giovedì 21 marzo 2013

Dead set

Zombie che massacrano i partecipanti del Grande Fratello.
No, non è stato il mio ultimo sogno notturno - in effetti è un po' che non sogno zombie, e dire che una volta mi capitava spessissimo. Mi riferisco, in questo caso, a Dead set, miniserie inglese datata 2008, che ho avuto il piacere di guardare dopo aver letto la recensione di Hell (che prontamente vi linko). Non starò a riprendere le sue osservazioni, in diversi punti particolarmente interessanti; mi limito a consigliarvi di recuperare la manciata di puntate che compongono Dead set (facilmente reperibili sottotitolate in italiano) e godervi una classica storia zombie, sporca, splatterosa come si conviene, ottimo antidoto a quanto di lezioso, lento, frustrante trovate in The Walking Dead.

Come avrete intuito, l'invasione dei morti viventi - veloci, aggressivi, famelici - arriva inaspettata e gli ultimi ad accorgersene sono gli ospiti del Grande Fratello inglese, lasciati a se stessi (eccoli: un cast di odiosissimi stereotipi ambulanti. No, la foto non la metto, è troppo irritante, quanto i GF veri. Si salva giusto l'unico un po' più sveglio, quello che vedete più a destra).
Solo una delle dipendenti della televisione, in fuga dagli zombie, penetra nella casa e li avverte dell'apocalisse in corso. Mentre, dall'esterno, il ragazzo di lei lotta per raggiungerla, all'interno della casa i partecipanti finiscono divorati uno dopo l'altro (si capisce che sto trattenendo un "EMMENOMALE"? ^^).


E, come capita sempre nelle storie apocalittico-zombesche, i sempre meno numerosi sopravvissuti si rendono conto che i nemici più pericolosi sono gli altri vivi: i poliziotti brutali, il regista televisivo odioso, egoista, presuntuoso, rozzo e volgare (il simpaticone col coltello nella pancia di un cadavere, qui sotto), il concorrente bruttarello che tutti hanno sempre sfottuto. Dead set non tralascia i dettagli crudi - non solo budella come se piovesse, ma anche i disagi di due personaggi odiosi e che si odiano, costretti in uno stanzino, a orinare e defecare in un secchio... - e non si vergogna di riproporre topoi consolidati nel genere, ma non manca di inventiva e di un certo ritmo. Mentre si scivola inevitabilmente verso la tragedia finale, solo in parte colpa degli zombie. Cosa conta di più, nel disegnare il destino: la stupidità o la tenacia?


Qualcosa mi ha convinto meno - la zombie che non riesce a uscire da una piscinetta? -, non manca il già visto, ma nel complesso la serie compie il suo (sporco, l'ho detto) lavoro. E le ultime scene, con gli zombie che vagano nella desolazione più totale in puro Romero-style (il Romero serio, intendo - citato anche, tra i molti momenti, con la famosa frase They're coming to get you, Barbara!) e restano ipnotizzati a fissare gli schermi rimasti accesi nei negozi vuoti, che mostrano gli zombie penetrati nella casa, a loro volta catturati dagli "occhi" delle telecamere... ecco, sì: sono suggestive, anche se non innovative.

Qui il trailer.

6 commenti:

  1. Io ho apprezzato la feroce ironia che sottende a tutta la serie.
    Se non lo sai, la signora nella prima foto è Davina McCall, la vera presentatrice del GF inglese.
    Che ha interpretato se stessa che finisce divorata dagli zombie, trasformandosi.
    Tipico dell'autore, Charlie Brooker, (che è dietro anche a Black Mirror, altra miniserie che ti consiglio come se non ci fosse un domani) giocare in questo modo con la realtà e con i mass-media. :D

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    1. Sì, sapevo che Davina è *davvero* Davina (e infatti cercavo di immaginarmi la Ventura o la Marcuzzi in quei panni... naaa). Hai ragione, ecco una delle cose che mi ero dimenticata di segnalare ^^
      Segnata anche Black Mirror ;-)

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  2. Bellissima serie. Mi sono fatta le chiappe quadrate pur di guardarla tutta nell'arco di un solo pomeriggio/prima serata.

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    1. Io l'ho iniziata una notte, con l'intenzione di vederla spalmata in più giorni... e l'ho finita prima dell'alba XD

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  3. serie non male, però recuperati subito black mirror che va ancora a un livello molto superiore...

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    1. Seguirò il consiglio, siete già in due!

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