lunedì 31 dicembre 2012

Bye bye 2012... Welcome 2013

Il 31 dicembre/primo gennaio è per eccellenza la data in cui tutti, su blogFacebookTwitterechipiùnehapiùnemetta, postano il "bilancio dell'anno appena trascorso" con correlato "elenco dei buoni propositi/delle speranze per l'anno nuovo". Lottare è vano, occorre cedere al Lato Oscuro.
Ne avrei di cose da dire, ma, ohibò, non mi va che certe persone si facciano i fatti miei, ergo, molto del mio bilancio rimarrà privato, per coloro che contano davvero e che quindi sanno già. Il resto del mondo attenderà. Di sicuro il 2012 è stato stressante, sfibrante, stancante - ma anche ricco. Di esperienze, di nuove conoscenze, di obiettivi, di semi gettati, di cose che ho appreso. Di lacrime, mal di stomaco, ansia. E di gioie. Di abbracci. Di risate nonostante tutto. Di libertà.
Quindi, tutto sommato, nunc est bibendum e questa sera alzerò il calice per un brindisi a quanto di buono ho vissuto, nonché per un calcio in culo alle seccature, alla gente meschina e agli ostacoli, e un saluto a quello che verrà. Che sarà tanto. Sì, il 2013 promette di essere un anno ancora più intenso.

Hijacked when you weren’t looking
Behind your back people are talking
Using words that cut you down to size
You want to fight back
You’re out in the open, you’re under attack
But your spirit’s not broken
You know it’s worth fighting for
They’ll try to take your pride, try to take your soul
They’ll try to take all the control
They’ll look you in the eyes, fill you full of lies
Believe me they’re gonna try 
So when you’re feeling crazy and things fall apart
Listen to your head, remember who you are
You’re the one 
You’re the unbreakable heart


Alcuni dei buoni propositi sono gli stessi dell'anno scorso.
- Meno ansie. Meno seghe mentali. Me lo dico sempre, non ci riesco mai. Ma sono consapevole di non dover mollare. Cerco sempre qualcosa che forse non troverò mai. Ma finché posso, continuerò a donare tutta me stessa alle persone che davvero lo meritano. Non rimpiango nulla di quello che ho perso. Ho guadagnato una sorella. Se riuscissi anche ad avere per me stessa un briciolo di quella stima che nutro per le persone cui voglio bene sarei a cavallo. Stabilità. Sentire di essere importante per qualcuno quanto le persone cui tengo sono importanti per me. Essere in grado di far capire, a quelle persone, quanto davvero provo per loro senza sentirmi irrimediabilmente impedita o ridicola (non ho problemi a esprimere i miei sentimenti. Ho problemi a non sentirmi una deficiente un secondo dopo ^^'). Nel frattempo, godermi la novità del faccio quello che va A ME.
- Girls just want to have fun. Come quest'anno, ancora di più. Ho fame, di esperienze. Don't stand in my way,
- Fanculizzare le distrazioni. Ritornando allo "staccare internet per scrivere senza perdite di tempo", per esempio. Ho una prima stesura incasinatissima a metà, devo finirla. Ho un sacco di motivi per farlo.
Come un anno fa, e ancora di più:



Don’t get me wrong
The mistakes I’ve made along the way m
ade me who I am today 
The time is gonna come 
You will wake up and realize j
ust how fast your life goes by 
Because you can’t unlive the pain 
You can’t rewind to yesterday 
You might never find your place i
n the time that remains 
So if tomorrow never comes f
rom living fast and dying young 
I hope the best is yet to come i
n the time that remains for you


E poi? Poi, il 2013. Non faccio previsioni perché un anno fa non avrei saputo prevedere praticamente nulla di quello che poi è accaduto negli ultimi dodici mesi. Mi basterebbe vedere i frutti di quello che ho seminato. Concretizzare. Le incertezze sono ancora molte, ma ho di che sperare. Ho di che... be', vedrete ^___^ E, certo, voglio fare le solite cose - leggere buoni libri, tanti, vedere buoni concerti, il più possibile, stare bene, incontrare le persone speciali che meritano il mio tempo e la mia ammirazione - le cose, insomma, che saranno forse piccole, ma rendono bella la vita. E in più, continuare sulla strada positiva intrapresa - ho fatto trenta, devo arrivare a trentuno. Ne sono capace, se voglio. E poi...
E poi ne vedrete delle belle, appunto. A suo tempo. Oh, ci credo. Ci credo e lo so. Stay tuned...


The world we knew w
on't come back 
The time we've lost c
an't get back 
The life we had w
on't be ours again 
This world will never be w
hat I expected 
And if I don't belong...
Even if I say i
t'll be alright 
Still I hear you say y
ou want to end your life 
Now and again we try t
o just stay alive 
Maybe we'll turn it all around 'c
ause it's not too late 
It's never too late


Ah, già. Conquistare il mondo. L'ho già detto? Sì, le Socie conquisteranno il mondo.
A costo di sputar sangue, non mollerò. A costo di sputar sangue, farò di tutto per vedere realizzate, una dopo l'altra, tutte le storie che ho dentro e che ancora sono da scrivere. Ho una manica di pazzi che pretende di vedere la luce - i miei e quelli in comune con la Socia Sorella. Non vorrei mai contrariare Colei che osserva tutto questo. E se la ride, diciamolo. Ha un grande senso dell'umorismo e me lo ha dimostrato in giorni rocamboleschi. Ho promesso a me stessa che non dubiterò mai di Lei, che ha dimostrato tempismo e una capacità di incastrare i pezzi della mia vita in modo assolutamente perfetto - e carico di suspense. Le devo tutte le storie che la riguardano. Ed eterna gratitudine.
Perciò, il 2013 vedrà anche questo. E il resto... lo scoprirò, lo scoprirete. Nonostante tutto, ho paura. Nonostante tutto, ho speranza. Nonostante tutto, ho voglia di crederci.

I've watched the weight of your world come down
And now it's your chance to move on
change the way you've lived for so long
Find the strength you've had inside all along
Cause life starts now,
You've done all the things that could kill you somehow
And you're so far down
But you will survive this somehow because
Life starts now
All this pain
Take this life and make it yours,
All this hate
Take your heart and let it love again,
You will survive this somehow
Life starts now


Soundtrack, nell'ordine:

domenica 30 dicembre 2012

Gunther Von Hagens - Body Worlds

Ieri ho fatto un salto a Milano con la mia cuginetta - no, non è "piccola", è solo di un anno più giovane di me, ergo è comunque una "cuginetta" per sempre - per vedere la mostra Body Worlds di Gunther Von Hagens. Chi è? Come informa anche Wikipedia, Von Hagens è un anatomo-patologo tedesco che ha inventato il sistema di conservazione dei cadaveri chiamato "plastinazione". In pratica, i corpi dei donatori vengono trasformati in statue anatomiche, che rendono possibile composizioni artistiche - i giocatori di carte, la tiratrice con l'arco, il cavaliere e il suo destriero, i pattinatori sul ghiaccio, l'uomo "esploso", ovvero con ossa, muscoli, vene e così via "espansi" e mostrati come se il corpo si fosse aperto e le diverse componenti si fossero separate, eccetera. Tutto quello che vedrete nella mostra, se deciderete di farvi un salto, è reale: corpi umani, insomma, che consentono la scoperta dell'anatomia in modo sicuramente più avvicente, più realistico ed efficace - oltre che più spettacolare -, rispetto alle immagini dei libri; i semplici disegni, per esempio, non permettono di rendersi conto della realtà delle proporzioni come la visione diretta. L'esposizione merita di essere vista? Senza dubbio, anche se, per quindici euro, mi aspettavo più "opere"; invece, si finisce più in fretta di quel che avrei pensato. Le foto erano vietate, ma basta cercare su Google Immagini il nome di Von Hagens per vedere diverse delle composizioni esposte; altre che trovate su internet invece non c'erano (per esempio, il suonatore di sassofono). La mostra è in versione ridotta, oppure ciò che manca si trova in qualche museo o istituzione e non è stato proprio portato in giro? Non saprei. Comunque, un'esperienza che vi consiglio. Se avete un minimo di "stomaco"; ma non preoccupatevi, ieri c'erano bimbi di tutte le età e nessuno m'è parso particolarmente traumatizzato. E i pannelli esplicativi, di stampo scientifico-salutista, sono interessanti anche loro. Per quanto mi riguarda, mi fa di sicuro più impressione vedere corpi veri, piuttosto che qualsiasi sbudellamento da film splatter - no, non avrei mai potuto fare il medico - ma, passato il primo momento di fascino misto a impressione, mi sono goduta lo "spettacolo" del corpo umano senza problemi.
In parte, immaginando sviluppi, storie, reazioni particolari eccetera... ma vabbe', la mia testa funziona così sempre e in ogni luogo.

