martedì 4 giugno 2013

Alice in Deadland

Alice vive nella Deadland, in India, in una delle tante comunità di sopravvissuti che lottano ogni giorno contro il pericolo dei morti viventi. Quando Alice insegue uno strano zombie con delle orecchie da coniglio addosso, cade in un tunnel sotterraneo e scopre che le voci sono vere: gli zombie o Biters si nascondono in basi sotterranee, vecchi rifugi, fognature. Inseguita e in trappola, Alice si aspetta la morte o, peggio, la non-morte... ma gli zombie si fermano di fronte all'infantile disegno di una ragazza bionda come lei. E quando la portano dalla loro regina, Alice fa un'altra scoperta sorprendente: gli zombie comunicano con i loro ringhi e ululati e non sono affatto così incontrollabili. La loro regina, la dottoressa Protima, è sì una non-morta, ma grazie a un vaccino preso in extremis ha mantenuto la razionalità e la parola. La dottoressa crede in una profezia: Alice li guiderà e permetterà che uomini e zombie convivano pacificamente, oltre a mettere in salvo l'ultima fiala di vaccino e portarla in qualche laboratorio dove produrlo in serie e, chissà, trovare forse un antidoto.
I veri nemici sono i membri del Comitato Centrale, politici, banchieri, potenti del Vecchio Mondo, cinesi ma non solo, che hanno causato il diffondersi del virus che tramuta la gente in zombie e ora vogliono governare sulle rovine del mondo. Braccio armato del Comitato solo le Guardie Rosse, cinesi, e i mercenari dello Zeus, che cooptano giovani indiani per unire i vari insediamenti di sopravvissuti e inviare gente in campi di lavoro dove produrre cibo per la popolazione cinese. Dapprima Alice rifiuta la verità e fugge, ma quando l'insediamento governato da suo padre, ex funzionario americano, rifiuta di collaborare col Comitato e subisce un attacco massiccio, la ragazza guida i sopravvissuti nelle grotte della regina degli zombie. Inizia così la ribellione...

Eviterò di risolvere un post-recensione-opinione con il lapidario, fantozziano giudizio che mi è venuto in mente leggendo. Normalmente, inoltre, preferisco segnalarvi i libri che mi colpiscono positivamente, anziché demolire quelli che mi deludono. Ma mi è stato chiesto un parere, su questo Alice in Deadland, che è germinato in una serie, e già che dovevo scriverne...
Abbiamo di fronte l’ennesima contaminazione «Alice in Wonderland + qualcos’altro»; ultimamente i libri di Carroll vengono rispolverati piuttosto spesso, in un modo o nell'altro. L'idea di mescolare Alice con gli zombie avrebbe anche potuto risultare interessante, se fosse stata trattata in maniera meno risibile, ma la scrittura pessima, l'illogicità di molte scene, le idee grossolane e poco credibili e la ripetitività di fondo affondano il romanzo più in fretta dei missili e delle armi da fuoco dispiegati con abbondanza nel corso della vicenda.
Una volta verificato che gli zombie non sono così feroci e privi di umanità, infatti, il barlume d'interesse del romanzo si disperde in fretta, perché restano una lotta «umani buoni+zombie obbedienti contro i cattivi - anzi, Kattivi - cospiratori assetati di potere» di una banalità disarmante, infarcita di retorica da due soldi.
Il tipo di romanzo che potrebbe salvarsi solo con l’ironia, insomma, della quale, invece, ahimè, non c’è traccia, o quasi. La scrittura mediocre – a livello di ripetizioni e punteggiatura sballata, roba da scuola media – appiattisce anche le scene d’azione, progressivamente meno credibili, e non ci sono nemmeno dialoghi particolarmente brillanti. Siamo nei dintorni di un manuale su come non scrivere, o giù di lì: il punto di vista è ballerino, le descrizioni e il mostrato sono carenti, la protagonista è la solita predestinata «perché sì» (una profezia senza capo né coda, basata sul semplice fatto che la «Regina degli Zombie» trova una copia di Alice nel Paese delle Meraviglie... stupido anche solo a raccontarlo. Avesse trovato una copia del Kamasutra, sarebbe venuta fuori la versione porno di Warm Bodies?), una Mary Sue che tutti i buoni amano e tutti i cattivi odiano. Ci viene ricordato ogni tre per due che Alice è molto più abile a combattere rispetto alla sua età (tanto che un militare grosso il doppio di lei non riesce a farla fuori, già... d'altronde, sono i militari che nemmeno la perquisiscono quando la catturano), e che la vita nella «Deadland» consiste solo nel sopravvivere un altro giorno; e le ripetizioni di concetti già espressi infarciscono le pagine, sia quando si tratta di spiegare quello che il lettore ha già tranquillamente capito da solo perché lo ha appena visto succedere, sia quando si tratta di ribadire che «è difficile accettare che si possa convivere con gli zombie» o altro del genere: eliminando tutto l'inutile si potrebbe tranquillamente dimezzare il libro. L'unico lato "positivo" è che scrittura e storia sono talmente inconsistenti che il libro si legge in fretta, almeno.

Assodato che agli appassionati di zombie un libro del genere può risultare solo irritante, la domanda è: potrebbe piacere almeno ai quindicenni, coetanei della protagonista? Posso solo dire «spero di no», considerato che l'avventura è infarcita di stupidaggini, non c'è humour, non c'è atmosfera, e non c'è nemmeno il consueto romance sdolcinato.
Ecco, forse questo è l'unico lato positivo.

4 commenti:

  1. In realtà purtroppo penso che potrebbe piacere - vendere, anche solo sulla scia della moda degli zombie non cattivi. Buono che perlomeno non ci sia romance, anzi, stupefacente. Ma sarà così nei libri successivi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non lo so e non voglio nemmeno scoprirlo.
      Anche sulla scia della moda si potrebbe sicuramente trovare di meglio. E le ho lette, per curiosità, le opinioni su Amazon: non sono positive. Per fortuna.

      Elimina
  2. Ecco, vedi: volevo leggerlo e mi hai fatto risparmiare un po' di soldi.
    E dire che ero estremamente curioso (anche perché sono un "fan" di Caroll e le opere che si ispirano/parodizzano/estrapolano elementi da lui.)

    Oh beh, vorrà dire che dovrò cercare Alice in Steamland :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alice nel Paese della Vaporità non è al livello di Pan - e mi aspetto che anche il nuovo, L'età sottile, che leggerò presto, sia meglio della suddetta Alice - ma mille volte scelgo Dimitri piuttosto che AiD.

      Elimina