lunedì 21 gennaio 2013

Essere scrittori

3 parole per il 2013

Non volevo partecipare, a questa puntata di Scrivere nel 2013. Perché molte delle domande che pone Daniele nel suo post richiedono risposte complicate. A volte dolorose. A volte richiederebbero considerazioni da mantenere private, ancora. E perché certo, mi fa sentire immensamente presuntuosa dire "sono una scrittrice". Scribacchina, diciamo sempre io e le Ineffabili Socie; forse perché un termine così serve a buttare giù dal piedistallo le Muse, a ricordarsi l'indispensabile umiltà, a rammentare che scrivere crea forse Arte, ma ha bisogno di solido Artigianato.

Ma.

Ma continuavo a rigirarmi questo post in testa. Perché la verità è una: scrivere è l'unico punto fermo nella mia vita da una quindicina d'anni. Da metà del tempo che ho passato su questa Terra, in pratica. Se considero solo gli anni in cui si ha coscienza di sé, ovvero elimino la prima infanzia, è più di metà della mia vita.

Bella cosa?
Sì.

Sempre bello?
Sì. Anche se fa male. A volte fa davvero male. Ma farebbe peggio, se così non fosse. Saprei meno cose, sarei meno cose, se non scrivessi. Di sicuro, sarei molto meno sana di mente di quel (poco) che sono. E forse, se non fossi una scrittrice, o scribacchina, avrei rinunciato tanto tempo fa al desiderio di pubblicare e condividere le mie storie. Perché è vero: pubblicate o no, a queste storie non rinuncerei. Scriverei comunque, perché farebbe ancora più male soffocare le voci dei personaggi, mutilarli. E a volte penso che è a loro che devo tutto, è per loro che ho il dovere di andare avanti, e affrontare tutta la fatica, le ore spese, i tentativi, le frustrazioni, lo studio, le ansie. Ai personaggi che mi accompagnano, sempre, e commentano e girano per casa e mi picchiano un dito sulla spalla. Chiedono di vivere, hanno il diritto di vivere, perché hanno dimostrato più volte di avere esistenza propria. Non scrivere, lasciare le loro storie a metà, arrendersi, equivarrebbe per me a commettere un omicidio.
Detto questo, certo, scrivo per me, scrivo per loro, ma la speranza è quella di condividere queste storie, un giorno, con le persone là fuori. I "lettori". Perché tenerle nel cassetto, quelle storie, è come avere un grido che non può erompere perché sei stato imbavagliato. Soffoca.
E poi ci sono le eterne domande: ma valgo abbastanza? Posso farcela? Insomma, sono una scrittrice o mi sento così e basta?
Non credo che sarò mai abbastanza sicura di me stessa da non pormi questi dubbi, e certo, si può sempre, sempre, sempre migliorare. Ma the true novelist is the one who doesn't quit, diceva John Gardner. E io ho deciso di non mollare.

I'm a writer.

E così eccomi qui. A rispondere alle domande di Daniele:

Che cosa stai facendo per la tua scrittura? Scrivo. Leggo. Studio scrittura creativa. Nullo die sine linea, insomma.

Che cosa stai facendo per essere scrittore? A parte quello che ho già scritto come prima risposta? Mi informo. Chiedo. Propongo. Sbatto la testa contro infiniti muri finché riesco ad abbatterli (questa metafora è di Socia Ale <3)

Chi sa che scrivi? Tutti quelli che mi conoscono. Anche quelli che forse preferirebbero che non li stressassi così tanto con questo argomento ^^

Dove scrivi? Principalmente a casa, al mio scrittoio, ma anche in giro sui mezzi pubblici, al bar, ovunque mi capiti, come spiegavo l'altro giorno.

Quanto scrivi? Non tanto quanto vorrei, ma direi abbastanza. Non riesco a sfornare un libro al mese come fanno altri, e direi: meno male. Un romanzo ha bisogno di crescere con i suoi ritmi, di cura, di attenzione, di meditazione. E oltre alla "prima stesura" va calcolata un'infinità di tempo per le infinite revisioni. Ma mi sono fatta le ossa con romanzi e racconti e sono soddisfatta perché finisco quasi sempre quello che comincio. E quasi tutto quello a cui ho rinunciato è solo in stand by; ho mollato solo quello che non valeva la pena creare.

Quante storie hai concluso lo scorso 2012? Uhm. Il 2012 è stato un anno atipico, per me. Sono stata assorbita da multiple revisioni, soprattutto. Però ho iniziato un romanzo nuovo, e ho una prima stesura abbozzata per tre quarti, ma in coppia con una delle Ineffabili, e fremo per finire entrambi.

Quante hai in mente di scriverne quest’anno? Almeno finire queste due sarebbe l'ideale. Ho un racconto che devo concludere. E poi, di nuovo, multiple revisioni che attendono di partire.

Hai iniziato a scriverne qualcuna? O stai ancora tergiversando? Sto scrivendo, sto scrivendo! Ho persino la To Write List, questo mese!

È in ordine il tuo blog? Ehm. Non devo giudicare da sola... Io ci trovo tutto ^^' Ma per me ordine è un concetto flessibile e relativo.

Hai un blog, almeno? Be', questo su cui scrivo. Oltre a girovagare su svariati social network, che trovate elencati in alto a destra.

Hai mai spedito una tua opera a un editore? Ennemila volte.

Hai mai vinto un concorso letterario? Vinto no, sono stata selezionata alcune volte; l'ultima per l'antologia Caduti, con un racconto che è tra i miei preferiti, di quelli che ho scritto (non è per essere presuntuosa, sto solo dicendo che a me piace. Starebbe sul mio personale podio, se dovessi valutare le mie storie brevi). Nel 2012 non ho partecipato a nessun concorso.

Qualcuno ha mai letto le tue storie?
Oh, yes. Le Socie le hanno lette quasi tutte, comprese quelle in fieri. Una selezione ristretta di amici e parenti ha letto i racconti brevi e alcuni dei romanzi inediti. A parte ovviamente editori & addetti ai lavori, solo alle persone cui tengo chiedo "Ti va di leggere questo manoscritto?" Non tutti comprendono l'importanza che ha per me questo gesto - e il confronto che ne deriverebbe poi -, ma sono fortunata ad avere le Socie, e non solo loro, che sanno. E capiscono.

4 commenti:

  1. Bel contributo, grazie della partecipazione :)

    Ora mettiti in pari, ché sta per uscire il 4° episodio ;)

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  2. Risposte molto oneste e interessanti! Bel post.

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