Nel sito ufficiale tutte le informazioni.

sabato 29 dicembre 2012

Take me as I am (scene di vita quotidiana)

1 - Arrivo a casa con la spesa, poggio la borsa sul piano, mi metto a fare altro e dimentico di mettere via tutto. Yes, this is me.
2 - Insano impulso a strappar via il palloncino a un bambino. Ma era a forma di squalo, e BLU! *___* Yes, this is me (again).
3 - "Cacchio! Non trovo il cavo per collegare il Kobo al pc! Ma dove l'ho messo? Dove l'ho messooo?"
Era regolarmente nella sua scatola.
Questo giusto per dire quanto sono abituata all'ordine... Yes, this is me.
4 - Perdonatemi, se quando mi parlate mi distraggo. Io funziono così, e tutto è una scusa per immaginare un "e se?..." Una storia. Una svolta imprevista. Un avvenimento a sorpresa. Spesso a sfondo horror XD This is me.


5 - Per non parlare di quando mi parte l'impulso irrefrenabile alla danza della vittoria - oh, qualche volta capitano anche le buone notizie, no? Per non parlare di quando sono con gli amici più cari, o le Ineffabili Socie. O di quando sono i personaggi, a fare la danza nella mia testa... Dopo è difficile continuare a vederli con serietà XD Ma anche immaginare le loro reazioni di fronte a uno o due di loro che ballano così serve a esplorare il loro carattere. (Me l'accettate, come giustificazione?) This is me.
D'altronde, se devo scegliere questo è un ottimo modo di iniziare il 2013 ^^


Tipico dialogo con me stessa. Scena che si ripete più volte al giorno.
I vicini mi guardano strano quando m'incontrano, ma non so proprio perché.

... I tried to be someone else
But nothing seemed to change
I know now, this is who I really am inside

Finally found myself
Fighting for a chance
I know now, this is who I really am...


Per la cronaca, questo è un altro dei videoclip che adoro. Oltre che una delle mie canzoni preferite *___*

venerdì 28 dicembre 2012

Videoclip: Serj Tankian - Harakiri, Borders are, Empty walls

Siccome è da un po' che non vi propongo un videoclip da scoprire o riscoprire, oggi vi offro alcune canzoni che suonano a ripetizione nel mio iPod e nel mio iTunes in questi giorni, a partire dalla subitanea ossessione per Harakiri, brano tratto dall'album omonimo di Serj Tankian, il più recente. Se non lo conoscete, Serj è il (bravissimo - porca pupazza che voce che ha *___*) ex cantante dei System of a Down, band che apprezzo in modo discontinuo - leggi: certi brani, non altri. Come solista ha realizzato quel capolavoro che è Elect the Dead, seguito da Imperfect Harmonies (carino, ma meno riuscito secondo me) e da questo Harakiri (niente affatto male). Impegnato socialmente, intelligente, ironico (si veda questo video in cui Serj intervista Serj, nonché il tecnico del suono Serj, il produttore Serj, mentre arriva il ragazzo della pizza Serj... eccetera), cosa volere di più? Minimo prima o poi lo userò come prototipo per qualche personaggio... ^^
Oggi, per abbondare, vi propongo una canzone da ciascun disco: la splendida Empty walls dal primo album (ma ci sarebbe l'imbarazzo della scelta, meriterebbero anche Sky is over e The unthinking majority e... ehm), Borders are dal secondo e, come detto, Harakiri dal terzo. Enjoy!



giovedì 27 dicembre 2012

Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato

No, Tolkien non ce l'aveva detto che i nani sono così:


Perché a sapere che i nani sono così, verrebbe anche da dire un bel ma tornatene a Granburrone all'elfo spocchioso di turno, io c'ho qui Aidan Turner-Kili che anche alto la metà a Legolas ci mangia in testa da quant'è figo. Un Kili con cui divertirsi da pazzi, tra l'altro, anche bevendo e gozzovigliando insieme a tutto il gruppo che invade la casa di Bilbo. Ehggià: quanto accidenti sono simpatici Kili e Fili, i "ragazzi" della banda? Soprattutto rispetto a Elrond & Co con la loro perenne scopa infilata?... Ehm. Che poi, via, Elrond mi sta comunque simpatico. Ha quella malizia nello sguardo che ti fa pensare pure lui gli ride dietro, alla sua corte di algidi sfigati.
Comunque, anche se i fan del romanzo più intransigenti chiedono la testa di PJ (pure) per il casting, devo dire che l'aspetto dei personaggi non mi è sembrato un grosso problema, tutto sommato (anche lasciando da parte i fangirleggiamenti). E se non fosse che non voglio spoilerare nulla a chi passerà di qua senza aver letto il libro... argh. Mi mordo la lingua.

Ma, a parte la suddetta faccenda, com'è questo Hobbit? Mi è piaciuto?... Ni.
Ero pronta a perdonare a Peter Jackson le libertà che è inevitabile prendersi nel passaggio da libro a film, ed ero anche pronta ad accettare che il brodo fosse allungato pescando materiale dalle appendici del Signore degli Anelli, magari. In fondo, sono stata ben felice che Tom Bombadil (mai sopportato) sia stato eliminato dalla trilogia precedente, tanto per fare un esempio. Cerco di non fissarmi sulla "purezza filologica" a ogni costo, se il film rispetto lo spirito del romanzo da cui è tratto.
Ecco il problema.
Lo Hobbit ha tutt'altro respiro, e tutt'altro tono, rispetto al Signore degli Anelli - già sulla carta. E il film oscilla tra momenti che vorrebbero essere comici e a portata di "ragazzini" - e risultano per lo più grossolani, soprattutto perché fanno sembrare i nani una manica di imbecilli incapaci, troppo spesso - e momenti che cercano il tono epico e drammatico del SdA. Non ho riletto il libro di recente, ma che nel romanzo Galadriel, Saruman, Radagast non si vedano manco per scherzo, mentre nel film ci sono, non mi dà fastidio a prescindere; mi fa piuttosto sbadigliare perché in tante - troppe - di queste scene (quelle aggiunte da PJ, ma anche altre) il ritmo cala. Qua e là si sbadiglia. Qua e là abbiamo stonature gravi, come Gandalf che s'incazza con i nani, all'inizio, mentre tutto si fa cupo, giusto per ricordare agli spettatori che lui se vuole è un figo, ma, nel contesto in cui avviene, l'episodio resta senza senso. Galadriel non l'ho sopportata, tanto per fare un altro esempio: sostanzialmente inutile pure lei, una semplice strizzata d'occhio al pubblico, e poi perché cacchio scompare di colpo? Ok, è tanto che non rileggo Tolkien, ma non mi risulta che gli elfi si smaterializzino. E se se n'è semplicemente andata "silenziosamente", la scena è realizzata male - un eccesso nel tentativo di sbalordire. Meglio i cameo del Bilbo "anziano" Ian Holm e di Frodo-Elijah Wood pre-anello, e quindi giovane hobbit spensierato.
Altro oggetto del contendere per molti fan: Radagast. Mah. Di lui non si sa quasi niente, se non che, appunto, ama gli animali e la natura, per cui PJ poteva anche interpretarlo come gli pareva. Il fatto è che non mi sembra del tutto riuscito, ma vabbe'. Mi ha dato molto più fastidio il doppiaggio osceno del Re dei Goblin, visivamente interessante nel suo essere grottesco, ma con una vocetta da ragioniere (in italiano, of course). La storia dell'orco albino nemico giurato di Thorin... mah. *Allunghiamo il brodo, allunghiamo il brodo*. D'altronde, il romanzo non poteva neanche per scherzo fornire materiale per tre film.
Mi auguro un tono un po' meno infantile e un po' più serio per i prossimi capitoli, comunque. Vedere i nani regolarmente presi in giro e bisognosi di essere salvati mi secca alquanto. Certo, a infilarli come salami nei sacchi dei troll, per esempio, è il buon J.R.R. Ma, cambiare per cambiare, allora fatelo per rendere la storia realistica e seria, più di quello che è in certi punti del romanzo. Il fantasy patisce la mancanza di realismo e verosimiglianza e i prodi guerrieri nani che si comportano come macchiette da barzelletta uccide la mia sospensione dell'incredulità. Colpa di Tolkien anche l'intervento delle aquile, che non ho mai sopportato - troppo comodo come deus ex machina, anche nel SdA: perché allora non saltano tutti in groppa alle aquile e si fanno trasportare direttamente alla meta, invece che camminare per giorni e giorni fino a Erebor - o fino al Monte Fato, pure? Bah.
Di positivo, comunque, c'è Martin Freeman-Bilbo, una volta superati alcuni tempi morti dell'inizio. C'è Thorin-Richard Armitage, lui sì uberfigo e carismatico. C'è Kili, che, per quello che s'intravede, è ben rappresentato a metà tra il casinista da giovincello, come Fili, e gli accenti da testa calda pronta a combattere. Ok, quando scaglia frecce ci si chiede come caspita faccia Aidan Turner a essere stato scelto come nano, quando sarebbe uno splendido Numenoreano (gli uomini della stirpe di Aragorn, per i profani)... ma vabbe'. Non male anche la parte con Gollum, probabilmente la migliore del film.
Vedrò la prossima parte della trilogia? Ovviamente. Mi aspetto un bel film? Mah, spero in un film migliore di questo - nella struttura, nel ritmo, nel tono. Per ora, la mia reazione è stata "sssì, carino, ma... meh". Magari alla seconda visione mi prenderà di più: a volte mi succede.
Certo, la voce che vuole Kili futuro innamorato di un'elfa silvana mi fa rabbrividire - mi sa che sarebbe troppo anche per la mia apertura mentale e il rischio ridicolo è altissimo -, ma come al solito cercherò di non giudicare prima di vedere.
La via prosegue...

