venerdì 22 febbraio 2013

29. Più 2.

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Arriva il 22 febbraio e come al solito non so se ignorarlo o strombazzarlo ai quattro venti. La prima opzione mi tenta, ma non voglio prendermi in giro: io sono una che alle date importanti si mette a riflettere. (Non vuol dire molto, perché rifletto - o forse "parto per viaggi mentali" - anche quando le matite cadono. O quando cado io. Il che capita spesso. Be'. Almeno di inciampare. Gli spigoli, i pavimenti, i marciapiedi ce l'hanno con me).
Comunque.
La seconda opzione non fa al caso mio. Non mi entusiasma così tanto, il mio compleanno, da farlo sapere a tutti. Come? Lo sto scrivendo su internet? Ok. Ma mica perché all'umanità gliene debba fregare. Semplicemente perché fa parte della mia vita. E qui siete, se non ve ne siete accorti, a casa mia. E a casa mia oggi si parla di compleanno. Se non vi interessa, passate ad altro, no?
Il succo, in ogni caso, è: 22 febbraio. Tanti auguri a me.

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Quanti anni? Ehm. Appunto, come dice il titolo del post. Ventinovepiùdue. O se preferite ventinoveperlaterzavolta.
Oh my,
Non cominciate col ritornello "ma sei ancora giovanissima", "non conta l'età che si ha, conta quella che ci si sente". Perché il punto è proprio quello: io non mi sento affatto una che ha superato la soglia dei trent*coff coff* una ventinovepiùduenne. A dirla tutta, non so nemmeno che età mi senta. Bof. Dalla voglia di fare, di vivere, di godermi esperienze, di perseguire passioni, di chiacchierare e sbronzarmi con gli amici e *censura*are e fangirleggiare per personaggi immaginari, almeno una decina d'anni in meno. Dalle cicatrici che porto - e quanto mi fa ridere che le persone che me le hanno provocate probabilmente nemmeno se le immaginano - potrebbero essere molte di più. Dalla stanchezza che sento a volte, anche, perché ho la tendenza a preoccuparmi troppo in generale, e a preoccuparmi allo stesso livello per me stessa e per le persone che conosco, e mi arrovello sui miei casini e mi arrovello cercando un modo di aiutare le amiche e mi arrovello sui se e sui chissà e... e alla fine tutta questa preoccupazione mi fa ricadere stremata, ma oh, chi mi conosce sa che deve avere pazienza con me. Di sicuro, quindici anni fa, mi immaginavo che, ventinovepiùduenne, sarei stata "sistemata". Piena di sicurezze, che invece mi mancano del tutto. Non mi immaginavo a dire, fare, essere e pensare tante cose che invece dico, faccio, sono e penso.
Sono felice?...

Happiness is a journey

Diciamo che non mi pento di niente. Non cambierei nulla del mio passato - the mistakes I made along my way / made me who I am today - perché mi ha portato a essere la persona che sono. E la persona che sono non mi dispiace. Oh, certo, ho ventordicimila difetti terrificanti. Ma I'm working on it. E ho l'affetto di amici e amiche che amo, che adoro, che stimo. Se me l'hanno concesso, loro hanno un po' di vocazione al martirio, ma io qualcosina di buono ogni tanto l'azzeccherò pure.
(Lo so, più di così non riesco a compiacermi e farmi *pat pat* da sola. Trasudo autostima da tutti i pori, sì. A volte le persone che mi fanno un complimento non si rendono conto di quanto certe parole mi facciano bene. Anche se non ci credo mai fino in fondo, non ci riesco proprio.) Certo, ci sono cose che dimenticherei volentieri: non cose che ho fatto, cose che ho permesso mi venissero fatte. Ma un caro amico mi ha detto "perdona te stessa". Eh, facile a dirsi. Diciamo che lo aggiungo ai buoni propositi per i prossimi 365 giorni.
Soprattutto, poi, sto continuando a tentare. Sto resistendo. E qualcosa, una briciola per volta, la sto raccogliendo. Ma ho imparato che la felicità è stasi, e la stasi non esiste. La vita è viaggio, e io sono solo a una delle tante tappe. Ma il viaggio me lo sto godendo, e nonostante tutti i casini non sono una di quelle persone piene di rancore e fiele. Il viaggio lo sto amando, anche se a volte mi spaventa. Vedo tutto quello che è successo negli ultimi 365 giorni, e sono ottimista. Il pensiero di cosa potrà essere fra altri 365 mi fa un po' girare la testa. Le poche previsioni che posso azzardare mi danno di che sperare. Con cautela, con prudenza. Perché dietro ogni gioia c'è un prezzo da pagare, o qualcosa che può andar storto, o un "non si sa mai". Ma voglio sperare. (Che qualcuno me lo ricordi, quando sarò piena d'ansia per qualcosa).

