sabato 16 febbraio 2013

Don't stop me now


Pinned ImageÈ l'unico modo di vivere: mettersi in gioco. Provare. Lottare.
Io tendo a subire moltissimo imprevedibili cambi d'umore - schizzo alle stelle e due secondi dopo precipito nell'ansia: basta un minimo evento, una parola. Quando si tratta di cose cui tengo, ovviamente - non sono ancora così schizofrenica da prendermela per le minchiate*. Dovrei imparare a stare un pochino più calma nel bene e a gestire meglio i momenti di ribasso.
Sono migliorata, un pochino, dal punto di vista dell'oddeacosaaccadràvogliosaperetuttosubito! Rispetto all'ansia paralizzante di qualche anno fa, oggi arriva anche il momento in cui dico 'fanculo sarà quel che sarà. E razionalmente mi rendo conto che spesso mi creo gigantesche costruzioni mentali da sola, castelli in aria - o più che altro fortezze oscure - che non hanno ragione d'essere. Poi l'ansia c'è lo stesso, ma, insomma... I'm working on it.
Soprattutto, ho imparato che da una semplice azione, a valanga, ne possono derivare altre cinque, dieci, mille. Che continuando a muoversi, prima o poi le cose capitano. Con pazienza. Al momento giusto. Sopra-soprattutto, le cose capitano quando meno te lo aspetti.
Perciò, "se ora è così, in futuro chissà", mi è stato detto di recente. Ed è vero. Mi piace che sia così? Be', è una promessa di belle possibilità, e una minaccia di incertezza - e io odio l'incertezza. Ma ho deciso di prendere in considerazione solo l'aspetto migliore. E sperare.
E continuare a seminare. Nella mia vita tante cose sono cambiate. Se analizzo certi periodi del mio passato, mi sembra di essere rimasta immobile, come impantanata, per tanto, tanto tempo: nonostante continuassi a inseguire i miei obiettivi, i risultati non arrivavano. Ma ora so che era tutta preparazione. Ora so che erano lenti passi necessari (per esempio: avessi previsto che da un semplice messaggio su Anobii sarebbe derivato quell'aspetto meraviglioso della mia vita che è rappresentato dalle Ineffabili Socie!) E ora so che i momenti difficili precedono le vittorie. Che le vittorie richiedono sacrificio. Che sacrificarsi è un tributo al futuro.
Ci sono cose che non dipendono da me. Che non avevo previsto e mi fanno star bene, ma che mi costringono ad aspettare. Però cerco di prenderla con pazienza. Vado avanti per la mia strada. E aspetto di vedere quando potrò rivivere i... bonus, mi è stato detto. Consapevole che anche se niente è perfetto e niente è proprio esattamente come vorrei, sono comunque fortunata. Affamata, e fortunata. Perché gli amici che ho valgono più di un tesoro. E quando conosco persone che con una telefonata riescono a farti tornare il sorriso, di cosa potrei lamentarmi?
Mettiamo da parte i pensieri, per questo fine settimana, e lavoriamo per costruire. Avevo progetti per il week end, ma diverse circostante - impegni imprevisti che, terminato questo post, mi rapiranno, e una salute non proprio al top (mal di gola e voce da rana e io odio non poter cantare, odio essere menomata in questo indispensabile sfogo) - mi hanno fatto rimandare tutto di sette giorni.
La settimana prossima... vedremo cosa porterà. E così quella dopo. E quella dopo.


Anche se mi chiedo se pure per gli altri sia così. E a volte c'è bisogno delle parole e delle voci giuste. E chiedersi "chissà se" non è facile. Trattenersi non è facile.
Ma la Dea sa e ha i suoi tempi, e dopo tutto quello che ho visto accadere negli ultimi due anni, non posso che avere fiducia in Lei. Nonostante la paura che la magia si esaurisca. Nonostante la voce che mi ripete "tu sei solo tu, cosa pensi di meritare? Non farti illusioni." Nonostante il bisogno fisico che avrei, ora, di rassicurazioni, di sapere che tutto andrà bene e che i prossimi mesi manterranno quello che potenzialmente promettono, in tutti i campi - perché sì, ho tanti semi gettati che attendo di veder germogliare e scruto ansiosamente il cielo sperando di non vedere nubi scure a minacciare il raccolto. Nonostante gli incubi notturni (stanotte particolarmente espliciti). Nonostante tutto... Ho fiducia in Lei.

On air:
Blutengel, Down on my knees

*"Why, yes! I say 'fuck' a lot more than a girl should" (cit.)

4 commenti:

  1. Di nuovo mi trovo a ritrovarmi nelle tue atmosfere. Anch'io credo di aver un po' imparato a gestire e ad apprezzare i momenti di attesa, in cui niente è deciso, in cui tutto può e deve ancora succedere. E a lasciarmi andare ai sogni, pur sapendo che sono tali e che potranno infrangersi con la dura realtà. Ma si vive una volta sola, e quei momenti di attesa spesso sono lunghi e rischiano di diventare più che momenti periodi, periodi che si susseguono fino a riempire la vita. E allora perché non sognare, perché non viverli al meglio, rendendoli più lieti, pieni di speranza e carichi di ottimismo e di fantasie che hanno la capacità di strapparti un sorriso? In fondo sono momenti di attesa e quindi potrebbero ancora, anche nei casi meno favorevoli, precedere il realizzarsi di qualcosa di bello. Sì, meglio puntare sui sogni, sulle speranze e sulle risorse che lasciarsi affossare dalla sfiducia e angosciare dalle paure.

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    1. Hai capito esattamente quello che intendevo. C'è sempre qualche "e se", qualche nube, qualche scoglio contro cui urtare, ma bisogna medicarsi le ferite e andare avanti comunque. Voglio avere fiducia nei sogni.

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  2. Cara Aislinn... come mi ritrovo nelle tue parole!

    "E ora so che i momenti difficili precedono le vittorie. Che le vittorie richiedono sacrificio. Che sacrificarsi è un tributo al futuro."... come spero che sia così anche per me! I momenti difficili ci sono, i sacrifici stanno per arrivare... ma il futuro mi sembra così incerto e il mio eterno pessimismo sta cominciando a fare capolino.

    L'attesa è più di ogni altra cosa al mondo la cosa peggiore che mi mette ansia!

    Ma come hai detto anche tu dobbiamo arrenderci alla realtà perché non possiamo controllare tutto. E se nel frattempo riuscissi a trovare anche un pò di serenità e sano menefreghismo forse vivrei meglio!

    Sembra che mi hai letto nel pensiero stasera...

    Un caro saluto.

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    1. L'attesa è inevitabile. Passo troppo tempo senza riuscire a respirare per l'ansia: almeno un po' ho imparato col tempo a calmarmi. Almeno nel quotidiano. Gli... eventi straordinari ancora mi mandano nel pallone. Ma che posso farci? Solo felice di ciò che ho... ma non si finisce mai di sperare in qualcos'altro ancora. Mi do da fare, ma l'ignoto, è più forte di me, mi spaventa. E non ho abbastanza fiducia in me stessa da dare per scontati i risultati. O che le persone cui voglio bene avranno sempre voglia di stare con me.

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