La rece dell'Ineffabile Socia Sam.



mercoledì 26 dicembre 2012

Happy birthday Jared - and thank you for...

Sono ancora in trasferta natalizia, quindi rimando il commentino allo Hobbit a domani. Oggi quindi post rapidissimo, dedicato a uno dei miei MusI personali - non ho mai scritto in merito alla folta schiera di Muse e Musi che ho, ma nei prossimi mesi prometto di farlo. Al momento opportuno, come direbbe Jack Sparrow.

Comunque, dicembre è mese evidentemente propizio per gli gnoKKi e gli artisti in genere, visto che ieri nasceva Tuomas Holopainen, e oggi, 26 dicembre, compie 41 anni - sì, signori e signore, 41 *O* - Jared Leto. Il fatto che sia uno degli uomini più affascinanti che abbia mai visto, che ci crediate o no, non è affatto il motivo per cui è diventato uno dei miei Musi. Perché è pieno il mondo di gnoKKi che non mi dicono nulla: quello di cui ho bisogno è riconoscere un cervello, una passione, una qualità artistica dietro la bellezza, altrimenti resta solo un involucro. Così come ho Musi Ispiratori tutt'altro che belli, tra gli altri, ma che tuttavia m'ispirano e m'intrigano proprio per il loro cervello e per quello che creano.

E Jared Leto ha tutta la mia ammirazione come attore, nonché come musicista e autore di liriche e musiche, e come regista quando si occupa dei video. A beautiful lie è una delle mie canzoni-manifesto, uno di quei brani che mi parlano al cuore, e che mi ispirano sempre, così come le parole di  Closer to the edge, Alibi, Capricorn, Attack, Kings & Queens, Hurricane (una delle canzoni più belle mai sentite in vita mia), (R)Evolve e tante altre. Per non parlare del fatto che i 30 Seconds To Mars sono stati e sono colonna sonora di una parte molto importante della mia vita. Ah, se li chiamate emo vi mordo alla gola, perché vuol dire che non avete capito un cazzo. Detto con un sorriso gentile, eh.

E poi con Jared ho in comune l'abilità di cadere in qualsiasi situazione. Come si fa a non amare un tale buffone? Lo dice anche il Genio di Aladdin, le donne adorano l'uomo che le fa ridere...
Happy birthday, Jared.

Lie awake in bed at night
And think about your life
Do you want to be different?
Try to let go of the truth
The battles of your youth
'Cause this is just a game

It's a beautiful lie
It's the perfect denial
Such a beautiful lie to believe in
So beautiful, beautiful it makes me

It's time to forget about the past
To wash away what happened last
Hide behind an empty face
Don't ask too much, just say
'Cause this is just a game

(The end of the world)

Everyone's looking at me
I'm running around in circles, baby
A quiet desperation's building higher
I've got to remember this is just a game

(So beautiful, beautiful
It's a beautiful lie
So beautiful, beautiful
It's a beautiful lie
So beautiful, beautiful...)


Jared in una delle sue performance migliori, ormai un classico:


L'immagine - stunning! Gorgeous! - viene da qui.

martedì 25 dicembre 2012

Auguri a tutti!

Mi faccio trascinare dallo spirito natalizio? Massì, con una classica canzone delle feste:


Per il resto, non dimentichiamoci del vero significato di questo giorno: festeggiare la nascita di una persona speciale che ispira tutti quanti noi. O quantomeno ispira me e Socia Sam:

Tuomas Holopainen, nato a 25 dicembre 1976 e mastermind dei Nightwish.
Oh, non prendetevela. Almeno lui è nato di sicuro il 25 dicembre.

Per il resto non mi dilungo e vi lascio con un'altra canzone natalizia, che avevo postato anche l'anno scorso, ma che merita sempre. Almeno dal secondo minuto di video in poi... io la ascolto solo da lì;-) Questi sono i LabGraal. Da domani si ricomincia con i post: aspettatevi qualche parola sullo Hobbit, qualcosa su serie tv-amarcord, qualcosa sulla scrittura, qualcosa su letture... e così via.

E che il vostro Natale sia rock, gioioso e tostissimo. Che vi porti ciò che desiderate e che possiate trascorrerlo con le persone cui volete bene. Auguri!

lunedì 24 dicembre 2012

Kobo Glo - e il primo ebook che ci ho letto

Ebbene sì, lo confesso. Sono una sniffatrice di libri.


Che devo dirvi? A me piace davvero, il "profumo della carta". Quando compro un libro in libreria, mi piace "sniffarlo".
Ma.
Ma questo m'impedisce forse di apprezzare gli ebook e gli eReader? Certo che no. Su carta, file o rune incise nella pietra, l'importante è leggere. E infatti Babbo Natale quest'anno ha accontentato la mia richiestina e ieri mi ha consegnato nuovo nuovo e appena sbarcato in Italia il Kobo Glo, ovvero l'eReader della Kobo con la possibilità di sovrailluminazione - ovvero di leggere anche al buio, pur senza affaticare lo sguardo, perché non si tratta di retroilluminazione. Ho chiesto quello con il dorso azzurro - e tutti: oooh, perché non nero? Ti vesti sempre di nero! Be', lo ribadisco: il mio colore preferito è l'azzurro, e sia il mio piccino (il netbook da viaggio) sia l'iPod li ho azzurri.
E poi ogni tanto nel mare del nero che indosso spuntano anche due o tre pennellate di colori. Che volete di più?




Anyway, stupidaggini a parte, dopo aver faticato un attimo con l'installazione del Kobo Desktop - non si era svolta correttamente e ho dovuto disinstallare e ripeterla - ho potuto caricare gli ebook che già ho sull'eReader. Perché ho voluto proprio questo eReader e non un Kindle o un Sony? Be', ho navigato su internet, ho cercato, ho confrontato. Mi sono fatta l'idea che, in realtà, la differenza di qualità non sia così netta da promuovere o squalificare senza dubbi l'uno o l'altro, ma alla fine il Kobo mi è parso il più adatto a quello che mi serviva. Leggero, supporta tantissimi tipi di file, la sovrailluminazione è buona... Tra i molti articoli che ho pescato in merito, comunque, vi propongo questo, se siete curiosi.
Ora, il Kobo ieri sera attendeva la mia prima lettura. E quale è stata?

