lunedì 18 marzo 2013

In Flames - Sounds of a playground fading

In Flames - Sounds Of A Playground Fading '11Oggi vi parlo di Sounds of a playground fading, decimo album in studio per gli In Flames, alfieri dello Swedish Death fianco a fianco con i colleghi Dark Tranquillity.
Il disco è del 2011, quindi questa non è esattamente una segnalazione in anteprima... Ma è una novità per me, perché, come vi ho accennato diverse volte in altri post, è un disco che ho ripescato solo da qualche settimana (grazie a Marina). E siccome si è verificato il noto Fenomeno dell'Ossessione di Aislinn - ovvero sono caduta nel vortice degli ascolti a ripetizione - direi che si merita una delle mie consuete "recensioni non-recensioni". Chiamiamola semplicemente una segnalazione.

Sounds of a playground fading è l'album che segue l'abbandono del gruppo da parte di Jesper Strömblad, storico chitarrista che, se non erro, era fino a quel momento l'unico membro sempre presente nelle fila della band dall'inizio degli anni Novanta a oggi. Un piccolo cataclisma, insomma. Eppure, per quanto mi riguarda questo album ha tutte le carte in regola per farsi ascoltare e riascoltare. Sgrezzato il sound degli esordi, inanellati diversi dischi pregevoli, gli In Flames hanno raggiunto per me un ottimo equilibrio tra forza e melodia, tra parti più death e parti più catchy. Anche grazie alle interpretazioni di Anders Friden, il piccoletto coi rasta - be', fino a poco tempo fa, ahimé: la lunga chioma è sparita di recente (minuto di silenzio) - che regge il microfono e, pur senza ambire al podio di cantante più tecnico del mondo, ha un ottima capacità di adattarsi al brano, spaziando dallo screaming a un pulito semplice e senza fronzoli, perfetto per quella che è innegabilmente una qualità degli In Flames: la capacità di inanellare ritornelli di sicura presa e melodie accattivanti.
Come tanti altri gruppi che, col tempo, si sono mossi in direzioni più "morbide" e "commerciali" - se vogliamo usare questi termini -, anche gli In Flames si sono presi la loro fetta di critiche da parte dei fan più intransigenti. Per quanto mi riguarda, lo posso dire chiaro: non mi frega affatto se una band evolve verso territori più mainstream, finché il risultato mi piace e il prodotto funziona.


E questo è il caso di Sounds of a playground fading, che inizia con una title track in crescendo e un bel riffone da scapocciare in sede live, ottima introduzione al singolo Deliver us, che offre un video tamarro - gli In Flames ne hanno proposti diversi, di clip pseudoamericaneggianti (sì, è una parola che mi sono inventata, e allora?) - per una canzone rapida, energica, con un ritornello coi controcazzi. Tra le altre, segnalo poi ancora Fear is the weakness e una delle mie personali favorite, Where the dead ships dwell (altro videoclip, di tutt'altro stile), ciascuna a suo modo accattivante e ricca d'atmosfera; ma c'è spazio per brani più rocciosi (The puzzle) e per interludi insoliti (The attic, A jester's tragedy).
Ci si assesta insomma su territori rassicuranti, non privi di guizzi, che non deludono; ma è in chiusura che arrivano poi due vere perle. Non c'è altro modo per definirle: A new dawn è un capolavoro, un gioiellino di canzone che parte come un "qualsiasi" brano Swedish death con belle chitarrone ruvide e si apre inaspettatamente a un ritornello dalla bellezza struggente, una roba che ogni volta mi lascia a bocca aperta e mi fa gonfiare il petto per cantare con Anders - and I can't wait to see the sunrise again...
Ultimo pezzo, l'insolita Liberation, una meraviglia quasi ipnotica nel suo inizio in sordina che - di nuovo, ma come accidenti fanno? - in breve centra un altro refrain che ti si pianta in testa e non ti molla più - and will be, I will be with you tonight...
Considerato che sono passati due anni, direi che è ora di aspettare - e non senza ottimismo - un nuovo album.

On air, i brani migliori secondo me:
Sounds of a playground fading
Deliver us
Fear if the weakness
Where the dead ships dwell
A new dawn
Liberation

6 commenti:

  1. And I caaan't waaaaaaait to see the sunrise agaaiiiiiin!!!

    Non c'è altro da dire. Perché si piantano in testa e bbbasta. U_U

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    1. Quel pezzo in particolare è di un'epicità commovente *___*

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  2. Ais io la penso diversamente. :)
    http://rudeawakemetal.wordpress.com/2011/06/22/in-flames-sounds-of-a-playground-fading/

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    1. Stica, che stroncatura ^^ A me non era piaciuto A sense of purpose, ai tempi - e infatti non l'ho più riascoltato da una vita, ma questo che dire, tocca le mie corde, si vede ^^ A new down e Liberation in particolare.

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  3. Non sembra così male... Io, sai, ho smesso di seguirli con Soundtrack, che già era parecchio "moderno". Non per questa modernità, intendiamoci, quella c'era già in Reroute, uno degli album che preferisco, quanto perché proprio non mi prendevano, a parte pochi brani. Temo potrebbe essere così anche con questo, in caso contrario ti faccio un fischio.

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    1. Come sopra, l'unico che al primo ascolto proprio non mi è piaciuto è A sense of purpose, cui a questo punto vorrei almeno dare una chance e riascoltarlo...

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