venerdì 5 aprile 2013

The heart of everything

L'altro giorno ho letto un bel post di Neil Gaiman, questo: seguite il link, leggete, e rileggete ancora. Gaiman parla dei suoi primi tentativi di scrittura, delle pagine in cui, adolescente, comparivano in embrione i terribili Croup e Vandemar di Nessun Dove. Soprattutto, dice che, com'è ovvio, nulla di quello che scriveva allora era eccezionale, o anche solo buono; nulla si distingueva, anzi, erano chiarissime le influenze degli autori che leggeva al momento.
Everything read like a bad imitation of somebody else. There wasn't anything in there that indicated that I was going to be a writer, a real writer, with something to say, except for one thing, and it was this:
I was writing. There was lots of writing going on.
And that made up for so much. I never knew how to finish anything longer than a couple of pages, but I was writing.
Eccolo lì, il nocciolo della questione. Quello che dice anche Gardner, il mio motto: the true novelist is the one who doesn't quit, il vero romanziere è quello che non molla. Anche quando significa faticare per concludere una storia, riporci speranze e vederle deluse, scrivere e ritentare, scrivere e ritentare, e ancora tante volte, finché si trova una propria strada. Non basta nemmeno questo: là fuori è pieno di gente "che scrive" ma che non è "uno scrittore". Così come è pieno di gente che scrive ottimi libri che non saranno mai pubblicati, il che è una minima percentuale della gente che scrive libri orribili convinti che meriterebbero la pubblicazione anche se non la otterranno. E ci sono tanti modi di essere scrittori: io conosco il mio, ma mi confronto con autori e autrici che hanno idee molto diverse dalle mie e sono ugualmente scrittori. Non è facile, forse nemmeno possibile stabilire cosa davvero è uno scrittore.
La partenza però è comunque quella. Scrivere, concludere e ricominciare a scrivere, sempre.


La foto di Neil Gaiman è stata scattata nell'ambito di questo progetto: autori che hanno scritto sulle proprie mani i loro consigli più importanti. Dateci un'occhiata, merita!

10 commenti:

  1. Condivido in pieno il principio di scrivere e scrivere (molti dei miei racconti sono stati portati avanti a ogni costo, riscritti, corretti e rieditati numerose volte). Forse non sarò mai bravo, ma almeno ci provo.
    P.S.: la foto di Neil Gaiman è uguale a quella del mio avatar, almeno in quella ho avuto la sua stessa creatività.

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    1. Io ho lavorato mesi, anni a libri che forse non usciranno mai, o che, per uscire, avranno bisogno di ulteriore riscrittura da capo. Ma sono stati tutti passi lungo una scala, importanti per crescere, e non li rimpiango né li rinnego. Erano opere ingenue e immature, ma contenevano alcuni germi di qualcosa che poi si sarebbe sviluppato.

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  2. Vero, è difficile stabilire "cosa" sia uno scrittore, forse perché appunto l'approccio alla scrittura è diverso per ognuno.
    Arrivare alla conclusione interiore di non voler mollare, al di là di difficoltà e delusioni, è una tappa fondamentale per chi scrive, secondo me.
    Se scrivere è qualcosa di vitale per noi, vale la pena di continuare, di insistere...
    E poi se lo dice il mitico Gaiman... come non ascoltarlo? :)

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    1. Gaiman è un saggio, ha tutta la mia stima XD

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  3. Scrivere è fatica, direi che questo è poco ma sicuro. Davvero carino questo progetto hand-writing!
    E approfitto per un saluto, manco da un po' qui =)

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    1. Devi scrivere più spesso sul tuo blog! Grazie del saluto, a Torino ci sarai anche quest'anno?

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  4. Forse è colpa del mio browser, ma non riesco a usare il link per la risposta ad un commento. In ogni caso dicevo... quest'anno sarà difficile essere a Torino per la Fiera, ma per l'anno prossimo ci spero davvero. Così forse riesco a salutarti non al volo come l'ultima volta!

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    1. E se non sarà alla fiera, sarà in altra occasione. Vedrai ;-)

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  5. Mi sembra un bellissimo e molto sensato messaggio.

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