venerdì 21 giugno 2013

Francesco Dimitri - L'età sottile

Il nuovo romanzo di Francesco Dimitri, L'età sottile, non è un libro facile, e nemmeno usuale. Ma è un libro che possiede lo stesso fascino sotterraneo di un incantesimo: l'ho iniziato con curiosità e l'ho finito in pochi giorni, senza potermene staccare.
Sappiamo tutti che Dimitri viene da quel gioiellino di Pan e dal controverso e, a mio parere, meno riuscito Alice nel Paese delle Vaporità. Anche dopo quest'ultima opera, tuttavia, tra tutti gli autori italiani del genere che ho letto finora (me ne mancano parecchi, lo so... pian piano cerco di recuperare!) Dimitri è rimasto comunque uno dei miei due preferiti, e L'età sottile ha confermato questa mia preferenza. Per alcuni versi, questo è stato per me "il romanzo giusto al momento giusto", ed è una fortuna, perché non credo sia un libro così immediato da essere apprezzato da tutti; o meglio, è senza dubbio una storia che appassiona, ma è anche così ricco di significati, di "strati", di particolari suggestivi, di temi, che forse, senza la disposizione giusta o la giusta sensibilità, non si riesce a percepire davvero la profondità che tocca.

La trama ufficiale: Quando Gregorio incontra la Magia per prima volta ha quattordici anni, e l’infanzia gli sta scivolando di dosso come l’acqua del mare del piccolo paese del Sud dove va in vacanza. La proposta che gli viene fatta va oltre ogni immaginazione, e l’idea di diventare più potente di qualsiasi mortale sembra decisamente allettante… Se Gregorio accetta, però, dovrà nascondere a chiunque la sua nuova vita; dovrà tacere e mentire alla famiglia e agli amici di un tempo; dovrà abbandonare la sua normalità ed entrare in un mondo dove la parola è azione, e le azioni sono al di sopra di ogni giudizio. Un mondo di cambiamento costante, di pericoli mortali, di tradimento, ma dove l’amicizia è più potente della morte…Originale, spiazzante, crudo, onirico e realistico al tempo stesso, dal più talentuoso e visionario autore del fantastico italiano un sorprendente romanzo di formazione che ci ricorda che ogni adolescente è mago, perché vuole conservare il potere dell’infanzia e trasportarlo integro nell’età adulta.


Una cosa che apprezzo sempre, nei romanzi che leggo, e che accomuna Dimitri al Tarenzi di Godbreaker, è la costruzione di personaggi credibili, umani, al punto che i protagonisti non sono necessariamente "positivi", o quanto meno non in tutto e per tutto. Come in Godbreaker non è facile decidere per chi tifare tra Liàthan e Edwin (e forse l'unica risposta è tifare per la terza parte in causa, Molly), così nell'Età sottile il protagonista, Gregorio, si trova spesso a prendere decisioni difficili e non sempre segue la morale più scontata. Gregorio narra in prima persona, a distanza di anni, così che sovente interviene commentando le proprie scelte, anticipando le conseguenze dei propri sbagli, spiegandone le motivazioni - non per giustificarsi, quanto per consentire al lettore di comprendere le sue decisioni e, allo stesso tempo, riflettervi. Quasi subito, questo tipo di narratore mi ha ricordato l'Odisseo che narra le proprie avventure ai Feaci, disperandosi per gli sbagli commessi, che hanno provocato la morte dei compagni.
E, in fondo, anche quello di Gregorio è un viaggio. Un'iniziazione come mago, intrecciata al percorso difficile, meraviglioso, crudele di un adolescente che diventa adulto. La magia, qui, non è quella di Harry Potter: niente effetti speciali - o quanto meno non quelli più "facili" e fiabeschi da film hollywoodiano... -, ma il potere della Volontà e dell'Immaginazione. L'argomento è trattato con chiarezza, ma senza semplicismi: è palese in ogni riga che Dimitri racconta e descrive ciò che conosce benissimo, la magia com'è concepita da chi oggi la pratica davvero. Non mancano brevi accenni agli Aspetti, che ritornano sempre nei libri di questo autore, la Carne, l'Incanto e il Sogno, così come non mancano riferimenti a quanto narrato in Pan o al personaggio ricorrente di Dagon (ma lascio ai fan il compito di scoprire tutte le strizzatine d'occhio). E anche il tema dell'adolescenza, quell'età sottile del titolo, su cui ormai si è scritto/detto/visto di tutto, è trattato in modo niente affatto banale. Così come è risultato particolarmente vivido, per me, il punto in cui uno dei personaggi, una ragazza (niente nomi, niente spoiler, tranquilli), descrive le percosse subite dal fidanzato: nulla di esagerato, ma proprio per questo qualcosa di molto realistico. Il meccanismo che la fa resistere le prime volte, le scuse del fidanzato che inducono lei a perdonare, inizialmente... Be', a me hanno dato i brividi, perché è proprio così che accade. E quando ti immergi in un romanzo a tal punto che scordi di avere per le mani una storia inventata, direi che l'obiettivo è centrato.
Sulla scrittura in sé, poi, c'è poco da dire: Dimitri ha talento, punto e basta. Se fosse questa la media degli autori fantasy italiani... A parte alcuni punti un filino prolissi o ripetitivi - ma davvero si parla di "un filino" - non trovo particolari critiche da muovere al libro. L'età sottile mi ha incantata: ti entra dentro senza fretta e non ti permette più di uscirne.

Qui potete leggere le parole dello stesso Dimitri in merito al libro, qui sull'adolescenza, mentre qui l'autore discute sulla scrittura. E dice qualcosa su cui concordo in pieno: Il lavoro dello scrittore consiste nel 'trovare' il modo in cui quella storia va; non nel costruirlo. Non devi decidere che cosa far succedere nel mondo della storia, ma scoprire che cosa succede davvero da quelle parti.
È il motivo per cui non uso scaletta: la sento come una forzatura.

6 commenti:

  1. Pan mi è piaicuto veramente molto, Alice ce l'ho, ancora non l'ho letto ma non sei la prim che sento parlarne male. Questo, invece, sembra più interessante. Grazie per la segnalazione!
    Il Moro

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    1. Alice è comunque meglio di molto altro fantasy nostrano che ho letto, ma per me è diverse spanne sotto Pan e L'età sottile. Mi manca La ragazza dei miei sogni, che prima o poi leggerò.
      Grazie a te per il commento!

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  2. Di Dimitri in realtà ho letto solo il racconto contenuto in Sanctuary (l'altro che mi era piaciuto un po' di più). Avevo intenzione prima o poi di leggere Pan, dato che da più parti ne parlano bene, ma anche questo sembra interessante. Insomma, uno dei due finisce in wishlist.

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    1. Forse per cominciare ti consiglierei Pan, ma anche questo merita. Io li metterei in lista entrambi ^___^

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  3. letto pure io. notevole.

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