lunedì 4 febbraio 2013

Soundtrack to my enlightenment

Illuminazioni.
Così, al plurale. Quando un frammento di storia va al posto giusto e s'incastra nella trama con un bel "click". Quando un dettaglio nuovo arriva, per una storia ancora lontana nel futuro, ma in formazione - nascosta oltre una nebulosa di "mah, chissà", una nebbia che si dirada pian piano.
Insomma, non l'Illuminazione con la i maiuscola, ma tanti piccoli momenti eureka!, quelli che rappresentano una delle parti più belle della scrittura, i metaforici cioccolatini per l'anima dello scribacchino.

L'altra mattina.
Venerdì, di preciso. Freddo malnato. Vagolavo per la città in orario barbaro, in cerca di caffè e qualcosa di dolce per ritrovare connessione con la vita, l'universo e tutto quanto. Faccio partire l'iPod, un disco che non ascoltavo da una vita.
Sbam.
Illuminazione. Per il titolo del pezzo (It's only them) e per l'atmosfera, non per il testo che non c'entra un tubo con la storia. Ma. Illuminazione. Per la storia "4". Che chiamo così solo perché non ho la minima idea di quale titolo avrà. E fino all'altro giorno, non avevo nemmeno idea di quale fosse l'argomento. Insomma, avevo solo tre/quattro personaggi e qualche vaghissima connessione a legarli.
Fino all'altro giorno, appunto.
Ora, mancano cosucce come scaletta, sequenza degli eventi, e tutto quello che sta tra il possibile inizio e il possibile finale - insomma, poca roba - ma so di che si parla.
Mghuahuahuah.


E allora direte: il titolo del post si riferisce alla canzone che vi ho linkato? Che ha fatto da colonna sonora, appunto, a questo momento di illuminazione?
Ma naturalmente no.
La frase (distorsione di Sountrack to your escape degli In Flames, che pure come titolo sarebbe adatto, in un certo senso, se ci pensate) si riferisce a un altro brano, che mi parte in automatico ogni volta che sento il brivido di queste illuminazioni. Ogni volta che mi fermo con un sorrisone e il cervello momentaneamente stordito dallo shock positivo di queste rivelazioni. Ovvero Alarm call di Bjork. Per una parte del testo, di sicuro. Ok, da quando conosco Scrubs mi parte anche il *pappapapaaa" che sente JD quando si parla di friends with benefits, ma la canzone è di sicuro quella.

...I'm no fucking buddhist 
But this is enlightenment 

The less room you give me 
The more space I've got...

2 commenti:

  1. Mi fa piacere constatare che anche tu... sei una mezza matta, che sta sempre a correr dietro ai suoi personaggi. Buon segno. :) Io della scaletta me ne fregherei. Invece che ci dici del sapore di questa storia "4"? Buona scrittura!

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    1. Solo mezza? XDDD
      Io non sono "architetto", ma "giardiniere" (per parafrasare Martin): non riesco a programmare tutto per bene, la storia cresce spontaneamente e io aggiusto, poto e pianto paletti dove serve. Tuttavia, un minimo di scaletta, che fissi almeno i nodi essenziali di trama necessari per arrivare dall'incipit alla conclusione, cerco di segnarli. Poi cambiano, si frullano, si mescolano, ma almeno ci provo ^^
      La storia 4 dovrà sobbollire parecchio prima che venga il suo turno. Al momento ho un altro romanzo da finire (un parto piuttosto faticoso e che necessiterà di parecchia revisione), e anche altre cosette in ballo. Per ora, però, "4" ha un sapore speziato e parecchio complicato!

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