Scelta scontata, per me: La sentinella del golfo dell'Ineffabile Socia Valentina Coscia, pubblicato da WePub dopo il concorso The Incipit. Si tratta di un racconto legato a Spéza e ai personaggi di Ultimo orizzonte, di cui vi avevo parlato nel mio vecchio blog (non l'avete letto? Rimediate!) Qui la trama di La sentinella del golfo:

A Spéza, città diroccata e semisommersa, quando nasci hai sulle spalle un Debito che esige di essere saldato.
A Spéza, i bambini lavorano nell’Officina fino ad accumulare l’equivalente in metallo del proprio peso.
A Spéza, è difficile perfino sopravvivere, soprattutto se sei un bambino.
Così, quando le alternative di Rafé si esauriscono, a lui e ai suoi amici non resta che andare a caccia di una leggenda.
E a Spéza le leggende vivono sotto il pelo dell’acqua e sulla cima delle colline.


Se v'incuriosisce e volete leggerlo anche voi, basta un tweet! Cliccate sull'icona apposita a questo link. Invece da qui potete acquistare Ultimo orizzonte, oppure ancora, da qui, tutti gli ebook di WePub a prezzo speciale.


domenica 23 dicembre 2012

Just for fun - Dumb ways to die Walking Dead edition

Dopo Dumb ways to die e Cool things to find, ecco la parodia di Walking Dead sullo stesso tipo. Qua e là momenti di puro genio. Enjoy! E buona domenica ^^
P.S. Grazie all'Ineffabile Socia Sam per avermi segnalato il video!

venerdì 21 dicembre 2012

Have a nice Apocalypse

... Ci siamo ancora?*

...Save yourself, serve yourself
World serves its own needs,
Listen to your heart bleed
Dummy with the rapture
And the revered and the right, right
You vitriolic, patriotic, slam, fight, bright light,
Feeling pretty psyched
It's the end of the world as we know it
It's the end of the world as we know it
It's the end of the world as we know it and I feel fine...




* Il post è stato programmato in anticipo, ovviamente. Così in caso di Apocalisse avrete comunque la colonna sonora.
Questa canzone poi l'ho anche usata, in una storia, come rapida apparizione, anche se non come vero e proprio frammento di ost.

UPDATE: il post in origine era quello che avete letto più sopra. Siccome però Lady Simmons mi ha coinvolta in un meme in tema proprio all'ultimo, aggiungo quanto segue. Anche se i Maya - o meglio, la gente che parla dei Maya - ha rotto il cazzo abbastanza. Qui tra noi possiamo anche fare spallucce, esaurire l'argomento con un giochino e poi proseguire con la vita. In stile Life starts now.

Meme: Goodbye Cruel World

Con chi trascorrereste il “lieto evento”? Con gli amici e le amiche più care, se volete la risposta seria. Se posso far materializzare chi voglio, be', allora tra Jared Leto, Tuomas Holopainen, Johnny Depp eccetera, la scelta è ardua...

Dove lo trascorrereste? Sulle Orcadi. Sulla soglia di Maes Howe, oppure al Ring of Brodgar.

C’è qualcuno di cui vi vorreste vendicare per qualche torto subito? Se lo scrivo e poi niente apocalisse, finisco nei casini... Ma, a parte questo, io non mi vendico. Ci pensa il karma, al momento opportuno.

C’è una persona che vorreste rivedere prima dei titoli di coda? Sì. (Be', la domanda non è chi vorrei vedere.)

Avendo per assurdo la possibilità di scegliere, vi piacerebbe sopravvivere in un mondo post-apocalittico? Sì. A morire si fa sempre a tempo.

Una soddisfazione, l’ultima, da togliervi in queste ore. Ma volete proprio mettermi nei guai?

In previsione di un ipotetico aldilà, vi aspetta il calduccio dell’inferno o la quiete del paradiso? Se esiste un Dio, prima di tutto è una Dea, e in secondo luogo non credo che manderebbe all'inferno per un po' di lussuria o golosità. Ci sarebbe un paradiso di divertimento, caos, musica e sesso.

Un oggetto, uno soltanto da mettere in una capsula del tempo, e che verrà ritrovato da coloro che un giorno, ma migliaia di anni, ricostruiranno la civiltà. La risposta di Lady Simmons, "un ebook con i libri più belli mai scritti dall'umanità", è già ottima. Si potrebbe discutere su quali sono i libri più belli, ma insomma, il concetto è quello. Diciamo che ci metterei più libri possibile, di tutte le lingue e culture.

Un’ultima dichiarazione prima di salutarci. Oscar diceva "Siamo tutti in un rigagnolo, ma alcuni di noi guardano le stelle". Basta che non ci cadano sulla testa, aggiungerei.

Dovrei nominare cinque blogger, ma lascio che chi ha voglia si accodi. Mica voglio costringervi a passare queste ultime ore a compilare meme se non vi va...

martedì 18 dicembre 2012

What first drafts are for

It’s ok if your draft sucks since that’s what first drafts are for. La frase viene da The Bluestocking Blog. Sono incappata in questa semplice verità leggendo un articolo dedicato al NaNo, qualche settimana fa. Già Hemingway lo diceva, la prima stesura di qualsiasi cosa è una merda. Lasciamo perdere che a volte lo sia anche quello che approda nelle librerie, resta il fatto che non esiste il libro perfetto al primo colpo - nemmeno in generale, ma soprattutto al primo colpo.
E anzi, parlando di esperienza personale, solitamente i miei testi passano attraverso diverse ondate di revisione: ovvero, multiple riletture e revisioni dopo la conclusione della prima stesura. Poi, dopo qualche tempo, ulteriore revisione. Poi magari il testo resta da parte per un po', quindi lo rileggo a mente fredda e oddeah cos'è 'sta roba? Come ho fatto a non vedere che?... E via di altre revisioni. E se nel frattempo qualche Fedele Lettore - Ineffabili Socie o altri di cui mi fido - legge e mi dà un parere, mettendo in luce aspetti che non avevo considerato - perché ci sono sempre prospettive diverse, magagne di cui l'autore, che già conosce il testo a memoria, non si accorgerà mai se non arriva uno sguardo fresco a dare una mano -, ecco che parte una nuova rilettura & correzione.
Al momento sono invischiata in una prima stesura. Croce e delizia, insomma. Con periodi in cui filo come un treno e altri in cui non scrivo una parola. Oscillo dalla tipica nausea non riuscirò mai a venirne a capo come la risolvo questa mamma mia fa tutto schifooo all'esaltazione in stile però che figata questo pezzo! Non vedo l'ora di arrivare a quell'altro! Adoro il protagonista/la protagonista/quel personaggio lì! Con tanto di filmini mentali che raccontano vitamorteemiracoli di tutti quanti, prima, durante e dopo il tempo della storia. E la voglia di ficcarli come sono nella stesura, anche quelle scene che non c'entrano niente (su questo tornerò in un prossimo post).
Ok, non vado del tutto a briglia sciolta: i pastrocchi più grandi li riconosco già. Prendo appunti a margine. Mi annoto dettagli, osservazioni e memoranda. Ma per lo più la prima stesura resta quella cavalcata selvaggia, con pause e accelerate imprevedibili, adorabile e dannata. Quando rileggo vedo solo orrori. Lo stile ovviamente fa pietà, con ripetizioni come se piovesse perché tanto il sinonimo lo pesco dopo ora devo scrivere tutto prima di dimenticarmiii! La struttura è sbilanciata, indizi mancano, relitti di idee poi scartate affiorano qua e là.
Eppure, senza questo magma primordiale non ci sarebbe la base da cui partire per lavorar di lima e cesello. La prima stesura è come il masso che imprigiona la materia "viva", quello che lo scultore lavora per "estrarre", per così dire, la statua finita (Michelangelo dixit). Un mare infinito di possibilità, su cui si naviga mentre si traccia la rotta, in un'odissea chissà quanto lunga, chissà quanto avventurosa.

lunedì 17 dicembre 2012

My Dying Bride + Talanas - Milano, Magazzini Generali, 12-12-12

Una volta non era pensabile tornare da un concerto entro mezzanotte: casomai occorreva stare attenti a non perdere l'ultimo treno... Ma i tempi cambiano, e, soprattutto, i Magazzini Generali, locale milanese spesso teatro di esibizioni metal, fanno iniziare gli show prestissimo (sette e mezza o giù di lì!), in modo che si termini entro le dieci. Mah! Diciamo che è comodo per chi deve alzarsi presto il giorno dopo.

Mercoledì 12 (12-12) ho finalmente visto dal vivo una delle band che più mi stanno a cuore, gli inglesi My Dying Bride. Li avevo in verità apprezzati live già alcuni anni fa, al Frozen Festival, dove però, non essendo headliner, avevano portato una scaletta limitata; ero perciò particolarmente ansiosa di godermi un concerto intero, nonché di verificare il loro stato di forma, considerato che l'ultimo disco... meh. Non mi ha convinto granché. L'ispirazione migliore è forse già lontana, per loro, ma restano comunque un gruppo grandioso: difficile dimenticare un loro show e di sicuro, quando torneranno la prossima volta, cercherò di non perdermeli.

