martedì 26 febbraio 2013

Tired

Io non voglio espatriare. Per quanto mi senta europea, per quanto ami l'inglese, per quanto adori la Scozia, non ci andrei a vivere, ora. La mia cultura è italiana, la mia lingua è l'italiano - come autrice, è l'italiano con cui so giocare, sono italiani i termini che posso sperimentare per cambiare le sfumature, sono i nostri i suoni con cui so lavorare.

Perciò, invece che andarcene noi, invece che svuotare il Paese e lasciare che affondi, con tutto quello che di meraviglioso abbiamo - storia, arte, paesaggi eccetera -, non possiamo esiliare chi ancora lo vota, cazzo?!
Fine dei commenti elettorali. No, non chiedetemi per chi ho votato, non chiedetemi niente.

HAHAHAHAAHAHA @Katie Gilmore I think Ive said this before!

A parte questo, nessuna nuova su nessun fronte, un sacco di "vorrei" che ricadono in mani altrui - io faccio, ma arriva il momento in cui sono altri che devono decidere, dare un cenno, chiamare, muoversi, rispondere, far sapere. A me poi viene spontaneo esprimere quello che provo, per poi pentirmi dopo dieci secondi perché mi sembra di essere stressanterompiscatolesnervanteappiccicosapiagnucolosanervosa. Eccetera. Dunque, oggi umore funereo tendente all'omicida. Stile Jack Torrance, per dire. Dalle stelle del mio splendido week end coccolata dagli amici in quel di Ivrea, ai baratri del lunedì, scombussolata più ancora di quel che già sarebbe normale in questi primi giorni della settimana. Nulla oggi promette miglioramenti in tempi brevi. Domani è un altro giorno. Già. E lo so che le cose belle arriveranno - lo so. Ma non so quando. Ma non so come. Ma non sono tutte certe. E questo è un periodo in cui so di avere tante fortune, eppure mi si chiude la gola, è più forte di me, e odio che sia così, odio essere così stupida. Avrei bisogno di un giorno in cui non pensare affatto, di buone notizie, di cose belle. O di un'altra testa. Capace di concentrarsi su quello che devo, non su quello che "vorrei", o su quello che mi fa paura. Capace di andare avanti senza bisogno di nessuno, e invece mi sento sempre troppo fragile, troppo debole. Senza difese contro i ricordi a tradimento, che in questo periodo emergono fin troppo - cose che non sono mai riuscita a raccontare, anche se ne ho scritto, in qualche modo. Ma forse nemmeno quello è abbastanza. Sono conficcate lì nella carne come spine. A volte sono cicatrici che contempli fiera di essere sopravvissuta. A volte sanguinano ancora.
Attendo.
Con la voglia di pestare i piedi come i bambini. O di seppellirmi a letto con la testa sotto il cuscino e il fazzoletto in mano.
Quanto mi detesto, a volte.

On air:
Three Days Grace, Pain
Alanis Morissette, Mary Jane

9 commenti:

  1. Siamo sulla stessa linea, vedo.

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    1. Non riesco a perdonarmi questa stupida fragilità, non dovrei, non dovrei essere così.

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  2. Io non la vedo come una fragilità, anzi.

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    1. Grazie. E da una parte è bello essere circondata da amici che ti sostengono. Amici che ti dicono quanto ti vedano forte. Il problema sono io. Io che non riesco a crederci, a questa presunta "forza". Io che non la vedo proprio. Io che quando mi fanno un complimento penso solo "troppo buono". Io che so come sono dentro, e ho voglia solo di piangere, e mi sento stanca, e vorrei non pensare, ma non ho il potere di anticipare le cose, di arginare l'ansia e la - sì - fragilità. Io che so quanto cambiano le cose - rispetto a un mese fa, rispetto a un anno fa - e vorrei essere ottimista - porca puttana, sono fatta così male che mi sento in colpa anche solo a scrivere queste cose - ma a volte non ci riesco, a volte avrei solo bisogno di cose che non posso avere.

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  3. Non è una fragilità, credimi.
    Anche io ho reagito allo stesso modo, non riesco a comprendere chi ancora si fida del personaggio.
    Giuro sono molto deluso...
    Infelice il popolo che non ha memoria.

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    1. La fragilità di cui parlo è personale e non c'entra con le elezioni. Per il resto, però, concordo con te.

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    2. E allora scusami se ho interpretato male. ;)

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  4. La fragilità di cui parli si chiama "essere umani" poiché siamo muniti di cuore, sentimenti e di tutto il kit avuto in omaggio alla nascita, spesse volte questa fragilità è utile per sentire il mondo come tanti non riescono più a fare, quindi non combatterla, sarebbe come vedere il giorno combattere affinché non venga mai la notte.
    I ricordi sono sempre più belli a distanza di tempo, per averli hai sofferto tanto, fai in modo di coprirli con altri ricordi vivendo a tempo pieno senza nasconderti in casa.
    La cosa più difficile è trovare la forza e la voglia, ma accade sempre e sempre all'improvviso e, a volte, senza un motivo preciso. Ti auguro che accada presto.
    Un sincero abbraccio dal signor Ombra de Ombris :)

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    1. Grazie per essere passato! Fa sempre piacere ritrovare il signo Ombra ^^
      La voglia non mi manca, la forza... deve esserci, solo che a volte c'è davero stanchezza. Pessimismo, soprattutto. Ma si reagisce.

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