E così, venerdì 22 febbraio 2013. Nevica come la notte in cui sono nata (alle cinque e cinquanta di un lunedì mattina).
Accipicchia. Ventinovepiùdue.
Con gli auguri degli amici. Con un week end in trasferta a trovare persone che adoro. Con l'affetto e le cose da fare. Piena di paura ma ancora qui. Piena di ansie, ma anche di cose da aspettare. Pian di "vorrei", di voglia di divertirmi senza impegno, di desideri, di sogni. Decisa a sopravvivere ai miei proverbiali baratri d'umore*. Facendomi un pianterello ogni tanto, per poi rialzare la testa. Spaventata, ma decisa a provare. Per la mia strada. Da sola e facendo di testa mia, perché così dev'essere e ho imparato a furia di mattonate sui denti a non aspettarmi niente e a non dare nulla per scontato. Cercando di credere in me stessa nonostante tutto, perché non sono più capace di credere negli altri come una volta; e allo stesso tempo riscaldandomi con l'affetto di chi mi vuol bene, perché veri, preziosi amici li ho. Godendomi quel che di buono verrà. E quindi, non mi lamento. In fondo, sono fortunata, fortunatissima.
Poteva andarmi molto peggio, a trentun'anni.

Wisdom & truth.
*Ho iniziato il post con molto più ottimismo. L'ho smorzato perché la conclusione l'ho scritta durante uno dei suddetti baratri condito da incazzatura. L'ho detto che passo dalle nuvole agli abissi nel giro di dieci secondi, a seconda di quello che mi succede. Grazie per la pazienza ^^

Playlist per il mio compleanno:
Bon Jovi, It's my life
Three Days Grace, Time that remains, Never too late, Umbreakable heart
Dream Theater, Learning to live
Paramore, Now
30 Seconds To Mars, The kill, A beautiful lie
Fort Atlantic, Let your heart hold fast
Anathema, Lightning song
The Moon and the Nightspirit, The secret path


8 commenti:

  1. Tanti auguri! Non voglio farti preoccupare, ma a quarantanove anni io sono ancora più o meno così, sbronze a parte, e un giorno mi sento quindici anni e il giorno dopo novanta. Magari è normale. A proposito, come regalo di compleanno ti rammento che mi piace molto molto come scrivi. Te lo avevo detto? Oops.

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    1. Non mi preoccupo, spero sia così anche per me ^^ E le sbronze.. be', diciamo che sono più un essere brilli in compagnia nelle occasioni giuste e in luogo sicuro :-P
      Grazie: è il regalo migliore che tu possa farmi ^^

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  2. Buon ventinoveeduesimo compleanno!
    E buon weekend!

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    1. Grazie! Buon week end anche a te ^^

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  3. Io ho passato i 40 e sento di non aer ancora superato i 12, a volte quelle frasi fatte tipo "conta l'età che ci si sente" hanno risvolti concreti xD Auguri in ritardo! (Combinazione, proprio in quest'occasione sono spuntati da una scatola i volumi della Guerra della falce \m/)

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