Aprono i Talanas, gruppo progressive death britannico, guidano dal vocalist-chitarrista Hal Sinden, loquace, affabile - anche quando, dopo lo show, girerà tra il pubblico - e pronto a scherzare col pubblico tra un brano e l'altro, per alleggerire la prevista atmosfera funerea che la serata promette. Poco tempo a loro disposizione, ma abbastanza piacevole: non li conoscevo, dovrò sentirli su disco per approfondire. Peccato solo che, alle sette e mezza di sera, non sia ancora arrivata molta gente, ma quella che c'è risponde abbastanza bene allo spettacolo.

Il locale inizia a riempirsi - anche se non da tutto esaurito, credo - quando stanno per salire sul palco loro, i My Dying Bride. E qui vi avviso: non sono obiettiva e nemmeno voglio esserlo. Questo è un gruppo che ho nel sangue. Alcuni dei loro dischi mi hanno segnato - e se conoscete il loro doom-death, penserete mmm, allegria! Le loro canzoni sono per me eleganti e affascinanti come drappi di seta nera. L'atmosfera disperata, malinconica, romantica che sanno evocare modulando le emozioni come se le stessero cesellando nell'avorio è qualcosa che mi tocca nel profondo: per i violini, per il modo che ha questa band di mescolare parti rabbiose ad altre dolcissime, di danzare tra i toni più oscuri e di cantare la sofferenza. E la voce! Aaron Stainthorpe - che, ahimè, ha dovuto rasarsi, visto che stava perdendo i capelli: un minuto di silenzio per favore - è il perfetto cantore di queste emozioni, sia quando sceglie le vocals death sia quando usa il pulito - cupo, caldo, e, soprattutto, espressivo, perfettamente calato nel ruolo tanto che, sia ad ascoltarlo su disco sia a guardarlo live, è difficile separare il personaggio dalla persona. Durante le interviste o con i fan, è sì controllato ma anche gentile e disponibile - almeno per quel che ho verificato di persona dai filmati e incontrandolo dopo lo show al festival di qualche anno fa. Quello dei My Dying Bride non è un semplice concerto, è un teatro dei sensi, e Aaron è al centro della scena, senza bisogno di gesti vistosi, ma, semplicemente, perché con ogni movimento, con ogni nota lui è la sofferenza di cui canta, lui è l'innamorato che evoca la sua donna, lui è il dolore e l'oscurità - in fondo alla quale, forse, brilla ancora una luce. A volte.
Non posso che consigliarvi di sentire almeno i miei album preferiti: Turn loose the swans, Like Gods of the sun, The light at the end of the world, una triade imprescindibile (ma altri vi citerebbero anche The angel and the dark river... e così via).

A Milano, la scaletta è stata ben bilanciata, tra pezzi recenti (per esempio, Kneel till Doomsday, The poorest waltz, My body, a funeral...) e alcuni grandi classici che hanno infiammato il pubblico - e hanno segnato per me il confine tra piacere e pura estasi: Like Gods of the sun, meravigliosa; Turn loose the swans; She is the dark, uno dei pezzi che amo di più, l'opener dello splendido The light at the end of the world; The cry of mankind, altro brano storico e affascinante, malinconico e cupo come un lago nero. Il mestiere si sente, e non c'è una sbavatura nella prestazione dei musicisti. Aaron poi è addirittura chiacchierone, almeno secondo i suoi standard: l'altra volta avrà pronunciato dieci parole in tutto lo show, questa addirittura scherza - sempre in modo compassato, of course - con il pubblico. E siccome occorre finire entro una certa ora, a un paio di brani dalla fine dice "Di solito noi a questo punto usciamo, voi ci chiamate, noi torniamo fuori e facciamo il bis, ma siccome non c'è tempo, continuiamo semplicemente con lo show".
Carisma allo stato puro ed emozioni. Non c'è altro da dire.

Potete vedere tutte le mie foto nella mia pagina Facebook pubblica (anche se non siete iscritti, dunque). Qui sotto, un paio di brani che ho filmato (con la macchina fotografica, l'audio è quel che è, abbiate pazienza): She is the dark e The cry of mankind.




My Dying Bride:





I Talanas:

sabato 15 dicembre 2012

Neve!

Ieri mattina. Ho aperto le persiane e il mondo era così:



Nel primo pomeriggio ha smesso. In questi giorni si gela, anche in casa, anche con i termosifoni belli caldi. Progetto di appollaiarmi sopra uno dei suddetti termosifoni e restarmene lì a tempo indefinito. Al momento, mentre scrivo queste righe (la sera prima rispetto alla data del post), ho una tazza di tè bollente accanto (senza zucchero né latte, ma aromatizzato alla vaniglia e caramello - non fate smorfie, in genere amo alla follia quello alla vaniglia, ma l'ultima volta al supermercato non c'era quello che prendo di solito). Probabilmente lunedì vi posterò un piccolo report del concerto dei My Dying Bride (volete un'anticipazione? *O* !!! *___* forse rende l'idea). Ho altri articoletti in mente, vedrò quello che sceglierò e quando. Cercherò di portarmi un po' avanti.

Questo sabato, comunque, sappiatelo, sarò fuori dal mondo. Via, via, lontano. Tra amici. Ogni tanto c'è proprio bisogno di ricaricare le pile. Il modo migliore di farlo è con le persone cui vuoi bene. Con quelle che non ti tradiscono. Con quelle che sono sempre lì per te. Sì, ne esistono ancora. Sarò via e mi farò scaldare dall'affetto. Sperando che sciolga le ansie.
In attesa di.

mercoledì 12 dicembre 2012

Misc(H)ellanea(AAH!)

- Libro per il vostro Natale:

Lo sto leggendo da qualche giorno. Ve ne parlerò una volta concluso. Comunque, vale sempre la pena godersi un romanzo di Moore. Se vi chiedete perché, basta l'avvertenza iniziale:

Se state comprando questo libro come regalo per vostra nonna o per un ragazzino, sappiate che contiene parolacce, gustose descrizioni di cannibalismo e quarantenni che fanno sesso. Poi non date la colpa a me. Io vi ho avvisato.

- Seccature, attese, nervosismo, paranoie. Le ho tutte. Keep calm 'sto cazzo, mi verrebbe da dire. Ma mi sforzo: resta zen. Resta zen. Nonostante agitazione e improvvisi attacchi di misantropia, un umore che va sulle montagne russe e passa da zero a mille e di nuovo a zero nel giro di dieci secondi.


- Stasera, nel frattempo, mi sfogherò un po': concerto dei My Dying Bride ai Magazzini Generali di Milano. Il tipo di musica che trasmette gioia di vivere, insomma (se anche non li conoscete, credo basterà il nome della band a chiarire la questione). Aspettatevi post & foto in tema.


lunedì 10 dicembre 2012

Presentare i personaggi

Molti scrittori sembrano convinti di dover fornire al lettore una chiara comprensione del personaggio che introducono per procedere con la storia, così non lo fanno mai salire sul palcoscenico senza avere prima dato un breve riassunto della loro personalità, magari corredato di flashback sul loro passato.

È spesso una buona idea presentare un nuovo personaggio con sufficiente descrizione fisica perché il lettore riesca a immaginarlo – pochi dettagli caratteristici che accendano la sua immaginazione – ma, quando si parla di personalità, è molto più efficace che essa emerga dalle azioni e reazioni del personaggio, dai suoi monologhi interiori, dai dialoghi, piuttosto che dalla vostra descrizione.

Ogni volta che definite il personaggio introducendolo per la prima volta, create un filtro che il lettore utilizzerà per interpretare le azioni di quel personaggio lungo tutta la storia; ma se gli permettete di conoscere gradualmente il personaggio, ogni lettore si farà una sua idea di lui e sentirà di capirlo molto più a fondo che se avesse ricevuto da voi un giudizio preconfezionato.

