giovedì 27 giugno 2013

Fear is the key

Ci sono paure più o meno razionali e giustificate: avere timore di girare in città di notte da sola non è sciocco,  per esempio, per una ragazza soprattutto, così come provare ansia quando si guida con la nebbia e non si scorge la strada. Poi ci sono quelle paure che variano molto da persona a persona, ma che sono, comunque, tipiche: provare ribrezzo per i ragni o gli insetti, per esempio. Non capita a tutti, ma non stupisce nessuno. Oppure le vertigini quando ci si trova in luoghi alti, o la claustrofobia in ascensore, eccetera. Sono situazioni più o meno quotidiane, che magari rimandano ad archetipi più profondi: la paura di cadere, di essere sepolti vivi, di soffocare e così via.
Poi ci sono timori che sembrano meno giustificati, ma che danno origine a vere e proprie fobie: per esempio, quella dei clown, che anche prima di It di Stephen King affliggeva diverse persone; una l'ho anche conosciuta. Parrebbe sciocca, ridicola addirittura, a chi non la prova; ma io non mi azzarderei mai a ridere di una fobia altrui, per quanto possa sembrarmi bizzarra. Prima di tutto perché le mie paure potrebbero sembrare altrettanto sciocche ad altri; poi perché non è possibile, spesso, conoscere l'origine di una fobia. E, infine, perché non si sa mai cosa può succedere a ridere di fronte al clown sbagliato.

Anch'io ho alcune paure: non sono vere e proprie fobie - per ora non mi è mai capitato di essere così terrorizzata da restare bloccata, da non riuscire a reagire - ma sono paure, punto e basta: alcune cose mi provocano ansia, la sensazione di un lieve tremore, mi fanno venire voglia di scappare, o di raggomitolarmi a bozzolo. Le circostanze di contorno aiutano: essere sola, di notte, con poca luce amplifica queste sensazioni, com'è ovvio, mentre, se mi trovo di giorno con altri amici, è più facile che scrolli le spalle e ci scherzi un po' su.
Un po'.
Si tratta, per lo più, di cose formalmente "normalissime", ma prima o poi dovrò scriverci su qualche storia. Perché, inevitabilmente, la scribacchina che è in me è affascinata dai meccanismi della paura e da tutto quello che è irrazionale, oscuro, strano. Solo che, conoscendomi, ne verrebbero fuori racconti horror con finali tragici, e non vorrei mai evocare qualcosa di brutto con queste parole, anziché esorcizzarlo...

1 - Le bambole. Dai tempi in cui, bambina, vidi per la prima volta Profondo rosso, ovviamente, ma chissà, magari anche da prima? Le bambole, soprattutto quelle di tipo antico, o i veri e propri bambolotti (non, invece, Barbie e affini) le trovo spaventose. Non ne terrei mai in casa, mentre, invece, ho statuine di fate, creature magiche e personaggi di fumetti, film o anime in discreta abbondanza. Sarà per questo che le scene di Lori, in Godbreaker, mi sono piaciute così tanto (no, niente spoiler, ve lo leggete e scoprirete a cosa mi riferisco).

2 - Gli specchi. Sono chiaramente porte per altri mondi. Interiori o esterni. Uso uno specchio tutti i giorni, come tutti, e non mi trasmette ansia truccarmi o spazzolarmi i capelli. Ma... Ma guardarci davvero dentro. Osservare quello che gli specchi mostrano se sai come guardare. Anche se conoscenza è potere, almeno in parte, e sapere ciò che gli specchi racchiudono aiuta a controllare il timore. Ciononostante, meglio averne rispetto.
Se poi entri in una casa con gli specchi coperti, ecco, meglio filare, ma questo è un inciso che non c'entra col potere dell'oggetto in sé.

3 - Il buio. E gli angoli delle stanze in penombra. Si tratta di qualcosa di più forte di me: nel buio c'è qualcosa. Appena al di là dello sguardo c'è qualcosa. Non necessariamente ostile, ma comunque... ignoto. Se devo alzarmi di notte, sono molto rapida nel muovermi e correre di nuovo al sicuro sotto le coperte.

4 - I gatti. Ma come, non li adori?, sento già che chiedete. Certo. Li adoro. Li venero. Proprio per quello so il potere che hanno. Quello di vedere ciò che non vediamo. Un gatto lo vorrei sempre come alleato, mai come nemico... E diciamolo: abbracciarne uno che fa le fusa, quando si sta per dormire, è meraviglioso. Svegliarsi al buio, da sola, e sentirli camminare per la casa fa venire i brividi.

5 - Le profondità. Sarei una pessima speleologa. E tanto adoro nuotare in mare fino a trovarmi sospesa dove non tocco, quanto il pensiero di tutte le altre creature viventi che potrebbero nuotare fino a me, che potrebbero assalirmi mentre sono indifesa, che potrebbero anche solo sfiorarmi... mi spinge in fretta a tornare a riva.

On air:
Iron Maiden, Fear of the dark (e cos'altro sennò?!)

7 commenti:

  1. Eccomi qua. Calamitato dal titolo-citazione che scopro non essere assolutamente casuale. Gli specchi. Come non aver paura degli specchi? È' forse per questo che me ho inserito uno nel nome del mio blog. Quando mi capita di alzarmi la notte, mi trascino in bagno stando ben attento a non incrociare lo sguardo con quello della mia immagine riflessa nello specchio. È' una paura innata che non mi spiego. Temo che la mia immagine possa svincolarsi dal legame con me stesso ed agire autonomamente, che possa guardarmi con occhi che non sono i miei. È stupido? Forse. Ma continuò a non azzardare lo sguardo verso lo specchio, incurante di sembrare stupido.

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    1. Per esperienza ti dico: è meno stupido di quanto credi... *musica inquietante*

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  2. La mia paura dell'altezza è un po' particolare: non ho tanto il terrore di cadere, quanto piuttosto che mi cada qualcosa. Da quando ho smesso di portare gli occhiali, infatti, la mia paura dell'altezza è molto migliorata, meglio ancora se non ho niente in tasca. A volte, quando esco in balcone, preferisco togliere anche orologio e anello.
    @obsidian: c'è un film horror basato esattamente sulla tua paura... "Mirrors", mi sembra che si chiami. Non guardarlo, è meglio! :-)
    Il Moro

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    1. Stai parlando del film con il mitico "Jack Bauer" Sutherland? L'ho già visto, invece. Terrificante. Ma ancora più terrificante l'originale coreano "Into The Mirror" che l'ha ispirato. Non so perché li guardo. Forse per esorcizzare...

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    2. Dovrò vederlo anch'io...

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  3. Guarda, da quando sono riuscito a spaventare a morte (non nel senso che è morta) una cara amica (aracnofobica, ma sul serio) intravedo una maggiore profondità in certe fobie. Anch'io ho le mie paure, alcune più tradizionali, come un lieve disagio con le altezze, altre più... ecco, umane.
    Dei gatti bisogna avere rispetto, soprattutto chi se ne circonda. Gli abitanti di Ulthar annuiscano pure!

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