mercoledì 17 ottobre 2012

Zombieful - Ovvero The Walking Dead

Se dovessi riassumere The Walking Dead con una sola immagine? Questa:


Giusto per rendere l'idea.
*Sospiro* Ma andiamo con ordine. The Walking Dead è ormai giunto alla sua terza stagione: salutato come il più strafigherrimo dei telefilm, quello che ha portato gli zombie in tivvù, ha ben presto spaccato in due la sua audience: quelli che sì sì è davvero geniale profondo drammatico spiritualmente elevato e probabilmente ti porta anche il caffè a letto e quelli che sbattono la testa contro il muro gridando fate vincere gli zombie che almeno quelli non parlano per carità!
Attenzione, spoiler a manciate. Per gran parte del post parlerò delle prime due stagioni; in fondo troverete anche accenni al primo episodio della terza. E, come ulteriore premessa, specifico che non ho letto il fumetto, quindi non ne parlerò, né farò confronti. Mi limiterò al telefilm in quanto tale.

L'inizio prometteva bene. Ok, il Tizio in coma che si risveglia dopo il disastro e scopre che il mondo come lui lo conosceva è andato a donne di facili costumi non è esattamente una novità ("8 giorni dopo, senza nemmeno andare troppo lontano). Ma non è la situazione, è come la si racconta, giusto? E le prime puntate avevano una buona tensione, mostravano in effetti davvero degli zombie in televisione, ma di quelli veri, eh, puzzolenti, in putrefazione e ansiosi di squartarti vivo, mica quelli sensibili e pieni d'aMMMore. Oh, lo so: sono una ragazza. Ma preferisco gli zombie che divorano la gente e i vampiri pericolosi e bastardi agli pseudomostri innocui e ai succhiasangue palestrati & superdotati.

Quand'è che le cose hanno cominciato a scricchiolare, in The Walking Dead? Quando le chiacchiere, le paranoie, le seghe mentali dei personaggi sono diventate... troppe. E retoriche. Un difetto che Darabont, "patronus" della serie, mostra anche nel pur ottimo The Mist. Perché ci sta - eccome - che in un mondo ribaltato lotta per la sopravvivenza e scrupoli morali facciano a pugni; ci stanno anche - eccome - le crisi isteriche, i dubbi, i pianti, il dolore.
Ma non ogni tre per due.
Non quando ogni "crisi" risalta come sotto un neon e fagocita il resto della storia.
Non quando mi dici tante belle parole, e le ripeti, e le riripeti.
Non quando, soprattutto, agli smaronamenti di questo tipo affianchi illogicità, buchi di trama, personaggi che compiono le peggio assurdità perché sì.
Non quando i suddetti personaggi cambiano carattere, umore, personalità nel giro di cinque minuti. E risultano solo insopportabili e/o inutili e/o irrimediabilmente rovinati da qualche improvviso "colpo di genio" (o di sole, in testa) degli sceneggiatori anche quando sarebbero potenzialmente interessanti. Qualche esempio?
- Lori, che per quanto mi sia sforzata di capirla sarebbe da prendere a schiaffi per come fa il pendolo impazzito tra il marito redivivo e quello sfigato di Shane, verso la fine della seconda serie.
- Carl, il bambino, "Stay-in-the-fucking-house-Carl", insomma: inutile, irritante, buono solo quando serve qualcuno che si cacci stupidamente nei guai - e non mi dite "è un bambino", perché con tutto quello che ha visto dovrebbe starsene buono buono attaccato alla gamba di papà, o comunque evitare cazzate. Henry in Once Upon A Time, tanto per dire, non è affatto così: pur restando verosimile per l'età che ha, non è uno sciocco e a volte si dimostra più sveglio degli adulti.
- Rick. L'eroe. Il poliziotto che si risveglia dal coma, lotta per ritrovare la famiglia, cerca di proteggere la gente e di "fare la cosa giusta" in ogni occasione. Potrebbe essere un gran personaggio. E mi sta simpatico, lo giuro. Per gran parte del tempo. Non foss'altro perché deve sopportare i parenti & gli imbecilli che lo circondano. Però poi comincia a delirare anche lui, a fare la banderuola, a "riflettere una notte" su questioni limpide... No, Rick. No. Tuttavia, alla fine della seconda serie, quando finalmente s'incazza, ha tutta la mia comprensione.
- Daryl. Altro personaggio potenzialmente figo. Quando non si dà a ridicoli deliri in cui vede il fratello morto (che poi tanto morto non è, ma lui non lo sa). Sembra uno zotico, si rivela un duro pratico e che, zitto zitto, ha più cervello della maggior parte dei cretini che lo circondano; posso anche capire che vogliano dargli,  a un certo punto, un'empatia per la bambina bionda che, nella seconda serie, scompare, e sua madre (però... costruirla un po' meglio, invece che farla saltare fuori come un funghetto trallallà, questa empatia?); ma non nel modo goffo, isterico, sgangherato con cui viene portata avanti la cosa.
- Reparto politically correct: la donna bionda, Andrea, è forte, no, è isterica, no, vuole morire, no, sa badare a se stessa, no... insomma, decidetevi. Il cinesimo Glen sarebbe simpatico, ma neppure lui sfugge all'idiozia degli sceneggiatori. Il nero T-Dog ha finito quello che aveva da fare nella prima serie e da allora caracolla dietro agli altri pronunciando si e no una battuta ogni tre puntate.
- E poi lui. Shane. Soprannominato dai colleghi blogger come Germano (e vi rimando al suo sito per esilaranti e approfondite disamine puntata per puntata, basta scorrere un po' questo indice per trovarle) Sceim, e non senza motivo. Raramente ho visto un personaggio così malamente sfruttato, così irritante, così ridicolo, un eroe diventato antieroe diventato zimbello. Oh, non da subito, intendiamoci: anche lui aveva del potenziale, nonostante l'espressione non proprio sveglissima né carismatica. Sensi di colpa, rivalità con l'amico Rick... di carne al fuoco ce n'era. La sua progressiva follia però non colpisce, non fa empatizzare, si limita a fornire carburante al ridicolo di gran parte degli "eventi".