(Renni Browne & Dave King, "Self-Editing for Fiction Writers")


Ho trovato questa citazione, tratta dal manuale di Browne e King (che ho segnalato in questo post), nella pagina Facebook di Per scrivere bisogna sporcarsi le mani. Se ripenso ai miei primi tentativi di scrittura, questo è uno dei tantissimi errori che facevo anch'io, uno di quelli così comuni che spesso passa inosservato agli occhi degli scribacchini principianti. Si tratta in fondo di una forma dell'infodump: "Tizio era", "Sempronia era". Il pericolosissimo inizio di una mattonata d'informazioni schiaffate in faccia al lettore, il quale ne dimenticherà probabilmente il novanta per cento appena voltata pagina (mentre l'autore si sfrega le mani illudendosi di aver trasmesso quanto ha faticato per creare Tizio e com'è stato bravo ad approfondire Sempronia). Chi non ha commesso questo peccato, con i primi racconti, alzi la mano... Io ci sono cascata con tutte le scarpe più di una volta, prima di liberarmi del pericoloso concetto di "sequenza descrittiva-presentazione del personaggio".
Non che ci sia qualcosa di male in una descrizione, naturalmente: anzi, è fondamentale selezionare e fornire al lettore i dettagli giusti - quelli concreti, particolari, memorabili, importanti - per farlo entrare nel mondo della storia, per permettergli di visualizzare ciò che si racconta e i personaggi che compiono le azioni. La chiave però è, appunto, selezionare i dettagli giusti, possibilmente facendo appello a tutti i sensi e non solo alla vista.
Oggi non voglio però soffermarmi sulle descrizioni in generale, quanto, appunto, sulla presentazione dei personaggi. Due sono le linee-guida che cerco di tenere presente, per quanto mi riguarda:
- evitare il "blocco" di descrizione compatto e "affollato" di particolari, che interrompe l'azione
- privilegiare, anche in questo, il famoso show, don't tell.

Come vi dicevo, è qualcosa che ho imparato sulla mia pelle, e ve ne accorgereste subito se prendessi l'apparizione del mio protagonista nella prima cosetta che ho pubblicato, con tutte le sue ingenuità, e la confrontassi con la prima apparizione dei personaggi principali in un paio di storie recenti, che però sono al momento inedite. Entrambe le indicazioni che vi ho citato sono utili sia quando si parla di descrizione fisica sia quando si intende la "descrizione del carattere e della personalità".
Se pensiamo, per esempio, all'aspetto del personaggio, prima di tutto non è affatto obbligatorio sciorinare tutto - colore di occhi e capelli, altezza, peso, ecc ecc: si può benissimo lasciare che sia il lettore a immaginare queste cose come preferisce. Per quanto mi riguarda, mi piace fornire almeno alcuni dettagli che chiariscano come ho visualizzato il personaggio X, anche se in genere mi limito a pochi tocchi, e mi concentro in particolare su quel o quei dettagli che sono significativi per la storia, o che diventano una caratteristica importante di quel certo personaggio, o che sono insoliti. In ogni caso, cerco di dosare i dettagli e intrecciarli all'azione, ai gesti, in modo da non appesantire il testo e, allo stesso tempo, si spera, far sì che il lettore li ricordi meglio.
Allo stesso scopo, e con ancora maggior importanza, lo show don't tell permette al lettore di comprendere il carattere di un personaggio mostrando come si comporta e come parla, anziché "istruire" il lettore con una sequenza di frasi come "Tizio era irascibile e capace di risposte sarcastiche, nonostante una natura gentile che lo portava a compiere gesti altruisti, e..."bla bla bla. Si tratta anche di una sfida intrigante, quando si ha per le mani un personaggio ambiguo, perché il lettore dovrà chiedersi come interpretare quello che vede, quale senso nascosto potrebbero avere le sue parole e così via.
Mi piace anche, per esempio, usare il punto di vista del personaggio X in una scena, mostrando cos'ha davvero in testa, poi calarmi nei panni del personaggio Y nella scena successiva, che però sbaglierà a interpretare il comportamento di X perché non sa quello che il lettore ha appreso... cosa per la quale il lettore, appunto, si preoccuperà. E via dicendo, le possibilità di costruire la tensione tramite questo tipo di show, don't tell sono infinite. E i personaggi prenderanno vita con maggior efficacia.


domenica 9 dicembre 2012

Just for fun - Cool things to find

Vi ricordate Dumb ways to die? Proclamato nel giro di trenta secondi tormentone di fine 2012, quando l'ho visto la prima volta; qualche giorno fa ho trovato anche questa versione alternativa, Cool things to find. Stesso motivo, stesso stile, diverso argomento; meno brillante dell'originale, certo, ma qualche momento interessante lo troverete. Soprattutto se amate la fantascienza, Alien e Doctor Who. Enjoy, e buona domenica!

sabato 8 dicembre 2012

Serie Tv - BBT 6x10, HIMYM 8x9, OUAT 2x9, TWD 3x8

Arriva l'inverno, e il freddo congela anche le serie tv che stavo seguendo finora. la prendo con filosofia: nella pausa fino alla ripresa cercherò di recuperare qualche serie che non conosco ancora (ehm. Se riesco a liberarmi della schiavità-Scrubs, ho ricominciato da capooo!) Nel frattempo, mi riprometto qualche post dedicato, appunto, a Scrubs e alle altre serie di cui non ho ancora avuto occasione di parlare qui sul blog.
Ma vediamo un po' a che punto si interrompono i miei quattro appuntamenti fissi settimanali.

How I Met Your Mother: mah. Dopo otto stagioni, la coerenza dei personaggi va a farsi benedire e se è divertente la storyline con Ted che, facendo da baby sitter al figlio di Lily e Marshall, cerca di colmare i vuoti della propria vita, l'altra, con Robin che di colpo si accorge di desiderare Barney solo perché lui le ha detto che rinuncia a conquistarla, deraglia in un finale che mi è parso parecchio forzato. La sensazione è che la tirino per le lunghe e non abbiano ben chiaro come far approvare questi due insieme, dopo averli separati; e dire che, fino alla puntata in cui Robin non aveva avuto il coraggio di lasciare il fidanzato, dopo averlo tradito con Barney, la loro vicenda era convincente e la coppia ha sempre trovato il mio favore. Ribadisco: mah. Speriamo in meglio per la ripresa.


Big Bang Theory: puntata di routine, dove ancora una volta Leonard e Penny restano sullo sfondo e ci si concentra su Howard e il suo rapporto col suocero (sbaglio o ci si sta concentrando un sacco su Howard, in questa stagione? Evidentemente fan e autori sono soddisfatti della sua evoluzione come personaggio), nonché sui tentativi della desperate girlfriend Amy di ottenere un po' di attenzione - anche fisica - da Sheldon. Che prenderei a tranvate sui denti ogni volta che si comporta da stronzo supponente. Come dicevo, tutto di routine: divertente senza essere spassoso come le prime stagioni.


Once Upon A Time: che episodio... incasinato. Tanto rumore per nulla, mi verrebbe da dire: Emma & co riescono finalmente a tornare a Storybrook dopo aver superato Cora & Uncino... e alla fine i due cattivacci trovano comunque la strada per arrivare. E mo' so cavoli, visto che perfino Rumple/Gold è intimorito dalla stronzissima madre di Regina.
Ecco, a proposito: Regina. Sulla via della redenzione, impegnata a rigar dritto per dimostrare di essere cambiata e meritare l'amore di Henry, il che mi sta anche bene. Lei è un bel personaggio e non mi dispiace parteggiare per lei come parteggio per Rumplestiltskin - che però, in questo episodio, è stato alquanto stronzo pure lui, nonché crudele quando ha rigirato il dito nella piaga con quella battuta rivolta a Regina, "Magari prima o poi ti inviteranno anche a cena". Rumple, mannaggia a te, pensa a far funzionare la storia con Belle, brutto disgraziato che non sei altro... Quel finale, poi, con Regina da sola, dimenticata persino dal marmocchio mentre i "buoni" fanno gli splendidi e se ne vanno tutti insieme felici e contenti... stronzi anche loro. Tsk.
Comunque, sono contenta che si sia finalmente archiviata la pratica "Emma e Snow nel mondo delle fiabe" e si ritorni tutti a Storybrook, perché sia la situazione sia l'ambientazione mi piacciono di più e l'arrivo di Cora e Hook promette bene (cioè, male).
E magari riportiamo sulla scena August (ma dove cacchio è?), Jefferson e il padre di Henry. Da quel che ho letto, nella seconda parte della stagione ci attende sia una nuova apparizione del Cacciatore (mai troppo rimpianto), sia un episodio Belle-centrico, che mi incuriosisce perché, lo sapete, ho sempre adorato quel personaggio, anche prima di OUAT con il film Disney, e la sua storia con Rumple.
Però basta col Principe dei bietoloni, per favore. Non lo sopporto più granché, e anche Snow è molto più simpatica per i fatti suoi, quando non parla dell'aMMMore.

