venerdì 17 maggio 2013

LabGraal - Native ed eventi al Salone del Libro di Torino

Un sacco di musica, questa settimana, e un sacco di libri ed eventi. Con questo post vi parlo di entrambi: per segnalarvi non solo Native, il nuovissimo album degli storici LabGraal, ma anche un paio di presentazioni che vedono alcuni dei loro membri coinvolti al Salone di Torino. Due eventi a cui non potrò partecipare mannaggialamiseriamaledettiorari, ma che comunque vi riporto, nel caso voi siate in giro per il Lingotto in quei momenti:

- Il giardino dei giunchi. Nel sogno dell'antico Eden sulla soglia del vuoto. Presentazione del volume di Giancarlo Barbadoro, venerdì 17, ore 21, organizzata da Keltia Editrice, Sala Avorio;

- La mitica città di rama. Radici dell'Europa celtica nel Piemonte megalitico. Presentazione del colume di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, sabato 18, ore 20, organizzata sempre da Keltia Editrice, ancora nella Sala Avorio.

Io, come detto, sarò in giro per il Salone il sabato, ma per le otto di sera dovrò già essere altrove; spero comunque di incontrare i LabGraal durante il pomeriggio, anche perché non sono ancora riuscita a vederli suonare, né ho potuto conoscerli di persona, salvo per quanto riguarda uno di loro, ovvero Luca Colarelli (chitarra, backing vocals, bagpipes). Grazie a lui ho avuto il cd cui vi ho accennato prima, Native, uscito da poche settimane dopo una lunga gestazione che, almeno per una piccola parte, ho seguito a distanza nell'ultimo anno (cliccate sul link per saperne di più e ritrovare l'immagine che ho inserito qui sotto).
Di Native trovate un paio di canzoni nella mia playlist del momento, grazie a Spotify. Potrete così avere un assaggio della particolare fusione tra antico e moderno, rock e tradizione celtiche, proposta dalla band. Quello che mi piace di Native, infatti, è l'energia che si sprigiona da ogni brano, che ravviva le sonorità celtiche e le rende attuali. Signora del disco è assolutamente Rosalba Nattero, con la sua voce piena e vibrante, anche se, per il mio gusto, trovo che i passaggi migliori siano quelli dei duetti con Luca Colarelli. Here and now e Matty Groves i miei brani preferiti, Loch Lomond quello da magone (non riesco più ad ascoltarlo senza che il cervello mi parta in loop: Scozia, Scozia, Scozia!...), Witch dance quello più paganeggiante. Tra canzoni originali e arrangiamenti di brani tradizionali, io vi consiglio senz'altro un ascolto. Ed evviva internet, che mi ha permesso di scoprire questa band e, soprattutto, la passione e la profondità delle persone che ne fanno parte.


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