martedì 18 dicembre 2012

What first drafts are for

It’s ok if your draft sucks since that’s what first drafts are for. La frase viene da The Bluestocking Blog. Sono incappata in questa semplice verità leggendo un articolo dedicato al NaNo, qualche settimana fa. Già Hemingway lo diceva, la prima stesura di qualsiasi cosa è una merda. Lasciamo perdere che a volte lo sia anche quello che approda nelle librerie, resta il fatto che non esiste il libro perfetto al primo colpo - nemmeno in generale, ma soprattutto al primo colpo.
E anzi, parlando di esperienza personale, solitamente i miei testi passano attraverso diverse ondate di revisione: ovvero, multiple riletture e revisioni dopo la conclusione della prima stesura. Poi, dopo qualche tempo, ulteriore revisione. Poi magari il testo resta da parte per un po', quindi lo rileggo a mente fredda e oddeah cos'è 'sta roba? Come ho fatto a non vedere che?... E via di altre revisioni. E se nel frattempo qualche Fedele Lettore - Ineffabili Socie o altri di cui mi fido - legge e mi dà un parere, mettendo in luce aspetti che non avevo considerato - perché ci sono sempre prospettive diverse, magagne di cui l'autore, che già conosce il testo a memoria, non si accorgerà mai se non arriva uno sguardo fresco a dare una mano -, ecco che parte una nuova rilettura & correzione.
Al momento sono invischiata in una prima stesura. Croce e delizia, insomma. Con periodi in cui filo come un treno e altri in cui non scrivo una parola. Oscillo dalla tipica nausea non riuscirò mai a venirne a capo come la risolvo questa mamma mia fa tutto schifooo all'esaltazione in stile però che figata questo pezzo! Non vedo l'ora di arrivare a quell'altro! Adoro il protagonista/la protagonista/quel personaggio lì! Con tanto di filmini mentali che raccontano vitamorteemiracoli di tutti quanti, prima, durante e dopo il tempo della storia. E la voglia di ficcarli come sono nella stesura, anche quelle scene che non c'entrano niente (su questo tornerò in un prossimo post).
Ok, non vado del tutto a briglia sciolta: i pastrocchi più grandi li riconosco già. Prendo appunti a margine. Mi annoto dettagli, osservazioni e memoranda. Ma per lo più la prima stesura resta quella cavalcata selvaggia, con pause e accelerate imprevedibili, adorabile e dannata. Quando rileggo vedo solo orrori. Lo stile ovviamente fa pietà, con ripetizioni come se piovesse perché tanto il sinonimo lo pesco dopo ora devo scrivere tutto prima di dimenticarmiii! La struttura è sbilanciata, indizi mancano, relitti di idee poi scartate affiorano qua e là.
Eppure, senza questo magma primordiale non ci sarebbe la base da cui partire per lavorar di lima e cesello. La prima stesura è come il masso che imprigiona la materia "viva", quello che lo scultore lavora per "estrarre", per così dire, la statua finita (Michelangelo dixit). Un mare infinito di possibilità, su cui si naviga mentre si traccia la rotta, in un'odissea chissà quanto lunga, chissà quanto avventurosa.

9 commenti:

  1. Mi piace molto l'immagine delle ondate! ^^

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    1. Grazie ^___^ Mi è venuta così mentre meditavo sulle mie tempeste d'insoddisfazione con conseguenti limature a sangue e crisi di disperazione...

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  2. la prima stesura di qualsiasi cosa è una merda
    Chiaro, semplice e sintetico come solo Hemingway sapeva essere ^^;

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  3. Sono anch'io impegnata in una prima stesura, e per la prima volta sto cavalcando senza preoccuparmi di "get it right". Fino a oggi ho sempre cercato di rendere il più possibile accettabile la prima stesura, in modo da facilitare la revisione, ma come te ho scoperto che forse non è così. Perciò, vai emisfero destro, taci emisfero sinistro! Sono assai curiosa di scoprire come sarà l'esperienza questa volta.

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    1. Non mi ricordo mai in quale manuale lo leggevo, ma in prima stesura occorre lasciar fare allo Spirito Libero e imbavagliare il Severo Editor, il suo turno verrà dopo e con abbondanza ^^

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    2. Quello del GWW, pagina 16. No, non me la sto tirando, è che ce l'avevo qui a portata di braccio!

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