Barbara Hershey, guest star nella prima serie e, a quanto pare, antagonista principale nella seconda... Grande attrice, ve la ricordate in Entity?

The Walking Dead: anche qui, episodio piuttosto pasticciato, ma condito da momenti sbavosi. Tra i pasticci: i quattro sfigati guidati da Rick che entrano ed escono da Woodbury "perché sì" - ok, con una sparatoria finale, che ci doveva stare, e uno dei due carcerati fatto secco perché tanto non gliene frega niente a nessuno di lui - mentre Asterix, il biondino baffuto, nella prigione ci prova un po' con chiunque abbia le tette, soprattutto dopo l'esilarante dialogo con Carol "ah ma non sei lesbica allora?", per il quale occorrerebbero, anche qui, tranvate sui denti (eh, ma Carol "ha i capelli corti". Ah be'.) Inoltre, la dinamica dell'arrivo di Tyreese, di cui ho sentito parlare perché presente nel fumetto, ma del quale so poco, e del suo gruppetto di sopravvissuti è piuttosto farraginosa. Cioè, a parte il fatto che tutti arrivano a quel cavolo di carcere, possibile che riescano a entrare così facilmente? Pensavo che Rick & soci avessero sigillato tutto e dovessero solo seccare qualche zombie rimasto nei bracci ancora da ripulire. Mah.
A parte questo, però, diversi momenti splatter apprezzabili: Michonne che senza pensarci due volte trapassa con la spada il cranio della figlia zombie del Governatore, di fronte a lui, è di una freddezza allucinante, e il combattimento che segue è crudo e senza esclusione di colpi. Finché non arriva Andrea a guastar la festa...
Quello che attendevo, però, era soprattutto l'incontro tra Merle e Daryl: che avviene però di fronte a una sorta di tribunale popolare, con il governatore ormai orbo che accusa Merle di averli traditi tutti per far entrare in città Rick & soci. Come andrà il confronto tra i due fratelli e come si svilupperà la situazione lo sapremo solo fra diversi mesi. Il Governatore vuole un capro espiatorio, o c'è qualcosa sotto e si tratta in realtà di una trappola, o cos'altro? Di certo vorrà vendicarsi perché Merle ha mentito, sostenendo di aver ucciso Michonne. Vedremo.

mercoledì 5 dicembre 2012

Cover a confronto: Planet Caravan, Black Sabbath e Pantera

Ricordo di quando, *coffcoff* anni fa, mio fratello mi ha passato la discografia dei Black Sabbath, raccontandomi un po' di storie, aneddoti, vicissitudini della band. Non le riassumerò qui perché occorrerebbe un libro - ad esempio, io ho letto Black Sabbath di Steven Rosen, pescato in una libreria irlandese e quindi in lingua originale, ma di sicuro trovate anche biografie in italiano -, ma rammento i discorsi che facevamo sui testi della band. Su come ci fossero quelli dedicati a droga & co (Sweat leaf è una delle mie preferite), quelli allegri e pieni di gioia di vivere (la celeberrima Paranoid, e sì, se non fosse chiaro, ero ironica), quelli cristianissimi (ohibò! E chi l'avrebbe detto? Be', chiunque non sia un ignorante con le fette di prosciutto sugli occhi e sulle orecchie, provate un po' a leggere le parole di After Forever), e quelli "spaziali" e psichedelici. Tra i quali spicca Planet Caravan, pezzo atipico ma ricco di fascino e atmosfera, un trip capace di cullarvi mentre vagate con la mente, magari in una stanza profumata dai fumi dell'... incenso, con luci morbide e colorate... Era il 1970, in fondo.
Insomma, eccovi il brano originale; e, subito dopo, ecco la bella cover (con videoclip davvero ben riuscito) realizzata dai Pantera, solitamente rocciosi e "chitarrosi", che ai Sabs devono molto; qui li troviamo calati alla grande nell'atmosfera, con Phil Anselmo che, diciamolo, quando vuole è un cantante straordinario - ma ve lo ricordate nella splendida Cemetery Gates? Io apprezzo entrambe le versioni, e anzi, il giro di chitarra iniziale della cover mi piace da morire. E voi che ne pensate? Enjoy!

We sail through endless skies
Stars shine like eyes
The black night sighs
The moon in silver trees
Falls down in tears
Light of the night
The earth, a purple blaze
Of sapphire haze
In orbit always
While down below the trees
Bathed in cool breeze
Silver starlight breaks dark from night
And so we pass on by the crimson eye
Of great god Mars
As we travel the universe



martedì 4 dicembre 2012

Kinds of characters

Qualche tempo fa ho letto questo breve articolo di Ken Myers, ospite per l'occasione del blog Wordlay di K.M. Weiland. In breve, si discute di "tipi" di carattere, quelli che "ogni scrittore deve saper utilizzare". Nulla di rivoluzionario, a mio parere, ma leggendo questo "tipi" mi sono messa a riflettere su come finora li ho affrontati io. Per esempio:

- Il protagonista: ovviamente, ci vuole l'eroe. O l'eroina. "A character who will go through something and then come out on top", scrive Myers. Personalmente, sono allergica agli Eroi con la E maiuscola, i principi azzurri, insomma. Preferisco i disfunzionali, i problematici, i broken ones, quelli con cui dovrò litigare - pur adorandoli - e prenderli a tranvate in faccia finché non muoveranno il sedere e accetteranno di darsi da fare per risolvere i casini. Il che è una classica tappa del "Viaggio dell'eroe" - il "rifiuto del richiamo" all'avventura - ma nel caso di questi testoni è particolarmente snervant... ehm, accentuato.
Mi è capitato anche di utilizzare gli insicuri-con-il-desiderio-di-fare-la-cosa-giusta, che in genere sono un buon contrappunto agli altri. "Write your hero or heroine in a way the reader can relate to", dice il post. In fondo non importa com'è il protagonista, anche perché ognuno di noi, lettori o scribacchini, ha le sue preferenze (io, per esempio, in genere detestavo il protagonista buffo degli anime, quello in stile Bunny/Sailor Moon per intenderci, e mi affezionavo a qualcuno dei suoi aiutanti, che non erano eroi solo "perché sì", cioè perché "predestinati a esserlo"); importa che sia un personaggio vero, reale, profondo, per cui il lettore possa tifare.

- L'antagonista: altrettanto ovvio. Che si tratti di un personaggio, di una situazione o di un evento (es. una tempesta). O di più personaggi/situazioni/eventi. L'antagonista è forse il tipo di personaggio più arduo da rendere senza scadere nel ridicolo ("Ahahah!" rise sguaiatamente...), nell'inverosimile, nel forzato e nell'esagerato. In compenso, se ben reso è anche il personaggio che resta nell'immaginario, quello memorabile, affascinante anche quando non vogliamo che vinca (se poi il protagonista è un'insopportabile Mary Sue o un buonissimo imbecille, magari tifiamo sul serio per il "cattivo").
Personalmente, parlare di "buoni" e "cattivi" mi fa venire il latte alle ginocchia, ma utilizzo questa distinzione per semplificare; meglio tuttavia il termine antagonista, proprio perché la forza che si oppone all'eroe non è necessariamente "malvagia". E anche perché io adoro le sfumature. Nessuno è solo "bianco" o solo "nero", e un personaggio complesso, che, per esempio, compie azioni negative per uno scopo nobile, o è molto più intrigante del cattivo tout court. Non che il malvagio amorale e fiero di esserlo non possa risultare interessante... Ci sono moltissimi modi di creare un antagonista indimenticabile.
Farlo ridere sguaiatamente non è uno di questi, però.

- La spalla comica, o meglio il comic relief character: oh, quanto lo adoro. Non necessariamente dev'essere una spalla - anzi, in una storia ho un personaggio che è nato in quel senso, ma poi si è fatto strada fino al ruolo di co-protagonista e ha risolto parecchie situazioni. Siccome però, per me, l'ironia è una seconda pelle ed è molto importante anche nella scrittura, il comic relief è sempre presente, incarnato in un personaggio o "spezzettato" nelle battute di più "attori" della storia. L'importante è saper dosare i tempi e la quantità dei momenti comici, sfruttare i contrasti, sperimentare le possibilità.

