lunedì 10 dicembre 2012

Presentare i personaggi

Molti scrittori sembrano convinti di dover fornire al lettore una chiara comprensione del personaggio che introducono per procedere con la storia, così non lo fanno mai salire sul palcoscenico senza avere prima dato un breve riassunto della loro personalità, magari corredato di flashback sul loro passato.

È spesso una buona idea presentare un nuovo personaggio con sufficiente descrizione fisica perché il lettore riesca a immaginarlo – pochi dettagli caratteristici che accendano la sua immaginazione – ma, quando si parla di personalità, è molto più efficace che essa emerga dalle azioni e reazioni del personaggio, dai suoi monologhi interiori, dai dialoghi, piuttosto che dalla vostra descrizione.

Ogni volta che definite il personaggio introducendolo per la prima volta, create un filtro che il lettore utilizzerà per interpretare le azioni di quel personaggio lungo tutta la storia; ma se gli permettete di conoscere gradualmente il personaggio, ogni lettore si farà una sua idea di lui e sentirà di capirlo molto più a fondo che se avesse ricevuto da voi un giudizio preconfezionato.

(Renni Browne & Dave King, "Self-Editing for Fiction Writers")


Ho trovato questa citazione, tratta dal manuale di Browne e King (che ho segnalato in questo post), nella pagina Facebook di Per scrivere bisogna sporcarsi le mani. Se ripenso ai miei primi tentativi di scrittura, questo è uno dei tantissimi errori che facevo anch'io, uno di quelli così comuni che spesso passa inosservato agli occhi degli scribacchini principianti. Si tratta in fondo di una forma dell'infodump: "Tizio era", "Sempronia era". Il pericolosissimo inizio di una mattonata d'informazioni schiaffate in faccia al lettore, il quale ne dimenticherà probabilmente il novanta per cento appena voltata pagina (mentre l'autore si sfrega le mani illudendosi di aver trasmesso quanto ha faticato per creare Tizio e com'è stato bravo ad approfondire Sempronia). Chi non ha commesso questo peccato, con i primi racconti, alzi la mano... Io ci sono cascata con tutte le scarpe più di una volta, prima di liberarmi del pericoloso concetto di "sequenza descrittiva-presentazione del personaggio".
Non che ci sia qualcosa di male in una descrizione, naturalmente: anzi, è fondamentale selezionare e fornire al lettore i dettagli giusti - quelli concreti, particolari, memorabili, importanti - per farlo entrare nel mondo della storia, per permettergli di visualizzare ciò che si racconta e i personaggi che compiono le azioni. La chiave però è, appunto, selezionare i dettagli giusti, possibilmente facendo appello a tutti i sensi e non solo alla vista.
Oggi non voglio però soffermarmi sulle descrizioni in generale, quanto, appunto, sulla presentazione dei personaggi. Due sono le linee-guida che cerco di tenere presente, per quanto mi riguarda:
- evitare il "blocco" di descrizione compatto e "affollato" di particolari, che interrompe l'azione
- privilegiare, anche in questo, il famoso show, don't tell.

Come vi dicevo, è qualcosa che ho imparato sulla mia pelle, e ve ne accorgereste subito se prendessi l'apparizione del mio protagonista nella prima cosetta che ho pubblicato, con tutte le sue ingenuità, e la confrontassi con la prima apparizione dei personaggi principali in un paio di storie recenti, che però sono al momento inedite. Entrambe le indicazioni che vi ho citato sono utili sia quando si parla di descrizione fisica sia quando si intende la "descrizione del carattere e della personalità".
Se pensiamo, per esempio, all'aspetto del personaggio, prima di tutto non è affatto obbligatorio sciorinare tutto - colore di occhi e capelli, altezza, peso, ecc ecc: si può benissimo lasciare che sia il lettore a immaginare queste cose come preferisce. Per quanto mi riguarda, mi piace fornire almeno alcuni dettagli che chiariscano come ho visualizzato il personaggio X, anche se in genere mi limito a pochi tocchi, e mi concentro in particolare su quel o quei dettagli che sono significativi per la storia, o che diventano una caratteristica importante di quel certo personaggio, o che sono insoliti. In ogni caso, cerco di dosare i dettagli e intrecciarli all'azione, ai gesti, in modo da non appesantire il testo e, allo stesso tempo, si spera, far sì che il lettore li ricordi meglio.
Allo stesso scopo, e con ancora maggior importanza, lo show don't tell permette al lettore di comprendere il carattere di un personaggio mostrando come si comporta e come parla, anziché "istruire" il lettore con una sequenza di frasi come "Tizio era irascibile e capace di risposte sarcastiche, nonostante una natura gentile che lo portava a compiere gesti altruisti, e..."bla bla bla. Si tratta anche di una sfida intrigante, quando si ha per le mani un personaggio ambiguo, perché il lettore dovrà chiedersi come interpretare quello che vede, quale senso nascosto potrebbero avere le sue parole e così via.
Mi piace anche, per esempio, usare il punto di vista del personaggio X in una scena, mostrando cos'ha davvero in testa, poi calarmi nei panni del personaggio Y nella scena successiva, che però sbaglierà a interpretare il comportamento di X perché non sa quello che il lettore ha appreso... cosa per la quale il lettore, appunto, si preoccuperà. E via dicendo, le possibilità di costruire la tensione tramite questo tipo di show, don't tell sono infinite. E i personaggi prenderanno vita con maggior efficacia.


8 commenti:

  1. Pienamente d'accordo e credo che sia uno dei primi errori da cui tutti noi abbiamo appreso a guardarci bene ;)

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    1. Assolutamente devo ancora conoscere qualcuno che non ci sia inciampato almeno all'inizio^^

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    2. E non solo all'inizio...

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  2. ciao aislinn, hai perfettamente ragione :)anch'io trovo sgradevole quella tecnica di scrittura...è bello conoscere il personaggio e la sua psicologia dalle sue azioni e dialoghi :)

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    1. Per quanto mi riguarda adoro curare l'aspetto della caratterizzazione attraverso gesti, indizi, parole, giocando su quello che percepiscono gli altri personaggi, sui possibili inganni ecc.

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  3. Io non sopporto le lunghe descrizioni. Ci sono tratti che vanno raccontati dell'aspetto fisico, ma altri si possono anche immaginare, no? Altrimenti tanto vale guardarsi un film, se l'immaginazione è del tutto bandita. La psicologia del personaggio voglio conoscerla, ma perché messa in campo, agita.
    Sono esigente, lo so.

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  4. Prova a leggere le prime pagine de "La biblioteca dei morti"... mi sa che Cooper non l'ha mica letto questo manuale...

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    1. Eh, immagino. Tanti libri pubblicati non hanno nulla a che fare con i principi fondamentali della scrittura creativa. In qualche caso te la cavi lo stesso per altri talenti e pregi. In molti casi... -___-

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