venerdì 24 maggio 2013

30 Seconds to Mars - Love Lust Faith + Dreams

Una cosa è certa, i 30 Seconds To Mars si sono impegnati per mettere alla prova la fiducia e la fedeltà dei fan.
Attendo questo disco da un paio d'anni - ho iniziato ad ascoltare sul serio la band relativamente da poco - e il primissimo impatto con la ormai famigerata Up in the air è stato traumatico. "Le chitarre ohmmiaddea che fine hanno fatto le chitarreee?" è stato il primo pensiero. Poi ho accantonato la canzone per diverso tempo; né mi ha fatto ben sperare la copertina, che sarà anche un dipinto di arte moderna (Isonicotinic Acid Ethyl Ester di Damien Hirst), ma non mi aveva colpito particolarmente (diciamolo: non sono per niente appassionata di certa arte moderna...)
A iniziare il mio processo di riconciliazione è stata Conquistador, secondo brano che ho sentito grazie a un official lyrics video, scelto appositamente, secondo me, per mostrare ai fan l'altra faccia della medaglia di Love Lust Faith + Dreams: ovvero, va bene la sperimentazione elettronica, ma le chitarre, sì, le chitarre ci sono ancora, e Conquistador le piazza in bella mostra con suoni polverosi e dal flavour settantiano.
Poi?... Poi è venuto il videoclip di Up in the air, che mi ha di nuovo lasciato perplessa (Bartholomew Cubbins, pseudonimo di Jared Leto come regista della maggior parte dei videoclip della band, ha iniziato a farsi un po' prendere la mano con le immagini a caso, eh...) Peccato, perché finora i video dei 30 Seconds To Mars sono stati più o meno tutti splendidi, mentre questo... mah. E poi, sarà un caso, ma alcune parti usano polveri colorate come Now dei Paramore, uscito poco prima. Ma che, si sono messi d'accordo?
Finché poco tempo fa ho pescato le anteprime di trenta secondi di tutti i brani, su iTunes. E, per quanto fossero solo brevi frammenti, ho iniziato a cogliere cosette interessanti, qua e là, che mi hanno ridato un po' di fiducia in vista del momento fatidico: l'ascolto del disco intero.

Colpevoli di piacere alle ragazzine e di un breve periodo con look dark/emo - ma definire "emo" il gruppo è davvero riduttivo, please; odio le etichette, ma se proprio dovessi usarne una, credo che "alternative rock" renda meglio l'idea - i 30 Seconds To Mars si sono evoluti da un primo disco più ruvido e metal (il self-titled, con lo splendido inizio di Capricorn e la magnetica Buddha for Mary) a quello che probabilmente è il loro capolavoro, A beautiful lie, che infila almeno tre canzoni assolutamente indimenticabili (la stessa A beautiful lie, una delle mie canzoni-manifesto, The kill e From yesterday), fino al penultimo This is war, che flirta con le prime suggestioni elettroniche e si avvale dell'uso massiccio dei cori dei fan: Kings & queens, per esempio, è la perfetta canzone-conquista pubblico, come Closer to the edge è l'inno perfetto per i live; Hurricane è una delle canzoni più belle che abbia mai sentito, punto e basta, drammatica e carica di atmosfera; Stranger in a strange land mette in campo l'anima più oscura e inquietante di quel diavolo dagli occhi d'angelo di Jared Leto.

In quest'ottica, Love Lust Faith + Dreams è l'evoluzione naturale del cammino dei 30 Seconds To Mars. Abbiamo i suoni elettronici, abbiamo i richiami rock - emmenomale -, abbiamo i cori ruffiani. Abbiamo un disco diviso in quattro parti, ciascuna legata a uno dei quattro grandi temi proposti nel titolo; un disco che lascia una certa impressione di frammentarietà e mescola sound e suggestioni diverse senza arrivare a quel salto di qualità che trasforma un bell'album in un disco imprescindibile.
Eppure, dopo svariati ascolti, mi sento comunque di considerarlo un bell'album. Il singolo Up in the air, la già citata Conquistador e così via non hanno la potenza per trasformarsi in classici come le canzoni che vi ho citato dagli album precedenti, non azzeccano esattamente la melodia che una volta sentita diventa parte di te. Eppure, quello che paradossalmente si presentava come un disco commerciale, proprio per via delle suggestioni elettroniche di Up in the air, rivela comunque il fondo oscuro e drammatico che è tipico dei testi di Jared Leto. Io sono di parte, lo so: adoro quest'uomo, non solo, ovvio, per la bellezza assoluta che possiede (ora che, evviva, ha ripreso un po' di chili dopo essere dimagrito per un ruolo, e che si è fatto crescere i capelli, be', non mettetemelo tra le mani perché lo rovino), ma perché ha innegabilmente un suo stile in tutto quello che fa, e fa tanto: canta, suona, recita - ed è fottutamente bravo, poche storie: invidiosi alla larga - è regista e fotografo; e, inoltre, adoro la follia che traspare da tanti suoi atteggiamenti, a volte più, come dire, scanzonata, a volte più inquietante. Ed è proprio quel tocco inquietante che mi intriga: quello che in Stranger in a strange land lo faceva cantare Enemy of mine/I'll fuck you like the devil/violent inside/beautiful and evil; quello che in Love Lust Faith + Dreams abbina a un brano "commerciale" come Up in the air un testo che no, non è d'amore e no, non è nemmeno allegro come ci si aspetterebbe (I'll wrap my hands around your neck so tight with love, love...)
City of angels, Bright lights e Do or die sono i brani dai bei ritornelli che possono essere cantati dal pubblico, con i testi che esprimono speranza e voglia di lottare; City of angels, in particolare, è anche un testo apertamente autobiografico, con un esplicito accenno alla famiglia Leto (Bought my fate, straight from hell/A second sight has paid off well/For a mother, a brother and me), nonché, come vi dicevo ieri, quella frasetta magica che, quando l'ho sentita e letta, è immediatamente diventata uno dei miei motivational (our dreams aren't made, They're won).