- Il mentore: lo Yoda o il Gandalf della situazione, insomma. L'incontro col mentore è un'altra tappa del Viaggio dell'eroe, anche se, personalmente, più che affiancare al protagonista l'anziano saggio, preferisco fargli apprendere le informazioni necessarie da personaggi che non siano le classiche "guide". I miei mentori non sono tipi molto raccomandabili né particolarmente piacevoli, in genere...

- L'innamorato/a: il grande classico. Il love interest c'è praticamente sempre, nelle storie; io preferisco che sia anche un personaggio attivo e si faccia un mazzo tanto quanto gli altri. Tuttavia, mi capita anche di avere delle innamorate che restano ignare di quanto accade nella storyline principale, e tuttavia sono importanti per il protagonista e hanno, nelle mie intenzioni, una personalità definita e un ruolo comunque utile (in genere quello di ficcare un po' di sale in zucca ai miei cialtroni). Insomma, non voglio che siano solo il trofeo da conquistare; voglio che ci sia un motivo se il protagonista si innamora di loro, al di là della pretty face.
L'amore è una delle componenti della storia, non quella preponderante, anche perché l'ultima cosa che vorrei è scadere nel forzato, nell'eccesso di saccarosio (o di pepe, se penso alle scene di sesso). Anche qui è tutta questione di equilibri, insomma.

Se avete anche voi questa brutta mania dello scrivere, come affrontate questi cinque "imprescindibili-o-quasi" figuri che si aggirano per la vostra storia? Riconoscete tratti comuni in tutte le vostre storie, o variate ogni volta?
Per quanto mi riguarda, i personaggi sono l'elemento più importante, più ancora di "quello che accade", dell'"avventura" in sé. Gli "effetti speciali" e le scene emozionanti sono importanti, ma affinché il lettore davvero si appassioni al romanzo deve conoscere personaggi intriganti, reali, per i quali emozionarsi. Le vicende si possono schematizzare e ridurre all'osso secondo elementi ricorrenti; ma i personaggi, nonostante indossino le "maschere" dei ruoli visti sopra, devono essere però unici tanto quanto lo sono le persone reali che incontriamo tutti i giorni.
Non voglio che, nelle mie storie, ogni volta il lettore ritrovi lo "stesso" personaggio con un altro nome. Una controprova che a volte faccio, senza nemmeno riflettere, spontaneamente, è immaginare come il personaggio X della storia A si muoverebbe se fosse al posto del personaggio Y nella storia B. Secondo me è un buon modo sia per accertarsi di non avere a che fare con "fotocopie", e anche per conoscere meglio i personaggi, le loro reazioni allo stress, al pericolo, all'imbarazzo e a qualsiasi altra situazione, il loro linguaggio - verbale e non -, le loro debolezze e così via.

domenica 2 dicembre 2012

Hello December

Anche se non faccio più nulla di tutto quello che è "tradizione" a dicembre. Niente albero, niente pranzonicenoniriunionidifamiglia, niente aggregati di parenti. Non che non vedrò i miei genitori, e spero anche gli amici, certo. Ma "a modo mio", senza regole, senza feste comandate, senza obblighi. Solo per piacere.
Dicembre sarà un mese mio, tutto mio - come è mio, tutto mio ogni mese ora. L'ho già riempito di pensieri, questo mese, e non vedo l'ora di affrontarlo. E di bere la prima cioccolata calda della stagione, perché ancora non l'ho fatto. Di concedermi un assaggio del gusto del mese da Grom, perché non ci vado almeno da luglio, se non ricordo male - magari un assaggio in versione affogato, appunto. Di preparare, organizzare, sognare, fare. Soprattutto, sognare e fare.
In attesa che alla nebbiolina che vedo oggi fuori dalla finestra si sostituisca la neve, magari.

On air:
Three Days Grace, Never too late.

320586_10152293498990282_1886017242_n_large

sabato 1 dicembre 2012

Dimmi cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK??? - parte settima

Dicembre offre diverse chiavi interessanti. O inquietanti. O allucinanti. Insomma, il solito campionario di varia umanità, follie, ignoranza sull'uso di Google, perversioni e candore. Vediamone un po'. Solo tra quelle buffe o sciocche o curiose, naturalmente: per fortuna, c'è anche chi arriva con ricerche serie e per i motivi giusti. Ma al momento ci interessano i pazzi ^^

Dovrei categorizzare per bene le chiavi in questione. Per esempio, tra le incomprensibili metterei di sicuro carolyle "stefan is you're epic love e tu non sei per niente di parte. What??? E qual è il problema di chi cerca fobia sociale medea mi ha sfruttata 3 anni mi chiamo secchina? Ci sono state poi diverse ricerche complicate, tipo in certi momenti è così facile affezionarsi agli altri.. la frenesia londinese è stancante ma bellissima e in gruppo è subito ora dell'ultimo treno. Poetico, direi. Non mi è del tutto chiaro cosa intendesse chi ha cercato esclamazioni negative: non-cazzo!? Non-accidenti!? Forse ha la risposta colui o colei che ha digitato non si accettano stronzate. E chissà se quello delle esclamazioni "negative" è lo stesso di esclamazioni ridicole. O di stronzate facebookmodi di dire con cazzo su facebook e frasi da stronza... E cosa sono gli "spizzi" di esponi le condizioni di vita dei bambini negli spizzi inglesi nella prima metà dell' ottocento? Spazio, ospizi? Mah.

therapy?

Come suggerisce un altro, chiudo gli occhi e vado avanti. Anzi no, meglio tenere gli occhi aperti. entriamo in territorio horror. buco in fronte zombie halloween. Consiglio colpo di pistola, per il massimo del realismo. racconti di pupazzi di neve vivi, ma il mio racconto non è molto adatto. ciecita - qui l'horror è la grafia. è la maschera dei più stronza: parla con quello di prima, che ti scrive i testi. Basta non farsi venire il diabete per frasi sdolcinate, perciò torniamo all'horror: la mia babysitter è un vampiro, ma anche la mia babysitter è un vampiro sara (creepy ^^'). demone accovacciatodemone gay saranno collegati?

Ci sono anche le ricerche pratiche, come kit sopravvivenza 2012 (perché cambiano ogni anno?) o srivere un menu a mano con una scrittura particolare. Non mancano mai gli interessati ai capelli: taglio particolare per capelli lunghi capelli lunghi fastidio. Il mio vecchio post sulla gente che tocca i capelli è sempre in ballo...
E poi i drammi: caffettiera non esce caffè, con conseguente invocazione d'aiuto coffee please. hai tutta la mia comprensione.

Don't make me kill you

Sezione cinema: con simon pegg (ottima scelta), jurassic park il mondo perdutocassetta (cioè, davvero vuoi la cassetta?), pupazzo parlante tv (eh, va a sapere quale! Voto per One), cobie smulders avengers vestita (carina la specificazione), how i met your mother jack paccoregalonon devi mai insultare silente davanti a me (sia ben chiaro), suonerie cellulare usata nei film dai personaggi (di nuovo: quali film, maledizione?), jurassic park cappelli, e la meravigliosa, per com'è impostata, sapete se faranno un nuovo jurassic park. Quanto candore nel modo in cui la gggente usa Google.
Le idee ce le ha vaghe pure chi cerca canzone che ripete "my dreams"novembre 2012.

E infine, quello che tutti stavate aspettando, sporcaccioni: sex & p0rn. A valanga: spermatozoi simpatici (scientifico, e, si sa, le donne adorano gli uomini che le fanno ridere), cose curiose a forma di. cazzo (mi vengono in mente tante teste), fidanzata porno blog spot (aaah, un povero che ha dei dubbi...), youporn.nel.medioevo (c'era tutto un indirizzo web più lungo, ma vi basti questo pezzo), foto di cazzi lunghi e larghi (eh, mica li vorrai scadenti), pisellini duri.blogspot (ma esiste un sito che si chiama così? Non ho cercato), donne sexy buon pranzovoglia di cazzo ("Ambrogio, non è proprio fame, è più...), tedeschi lo trasudano mi sa (cosa???). Sempre più estremo: pecore rese schiave (cioè, Tizio, tu hai dei problemi) e museruola umana.

Ok. L'umanità non sta bene. Non che servissero conferme.
just write mi ricorda una chiave. Eh, già. Mi sembra un consiglio saggio, per reazione.
Obbedisco!