E uso le virgolette perché in realtà di cose non ne capitano poi molte... Più che altro si parla. Si assiste a reazioni sconclusionate, emozionanti quanto un cubo di porfido, e l'impressione è quella di una nave alla deriva. So cosa mi diranno alcuni di voi: che i personaggi rappresentano un'umanità allo sbando, che altro dovrebbe capitare? Risposta: anche lo sbando, la follia, gli errori, i ripensamenti devono risultare verosimili, credibili, logica conseguenza del contesto. Un personaggio che impazzisce, o che ha un dubbio dell'ultimo minuto e fa una cazzata, è ben riuscito se prima si è preparato il terreno, se lo spettatore (o il lettore, fossimo in un libro) resta sorpreso ma non confuso. Altrimenti è come inserire in un romanzo un dialogo trascritto da una registrazione di discorsi reali e dire "ecco, è vero quindi è ben scritto". No, è vero quindi è illeggibile. L'arte imita la realtà, la descrive in modo verosimile, le dà un senso (anche quando la morale è "la vita non ha senso"). TWD vuole essere un telefilm corale ma non ne è in grado: alcuni personaggi li vediamo fino alla nausea, altri sono bidimensionali, gli exploit sono fuori controllo e fanno girare la testa, ma non in senso buono. Di nuovo: Once Upon A Time è altrettanto corale (anzi, di più: un numero maggiore di personaggi, molti "sdoppiati" a seconda del piano temporale presente/flashback) ma, a parte qualche sbavatura quando l'hanno menata un po' troppo con Mary Margaret e James, i ruoli sono gestiti molto meglio e tutti ben delineati e caratterizzati.