Ma il mio personale gruppo di favorite comprende quattro brani che non vi ho ancora citato. Pyres of Varanasi è una delle poche strumentali che mi abbiano conquistato: bella, affascinante, ottima colonna sonora. The race è stato il brano che mi ha colpito di più ai primi ascolti: convincente, accattivante senza essere spudorato, e con un bel testo che, in questo momento, sento parecchio vicino (The lessons that I've learned/I promise you I said:/Never again! Never again! No never!/Hey! It began with an ending/Hey! We were fighting for the world/Hey! My desire never ending/Hey! The race. The race/Love is a dangerous game to play/Hearts are made for breaking and for pain...) tanto che medito se inserirla in extremis nella colonna sonora del romanzo cui sto lavorando ora (e poi, insomma, lo sapete che per me le lyrics e la musica hanno un grande potere).
Infine, vi segnalo ancora, tra le mie preferite, Northern lights che, pur semplice, azzecca un ritornello che ogni volta mi fa gonfiare il cuore; e, a sorpresa, End of all days, che ho trascurato all'inizio, per poi scoprire che ti cresce dentro e ha un sapore tragico che mi conquista. Oltre al fatto che Jared Leto che canta I punish you with pleasure/And pleasure you with pain non vi dico che pensieri mi fa venire...

In conclusione, Love Lust Faith + Dreams va ascoltato brano per brano, sforzandosi di dimenticare i dischi precedenti e allo stesso tempo consapevoli che siamo di fronte a un'evoluzione naturale, non a uno stravolgimento; senza pregiudizi, e pronti a consentire alle canzoni più di un ascolto, per arrivare a cogliere le sfumature dell'album, che sono molte. Un disco non facile, che non piacerà a tutti; un disco non riuscito al cento per cento, forse, ma che non è affatto il passo falso che io stessa, per qualche tempo, ho temuto.

Potete ascoltare gratuitamente Love Lust Faith + Dreams a questo link su Spotify.
Lyrics; videoclip ufficiale di Up in the air (versione breve e versione integrale. "Bart Cubbins" ha la mania dei video lunghissimi...)

6 commenti:

  1. sono d'accordo. un'evoluzione naturale, però manca il colpo davvero vincente...

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    1. Forse manca, e forse l'evoluzione è così naturale che di ogni pezzo si può individuare lo stilema tipico da 30 Seconds To Mars (che sia "era TIW" o "era ABL") e quindi suona meno fresco, pur non essendo affatto una mera ripetizione di quanto già composto; e di canzoni belle ce ne sono eccome. Credo sia un disco che crescerà di ascolto in ascolto.

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  2. Sono d'accordo con la tua analisi... non sono un fan sfegatato 30 sec to mars ma li ho sempre seguiti anche affascinato dal carisma di Leto (che da uomo, ritengo comunque magnetico in maniera "oscura") e dalla cura che hanno sempre dedicato alla parte visiva del loro lavoro... ho ascoltato "up in the air" come prima canzone come tutti credo e la prima reazione è stata analoga alla tua: "ok, questa volta hanno fatto un disco proprio da ragazzine...". Ma è vero che se si concede al disco un minimo di fiducia e di onestà intellettuale le cose cambiano. Alla fine del primo ascolto complessivo non si ha un quadro preciso del lavoro ma se ne rimane (almeno io ne sono rimasto) incuriosito. Ho concesso al disco un'altra chances e devo dire che mi ha convinto... non è un capolavoro (nel senso che non il disco veramente ben riuscito e completo alla "what's the story morning glory") ma secondo me è un disco che ha tanti bei momenti diversi. Alla fine il titolo lo riassume bene... è un album con più anime, forse senza un disegno unitario, ma forse è anche il suo bello. Forse questa anima composita lo rende un disco comunque "vero", non banale, per nulla piacione nei confronti del proprio pubblico. Personalmente mi è sembrato un lavoro di sperimentazione ben riuscito e che non è incappato nel classico errore che molte volte i gruppi compiono: quarto album, finite le idee, sperimentiamo. solitamente quando questi sono i presupposti si finisce per rendere la sperimentazione un semplice esercizio di stile, si finisce a caccia di stranezze, ed il risultato non è mai convincente. in love lust faith + dreams invece io vedo un'anima. Bisogna solo concedere un secondo ascolto. Questo disco allontanerà molti fans (che non è mai un bene nel mercato discografico) ma ne fidelizzerà molti altri, soprattutto quelli non necessariamente legati al "rock a tutti i costi".

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    1. Ormai è saldamente tra i miei ascolti quotidiani da un bel po'. Mai più dubitare ^___^

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    2. comunque il 13 luglio sono a Lucca a suonare... speriamo bene!!!

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    3. Io li vedo il 14 a Padova :-D

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