stile) stimola la mente, la voglia di creare, il desiderio di produrre altrettanta bellezza.
  6. You often daydream about your WIPs. Your characters never completely leave you— they walk alongside you throughout the day and give you new ideas when you least expect it.
    Oh già! Ne ho parlato qui, e altrove nel blog. Loro sono sempre con me. Loro commentano ciò che vedo, saltano fuori nei momenti meno opportuni chiedendo attenzione, o pronunciando proprio la battuta di dialogo che cercavo e che devo subito annotare, altrimenti rischio di scordarla. Loro ci tengono a farmi sapere il piatto che preferiscono, le manie che hanno, quello che vorrebbero. Loro cercano di farmi dire cose sconvenientissime nel momento meno opportuno! Loro sono l'ultimo pensiero prima di dormire. Loro sono più reali delle "persone vere", a volte. E più gradevoli di molte.
  7. You feel guilty if you haven’t written anything in a while. What a “while” is depends, but after a writing hiatus, a part of you begins to demand that you get back to the keyboard and reprimands you if you don’t.
    Assolutamente. Mi autofustigherei, nei periodi in cui "non va". 
  8. Grammar jokes are funny. Well, they are.
    Che altro commentare?

    Grammar

  9. You can’t get enough books. After all, every new book is a couple hours worth of inspiration. 
    Ho rinunciato a lottare contro la bibliobulimia, la pratica dello sbavare indecentemente di fronte ai libri e alle vetrine delle libreria, l'abitudine ad avere una pila immensa e traballante di future letture che mi attende sul comodino.
  10. You keep doing this writing thing. It doesn’t matter if you’re not published, if no one else cares if you continue to write, if you don’t make a penny off of the words that you put on the page—none of that matters, because you’ll continue to write anyway.

    Semplicemente, non posso farne a meno. Devo.
stories

Per una volta posso dire "ce l'ho, ce l'ho, ce l'ho..." caspita, ce li ho tutti. Probabilmente c'è da preoccuparsi, ehm... Comunque, voi cosa ne pensate? E, rivolgendomi a chi condivide la passione per la scrittura: quale sarebbe il vostro elenco di cose che vi rendono scrittori?

10 commenti:

  1. Mi rivedo soprattutto nel punto due. Per un periodo, anni fa, tenevo un piccolo schedario in cui scrivevo i particolari che notavo in giro e poi mettevo in ordine alfabetico. Poi mi sono accorto che mi portava via troppo tempo e ho cominciato a prendere appunti mentalmente:)

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    1. Ma la memoria è labile!... Certo, anche le note sparse ovunque facile che si perdano =___= *ehmcoffcoff*

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  2. Anch'io ho tutti i "sintomi"! E ne sono davvero felice. Del resto il mio mantra è "Uno scrittore non è colui che scrive per vivere ma chi vive per scrivere". E nella mia definizione mi sono sempre sentita rappresentata. Qualche conferma dall'esterno però non fa mai male. Mi è piaciuto tantissimo questo post!

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  3. Grazie! Ma è merito dell'originale che ho linkato, io ho solo commentato dicendo la mia ^^ Appena ho letto l'elenco mi ha colpito e ho voluto assolutamente condividerlo con voi, altrimenti il post che avrei avuto intenzione di finire oggi sarebbe stato un altro.
    Concordo con la definizione!

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  4. Avere una fantasia e una sensibilità fuori dal comune sono caratteristiche che credo molto importanti per uno scrittore, un poeta, un artista in generale, un musicista...

    Io non mi definisco scrittore, però casa mia è piena di appunti sui più svariati temi (non scolastici), brevi racconti (se vuoi leggerli chiedimi pure hahaha), commenti a temi di attualità, cose di questo tipo. Credo sia più forte di me, passo molto tempo a scrivere (non sempre racconti, ma comunque ad avere in mano carta e penna per annotare qualcosa), infatti i miei spesso si chiedono cosa scrivo in tutti quei quaderni hihi

    Ciao,
    Marco (Brivio, ex Graf Von Brochles sul cannocchiale)

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    1. Rieccoti! Tra un cambio di blog e l'altro ti avevo perso!

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  5. Un bell'elenco di sintomi, direi che anch'io ce li ho tutti! Il punto 1) è iperattivo da quando vedo sempre più gente insospettabile sbagliare le H anche in contesti ufficiali e in titoloni cubitali. :-s

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    1. Non me ne parlare, che ormai leggere i giornali on line è un'agonia...

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  6. wow! mi fa piacere non essere l'unico pazzo in giro. grazie!

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    1. Tranquillo! Qui la follia è di casa ^___^

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