venerdì 26 aprile 2013

Away


Voglio viaggiare così.
Sento il bisogno di uno stacco da tutto - e nota bene: non accadrà. Non posso per un milione di motivi, quindi il massimo dei viaggi che posso fare ora è immaginare, sognare, sperare. E stringere i denti. Io vado avanti; sono gli altri che mi fanno notare il pericolo di eccessivo stress... E che ci posso fare? Un pianterello ogni tanto e via. Perciò, facciamo finta che io abbia la possibilità di scegliere: ecco, allora...
Uno stacco da tutto. Un mese? Anche solo una settimana. Una manciata di giorni. Un week end. Per dimenticare tutte le seccature. Tutte le paure. La stanchezza. Smettere di pensare al domani, e vivere solo il momento. E come farlo?
Via. All'estero. Non so dove - ho una lunga lista di posti che vorrei rivedere (Edinburgh, Londra, Amsterdam in cima alla lista, per molti motivi) e una lista ancora più lunga di posti che non ho mai visitato e che sono, al momento, irraggiungibili (New York, la Finlandia, il Nord Europa in generale, Australia e Nuova Zelanda). Ma comunque, all'estero: voglio sentire altre lingue e parlare in inglese. Voglio assaporare cibi diversi e respirare profumi diversi. Conoscere gente anche solo per cinque minuti. Baciare sconosciuti e bere birra nei pub dove non vanno i turisti, ma le persone del posto. Perdermi nelle strade, in vicoli contorti, tra ombre nuove e colori insoliti, entrare nei negozi se mi va, infilarmi in uno Starbucks, camminare con un caffè lunghissimo, nei bicchieri di cartone, tra le mani. Da sola - nella vita prima o poi un viaggio da sola va fatto, di questo sono convinta -, o con gli amici più cari, quelli con cui non litighi, quelli che di fronte ai contrattempi ridono con te. Ne ho abbastanza di stress. Ho fatto il pieno di urla. Ho voglia di ricordi nuovi che rendano ancora più belli i luoghi che ho bisogno di scoprire, o riscoprire.

On air:
Bjork, Joga

Nessun commento:

Posta un commento