lunedì 28 gennaio 2013

This is who I really am inside

3 parole per il 2013

Diverso dal solito, il nuovo post di Penna Blu per la serie Scrivere nel 2013. In genere diffido, lo ammetto, di talent-coaching, chiacchiere motivazionali e quant'altro del genere, e il titolo Rendi la tua scrittura un successo mi ha, a prima vista, fatto un po' diffidare, lo ammetto. E sul "successo" della scrittura si potrebbe dibattere per anni - perché si scrive, a quale scopo, cos'è esattamente "il successo", se si misura in termini di qualità, di copie vendute, di soddisfazioni personali eccetera; per non parlare, poi, del precario equilibrio tra lo "scrivo ciò che voglio", "scrivo meglio che posso", "scrivo ciò che piace a me", "scrivo ciò che può piacere agli altri" e così via, dinamiche che, non nascondiamoci dietro un dito, se si parla di pubblicazione prima o poi vanno affrontate. Per quanto mi riguarda, ohibò, la risposta sta ancora una volta nell'andare avanti per la propria strada e migliorare la propria scrittura - meglio si scrive, meglio si racconta la storia che si ha in testa - rendendola avvincente, creando personaggi indimenticabili e "vivi" -, più è facile che quella storia piaccia, senza bisogno di "vendersi" ricorrendo a cliché, inseguendo mode e quant'altro.
Ma non è questo il discorso che voglio affrontare, per ora. Da maniaca delle "frasi" - aforismi, liriche di canzoni (come quella del titolo, la riconoscete?) - è per me facile accogliere l'invito che Daniele fa a fine post, quello a scegliere le parole di un autore che mi "rappresentino". Anzi, in realtà l'ho già fatto da tempo - tanto che i miei sacri precetti hanno già stressato adeguatamente chi mi conosce in generale e le Socie in particolare, oltre a foderare di post it e foglietti il mio scrittoio. Tra tanti, alcuni mi stanno particolarmente a cuore. Eccoveli:

Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto - Italo Calvino. Frase letta non so dove, *coff coff* anni fa, e mai più scordata. Certo, il lettore che si immerge in un romanzo ne svela gli innumerevoli strati, e con la sua interpretazione aggiunge senso e sfaccettature che nemmeno l'autore aveva previsto. Certo, spesso, oltre a voler raccontare una bella storia, si scrive anche per "dire" qualcosa. Non parlo delle noiosissime "tesi" che i cattivi autori cacciano a forza nei libri per sentirsi i profeti che ammaestrano la gente; mi riferisco ai romanzi come "messaggi in bottiglia" lanciati alle persone in generale, o a qualcuno in particolare; ma anche, ed è un aspetto che adoro, al fatto che spesso mi trovo a stupirmi da sola dei significati che ciò che scrivo assume per me. Mi trovo a scoprire di aver schiacciato tra le parole cose che volevo dimenticare, o domande per le quali non ho risposta, o passioni che mi infiammano, o momenti dolorosi che, in qualche modo, devo affrontare. E il modo migliore che conosco per farlo è scrivere.

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Le parole sono tutto ciò che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste - Raymond Carver, da Niente trucchi da quattro soldi, un librettino veloce veloce, ma denso. Un monito, per me, a non accontentarsi della scrittura che viaggia per sternuti. A non smettere mai di imparare, provare, sperimentare. A cercare sempre il modo migliore per trasmettere ciò che voglio - la vita dei miei personaggi, la loro storia, e quanto amo raccontarli.

Ernest Hemingway

The true novelist is the one who doesn't quit - John Gardner. Da On becoming a novelist, un libro che ho adorato; non un "manuale" in senso stretto, nonostante si affrontino anche problemi di tecnica. Leggetelo. Leggetelo. Leggetelo. Ve ne ho già parlato qui e non mi dilungherò oltre. Ma leggetelo.
Questo è il consiglio più importante. Il faro nella nebbia dei brutti momenti, delle difficoltà, dei dubbi, delle incertezze. The true novelist is the one who doen't quit. Quello che non molla nonostante tutto. Che non smette di fare ciò che ama. Che non abbandona la storia che sta scrivendo alla prima difficoltà. Che crede in ciò che fa, nonostante lo sconforto dei giorni neri.

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6 commenti:

  1. Ho letto questo post, "La mia scrittura in quattro punti" ed "Essere scrittori" e devo dire che le tue riflessioni mi sono piaciute molto. Credo che il mio rapporto con la scrittura abbia molto in comune con il tuo. Sì, ci sono diversi punti di contatto e mi rifletto in parecchie tue "risposte". Bello il tuo modo di riflettere e di rivelarti, tempo permettendo penso proprio che ogni tanto tornerò a leggerti. :)

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    1. Grazie Francesco! Mi fanno piacere le tue parole. Torna quando vuoi, mi casa es tu casa ^___^

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  2. Grazie della partecipazione :)
    Ah, e così avevi diffidato, eh? :P
    Scherzo: io per primo avevo paura che quei post potessero non trovare seguito, e invece sono stati ben accolti.

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    1. Diciamo che il titolo di questa puntata mi ha fatto inarcare le sopracciglia. Poi ho letto e ho trovato lo spunto interessante ^^

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  3. Mi sa che io qui non sono ancora arrivata... sono un po' indietro con il programma! Bellissime citazioni!

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    1. Grazie! Sono le mie linee guida ^^

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