E TWD si dimentica di avere un senso per la maggior parte del tempo. Chiamatela, come fa Germano, "telenovela con gli zombie intorno", o Zombieful come dico io, perché questo è, una telenovela: altrettanto estenuante, forzata, un'accozzaglia di "cose" e di "persone" buttate sullo schermo in modo che si arranchi riempiendo una puntata dopo l'altra di "qualcosa". Per di più con la pretesa di essere tragici, seri, horror. Ma non c'è il coraggio di diventare davvero estremi; gli zombie sembrano quasi una seccatura da infilare qua e là per giustificare il titolo e farsi fighi, rispetto ai drammoni umani. E così, si seminano stupidaggini a piene mani. Per esempio: ok, alla fine della seconda stagione si scopre che tutti i sopravvissuti sono comunque portatori del virus; ma perché prima di accertarlo quei geniali figuri si tagliano per spargere sangue su una recinzione e attirare degli zombi? Zombi che stavano già andando verso di loro. E col rischio che qualsiasi ferita aperta presenta, considerato che basterebbe una goccia di sangue infetto per essere fottuti? Certo, anche uno schizzo in bocca o negli occhi (e di schizzi ne vediamo assai, durante le carneficine) sarebbe letale, anche se al cinema piace mostrarci eroi coperti di sangue e viscere e illesi finché non vengono proprio morsi; ma potremmo almeno evitare di sbattere in faccia il principio "i personaggi si ammalano solo quando ci fa comodo, qualsiasi stronzata facciano"? E di ca... stronerie o illogicità così ce n'è una caterva.
In tutto questo, i dettagli davvero creativi (o horror: lo zombie del pozzo, o quello che si squama la faccia cercando di passare attraverso il parabrezza infranto di un'auto, sono meravigliosamente splatter!) si perdono. Cioè che di positivo c'è, qua e là, si dissolve nell'irritazione, nel ridicolo involontario (è un telefilm ad autoironia zero), nello scetticismo.



Tutto questo per quanto riguarda le prime due stagioni. E la terza?
Finora è andata in onda solo la prima puntata. Che mi ha lasciato in fondo una buona impressione, nonostante avverta l'incredibile sforzo fatto dagli autori per costringersi a evitare le cazzate più grosse (erano lì, a disposizione, a un passo... ma niente. O quasi. Per ora). I sopravvissuti, con tanto di Lori ormai col pancione, arrivano nei pressi di un carcere abbandonato e iniziano l'opera di "bonifica" dai morti che circolano al suo interno, con l'intento di usarlo come rifugio-fortezza (qualcuno ha pensato al supermercato di Down of the Dead-Zombie di Romero? Ecco). Nei mesi scorsi sono diventati una squadra di cecchini, perfino La Mamma (non ricordo il nome) e l'insopportabile marmocchio Carl sparano che è una meraviglia (uuuh, il bimbo ha i capelli più lunghi e incolti che gridano "guardate! Sta diventando un uomo!") La prigione viene (parzialmente) conquistata, i momenti horror non mancano (schizzi di sangue a ogni zombie trafitto, il morto vivente con la pelle della faccia strappata via quando gli levano un casco, Lori che dice al marito "We need to talk", e il pubblico "NOOO!" Per la cronaca, Rick si rifiuta. Ricomincio a stimarlo). Non mancano neanche le scene isteriche (Lori teme che il bimbo nasca zombie e se la divori dall'interno. Di nuovo il pubblico è diviso tra chi grida "Magari!" e chi fa notare "L'hanno già fatto nel remake del film di Romero, L'alba dei morti viventi, uffa!") ma tutto sommato sono contenute.  Il rischio latte alle ginocchia si corre quando La Madre ci prova scherzando-ma-non-si-sa-mai con Daryl, ricordando a tutti noi che il pericolo di una loro storia d'amore non è scongiurato; ma è solo un attimo e in fondo condotto con disinvoltura (fiuuu).
Mi resta qualche dubbio: perché i personaggi compongono i gruppi di spedizione ad cazzum? Prima vanno avanti i gggiovani, mentre l'anziano, le donne - a parte la ragazza di Glen, probabilmente con l'intento di dimostrare che è sveglia - e i marmocchi stanno indietro, al sicuro; quando però si organizza la spedizione per l'interno del carcere, pure il vecchio Hershel "grande rompicoglioni per quasi tutta la seconda serie" (e unico più o meno "medico") si unisce all'avanscoperta. Anche se, in caso Lori abbia problemi con la gravidanza, lui sarebbe il solo a poterla aiutare, quindi sarebbe logico rimanesse con lei. Ohibò, cosa mai dovremo aspettarci, allora, dopo una scelta del genere?
Eh. Indovinate.
Il vecchiardo viene morso al polpaccio. E così, su due piedi (ahahah!), Rick gli trancia mezza gamba per impedire che l'infezione si propaghi. Come dite? Perché il virus zombifica attraverso il morso ma non se tanto "tutti sono già contaminati" e risorgono comunque appena morti? Boh. Non chiedetelo a me.
Comunque, il colpo di scena con i galeotti ancora vivi promette(rebbe) bene. Michonne, la ragazza tostissima che decapita zombie con una katana e che, ho sentito dire, è uno dei personaggi migliori del fumetto, pare cazzuta al punto giusto (fin troppo. Sembra un'altra con l'insegna al neon sopra la testa, "Ehi, guardate! Qui c'è una dura!") e potremmo (quasi) sperare che non finisca a frignare pure lei. E parecchie cose anticipate dal trailer (questo famoso "cattivo", il Governatore; il ritorno di Merle, fratello di Daryl) ancora devono venire.
We'll see.



