martedì 11 giugno 2013

J.L. Witterick - My mother's secret

Assonnatissima reduce dal concerto dei Paramore di ieri sera (domani post, foto, video e quant'altro), oggi vi segnalo un altro libro letto di recente. In inglese, ma spero che possa arrivare anche da noi nei prossimi mesi, quindi, nel caso, ricordatevene.

La trama: quando i genitori si separano, Helena si trasferisce dalla Germania a un piccolo villaggio polacco insieme alla madre Franciszka e al fratello. La loro vita semplice ma serena cambia con l'invasione tedesca; sopravvivere è sempre più arduo e nel paese si diffondono il sospetto, la paura, la violenza. Helena è anche costretta a separarsi dall'amato Casmir, che deve raggiungere il padre malato in Germania: nonostante lui le chieda di seguirlo, lei non può abbandonare la madre. Soprattutto ora che la donna, Franciszka, nasconde due famiglie ebree e un soldato tedesco disertore, all'insaputa gli uni degli altri.
Helena e sua madre devono inventarsi di tutto per impedire che i vicini si accorgano della verità e racimolare abbastanza cibo per tutte, perfino invitare a cena il comandante nazista e passare per collaborazioniste...

My mother's secret è un libro breve, che si legge in fretta sia per lo stile semplice e immediato – quattro narratori in prima persona per cinque sezioni, con Helena, figlia della protagonista, che ricorre due volte, nella prima e nell'ultima parte – sia per il coinvolgimento che suscitano le vicende narrate. Oltre a quella di Helena e Franciszka, leggiamo di Borak, che, insieme alla moglie, la cognata e il figlio, fugge dal ghetto dopo aver perso il fratello, Dawid, e la figlia neonata; di Mikolaj, figlio di uno stimato dottore licenziato dall'ospedale dove operava; e di Vilhelm, giovane soldato, che non ha mai voluto uccidere nessuno e che si finge morto pur di non essere mandato in Russia e poter tornare, un giorno, dalla nonna che lo aspetta alla fattoria nel nord della Germania dov'è cresciuto, felice, nella natura.
Le voci dei quattro narratori compongono un quadro dove i dettagli si compongono in una rete di richiami (per esempio, il vestito che Helena usa al colloquio di lavoro è stato donato a sua madre dalla moglie di una delle famiglie che anni dopo aiuterà; il soldato che finge di non vedere Bronek in fuga dal ghetto è lo stesso che si nasconderà presso Franciszka, proprio come Bronek stesso; e così via). Nonostante lo stile sia forse fin troppo pacato – gli atti di violenza restano per lo più «dietro le quinte», i narratori non mostrano sentimenti di odio o rabbia nei confronti dei persecutori, quanto amore, dedizione, affetto, paura e desiderio di lottare senza perdere la speranza – la figura di Franciszka, vista attraverso gli occhi della figlia, che la prende a esempio, o di alcune delle persone che aiuta, emerge con forza per il coraggio, l'astuzia e la praticità, l'incrollabile spinta a compiere ciò che è giusto nonostante i pericoli. Tanto più che la storia è ispirata a fatti realmente accaduti e a una Franciszka e una Helena reali.

L'ambientazione è ben ricreata, attraverso dettagli vividi, così che è facile ritrovarsi immersi nella vita del piccolo villaggio di Sokal, respirarne l'aria, apprenderne le abitudini, quando si segue Helena che, prima della guerra, trova lavoro, la sua relazione con Casmir spesso lontano, il progressivo peggiorare delle condizioni degli ebrei. Il soldato tedesco Vilhelm, poi, che diserta per non essere inviato in Russia e desidera solo tornare alla semplice vita della sua fattoria, evita la facile schematizzazione che spesso riduce i tedeschi a un indistinto gruppo di «cattivi» capaci solo di efferatezze, e allo stesso tempo fa risaltare ancora di più l'altruismo della protagonista, che aiuta chiunque abbia bisogno senza distinzioni. Helena, la narratrice principale, è una giovane donna innamorata, una ragazza con dubbi, paure e fragilità molto umane, ma risoluta a seguire l'esempio della madre e fare la cosa giusta. Visti i temi non è scontato dirlo, ma, per fortuna, il libro non risulta eccessivamente retorico né melenso o melodrammatico.
Spesso è una frase fatta, ma in questo caso credo che sia vero: My mother's secret è una lettura che può piacere tanto ai ragazzi quanto gli adulti.

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