mercoledì 29 maggio 2013

L'incanto di cenere - Laura MacLem

La segnalazione è doverosa, quando pesco un romanzo italiano interessante. L'incanto di cenere è infatti il prodotto di una penna tutta italiana, nonostante il nome in copertina sia Laura MacLem, e il libro esce per Asengard, casa editrice di Vicenza da sempre attenta agli autori nostrani.
Si tratta di uno dei due romanzi che ho voluto accaparrarmi al Salone del Libro, per poterlo avere autografato dall'autrice; in attesa di godermi L'età sottile di Dimitri, next in line nella pila sul mio comodino non appena avrò sbrigato le letture in corso, ho "consumato" L'incanto di cenere in un paio di giorni.
Il romanzo infatti è breve e si può divorare in fretta, ma il gusto che lascia in bocca è duraturo: ed è il sapore della cenere.
Di questi tempi sono frequenti le riletture delle fiabe in chiave "alternativa": che si tratti di modernizzarle, di stravolgerle, di ribaltarle, di vivificarle tramite l'ironia, di rimescolarne gli archetipi per mostrarne l'attualità anche nel terzo millennio. L'operazione investe la letteratura, ma anche cinema e televisione dicono la loro in merito (tralasciamo le due recenti Biancaneve cinematografiche percaritàdelladdea, ma citiamo almeno Once upon a time, la serie di cui vi ho parlato spesso in questo blog). E, a questo punto, avrete intuito a quale fiaba L'incanto di cenere si ispira: Cenerentola.
Ma.
Ma questa volta il punto di vista è quello di Genevieve, la sorellastra maggiore.
Ma questa volta la diafana bellezza di Cenerentola ha un che di molto inquietante.
Ma questa volta i topini non sono affatto graziosi.
Ma questa volta la fata madrina non è una signora paciarotta, smemorata e gentile...

Non dirò altro sulla trama. Posso solo aggiungere che dovete aspettarvi qualcosa di molto più horror rispetto alla versione disneyana della fiaba con cui tutti siamo cresciuti; una scelta che personalmente apprezzo, considerato che i racconti originali, prima che i genitori moderni si convincessero che i bambini debbano crescere in una realtà zuccherosa color rosa confetto, sono parecchio crudeli. Lo stile è piuttosto buono e i numerosissimi riferimenti alla fiaba ispiratrice e al lungometraggio Disney sono inseriti con intelligenza, fino a comporre un quadro completo e armonico; solo a volte paiono superflui o rendono possibile anticipare ciò che accadrà grazie alla conoscenza dei modelli, e anzi, alcune soluzioni sono particolarmente brillanti. Io ho apprezzato in particolare la scena del ballo, anche più del confronto finale.
Insomma, se volete dare una chance al fantastico italiano, try this.

8 commenti:

  1. Sono felice che non abbiano smesso di pubblicare autori italiani. Di Asengard ho 3 buoni libri (e un pacco), ho un po' sofferto quando è stata fagocitata.

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    1. Non tutto quello che ho avuto per le mani di Asengard mi è piaciuto, ma ogni tanto pubblicano delle piccole perle. E per il poco che ho avuto modo di conoscere il titolare, è una persona che apprezzo.

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    2. ... Però a questo punto ti chiedo i titoli cui ti riferisci... XD

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    3. Ti mando una mail, che faccio prima!

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  2. Interessante... credo che l'acquisterò =) tanto finchè non riprendo l'ereader, ho bisogno di milioni di libri al mese. Meglio non fare il conto di quanto mi sta costando....

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  3. Sembra interessante. Nessuno che io sappia aveva mai approfondito la figura delle sorellastre di Cenerentola. Vado a cercarmelo.

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    1. Lo è! L'autrice promette bene, oltre a essere simpaticissima. Sono curiosa di vedere i prossimi.

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