domenica 26 maggio 2013

Compleanni

Ieri e oggi si festeggia il compleanno di due attori che stimo moltissimo: il 25 marzo sir Ian McKellen ha compiuto 74 anni. Attore di indiscussa bravura, che si batte contro l'omofobia, è Gandalf, è Magneto, è anche il criminale di guerra nell'inquietante L'allievo tratto da un racconto di Stephen King, è Freddie nella divertentissima serie Vicious, solo per citare alcuni ruoli nei quali ho potuto apprezzarlo.


Oggi invece è "Helena Bonham Carter Day" (iniziativa da cui apprendo qui): l'attrice, musa di Tim Burton, con una solida carriera personale e uno stile da gothic freak che io adoro, compie oggi 47 anni. Per celebrare questa splendida donna di vero talento, ripesco qui la breve recensione scritta ai tempi dell'uscita di Sweeney Todd, uno tra i miei film preferiti del regista, dal mio blog precedente.

"Tim Burton non mi ha deluso: la vicenda, drammatica e venata qua e là di tocchi di humor nero, vi sarà ormai nota - un barbiere ingiustamente condannato al carcere torna per vendicarsi. Io mi limito a sottolineare la straordinaria bravura degli attori: Johnny Depp, tormentato, a tratti apatico, a tratti pieno di furia, a mio parere da Oscar; Helena Bonham Carter, perfetta nel delineare tutte le sfumature di Mrs. Lovett, innamorata, gelosa, pratica, spesso il vero motore della storia, quando Sweeney si abbandona all'irrazionalità, senza scrupoli eppure capace di sentimenti d'affetto per il piccolo Toby; lo sgradevolissimo Timothy Spall e il morboso Alan Rickman. Ho adorato le scenografia - premiate davvero con l'Oscar, almeno loro - e i costui, il trucco degli attori e l'uso dei colori; e non posso smettere di cantare le canzoni, non semplici intermezzi come in alcuni musical, ma veri e propri dialoghi cantati, che raccontano la storia e delineano i rapporti tra i personaggi. In particolare, amo la potenza drammatica di My friends, durante la quale Sweeney si rivolge ai suoi rasoi senza ascoltare Mrs. Lovett, che invece indirizza a lui il suo amore; la visionarietà di Epiphany, durante la quale Sweeney rivolge la sua furia contro i cittadini ignari - in una realtà che esiste solo nella sua testa - lacerato a volte dal dolore che ritorna per la perdita di moglie e figlia; e la macabra allegria di A little priest, durante la quale prende corpo l'idea geniale di Mrs. Lovett... Non racconto altro, non voglio rovinarvi la visione: certo è che avrei voglia di vedere e rivedere questo stupendo film, doloroso ed emozionante, pregno e sanguinoso, crudele e triste."


Entrambe le immagini circolano su Facebook.

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Basta non far preparare a Mrs Lovett la torta...

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  2. Oh... ma grazie mille per il link! Hai ragione a sottolineare la potenza drammatica di "My friends". E' qualcosa di davvero unico !

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