Per le fonti delle immagini, cliccateci sopra; la prima circola su Facebook, purtroppo non trovo più il link da cui l'ho pescata, se qualcuno me lo sapesse indicare mi farebbe un favore!

6 commenti:

  1. un telefilm che lascia molti dubbi anche a me.
    però alla fine non riesce a non seguirlo. il suo segreto penso sia questo

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    1. Che sia per gli zombie o per il gioco "individua la stronzata", si fa seguire, però in certi momenti è davvero un'agonia.

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  2. Io ho cominciato a seguire il fumetto già del 2005,ma non parlerò delle differenze tra fumetto e serial tv che ci sono e sono molte, quanto piuttosto di quella che secondo me è il difetto maggiore del serial. Secondo me TWD è una serie irrisolta, praticamente a metà divisa tra un comparto tecnico praticamente ottimo ed un comparto sceneggiativo che cerca disperatamente di allungare il brodo per rendere il serial accessibile più o meno a tutti, non solo agli appassionati horror.
    Le sceneggiature sono la croce peggiore di tutto lo show, e per la cronaca, io sarei uno di quelli che vedendo gli episodi urlava:
    "Fate vincere gli zombie che almeno quelli non parlano per carità!"
    Ho visto momenti di assurda demenzialità come quando Glenn invece di pensare all'apocalisse pareva più preoccupato della gravidanza di Lori.
    La stessa lori, personaggio odioso anche nel comics, risulta mal costruito, poco credibile.
    Insomma, è proprio vero: una soap-opera con gli zombi intorno.

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    1. Come ho scritto, non conosco il fumetto, ma per il resto concordo con te.

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  3. Uauaauua mi ha piegato in due questa recensione...!
    Infatti, concordo con Nick: mezzo tecnici eccellenti e sceneggiatura da liceali, con qualche pippone da finto adulto.
    Hanno voluto portare alle masse uno dei temi più nerd del mondo: GLI ZOMBIE!
    Non si può!
    Gli zombie devono restare a noi, che li adoriamo, che li vogliamo lenti e cattivi, mangiatori di budella, di cervelli, dinoccolati, dimezzati, strascinanti e stralunati.

    Detto ciò io la serie la guardo comunque, e mi piaciucchia perchè coi sono appunto loro, gli zombie. Gli altri spero che vengano mangiati, primo fra tutti Carl, che se fosse figlio mio l'avrei già preso a calci, non a ceffoni per quanto rischia la sua vita e quella egli altri.

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