giovedì 6 giugno 2013

Luca Tarenzi - Godbreaker - da oggi in libreria

Luca Tarenzi è un mio amico. Lo scrivo subito - e, d'altronde, non è la prima volta che mi capita di parlarne - perché così potete saltare la parte di "ecco i soliti amykettismi tra autori fantasy italiani che si segnalano a vicenda e bla bla bla". Vero, lo conosco, lo stimavo come autore prima di incontrarlo e lo stimo mille volte di più come persona adesso, perciò non rompetemi le scatole e se non vi va di leggere oltre, padronissimi. Di autori fantasy italiani, peraltro, ne conosco a bizzeffe e ne ho letti diversi, noti e meno noti, ma né amicizia né convenienza mi hanno mai spinto a consigliare pubblicamente romanzi che non consideravo ben riusciti. E questa "recensione" è una doverosa, meritatissima "segnalazione" che va al di là dei rapporti personali.

La pubblico oggi, data di uscita, perché io il romanzo l'ho letto quand'era ancora in formato file (sì, invidiatemi. E sono pure nei ringraziamenti finali, gné gné gné) e, quindi, sto scrivendo queste righe con un paio di mesi di anticipo. Aspettavo di leggerlo da tempo - le prime chiacchierate in cui Luca mi anticipava l'idea per questa storia risalgono a fine 2010 - perché sapevo che, in queste pagine, avrei trovato una storia più ricca, più ironica, più sfrenata rispetto a Quando il diavolo ti accarezza o Le due lune. L'universo di riferimento è lo stesso (tant'è che, come nel Diavolo comparivano per un cameo Ivan e Veronica delle Lune, qui compaiono Arioch e Lena).

La trama ufficiale: "Gli dei esistono. Camminano in mezzo a noi, vivono dentro e fuori la realtà di tutti i giorni, hanno macchine, uffici, soldi... Ma non tutti. Alcuni stanno morendo, travolti dalla perdita di tutti i loro seguaci; altri combattono una lotta spietata per tenersi il proprio posto nel mondo, usando tutti i loro poteri per conquistarsi l'agiatezza e agire in incognito. Ma un giorno uno di loro, Liathàn, si ritrova coinvolto in una sfida: un ragazzo, giovane e apparentemente potentissimo, è sulle sue tracce, e non si fermerà finché non sarà riuscito ad annientarlo. Chi è questo giovane? Edwin - questo è il nome del ragazzo - mostrerà di essere un nemico estremamente pericoloso, in cerca di una vendetta i cui motivi Liàthan ignora del tutto. Un anno esatto durerà la sfida, e se al termine Liàthan non sarà riuscito a fermare il suo avversario morirà, inesorabilmente e senza che niente possa impedirlo."

Per come sono fatta io, già solo l'inizio mi ha fatta andare in solluchero, con la sfida che ricorda quella di Gawain e il Cavaliere Verde, esplicitamente nominati. Se poi aggiungete un trio di divinità che, insieme, si bilanciano alla perfezione - Liàthan cazzaro e impulsivo, tanto che lo vedrei bene a sbronzarsi una sera al pub con uno dei miei personaggi che conoscerete fra un po', Naire taciturno e serio, e il mio preferito in assoluto, il vichingone Siaghal -, una mitologia solida e coerente, costruita grazie a una profonda conoscenza di folklore, leggende, religioni, l'unione di elementi della tradizione e creazioni originali, e la mescolanza di ironia e momenti drammatici, è solo ovvio che adori questo romanzo. Insomma, Luca mi cita anche la piota vagante (quella di Froud e Lee in Fate. Cioè, quanti si ricordano della piota vagante? Io, lui e altre dieci persone, probabilmente. E se volete scoprire di che si tratta, leggete il romanzo). I nerd si divertiranno a ritrovare le atmosfere e il gusto dei telefilm preferiti o dei romanzi cult (penso alla testa di Bran, che all'istante mi ha fatto venire in mente la Faccia di Boe, o alla spedizione contro il Bogeyman, disturbante e disgustoso, che ricorda un'altra missione simile e un altro mostro che terrorizza i bambini... lascio a voi il compito di riconoscere quale).
Io ho apprezzato in particolare la visionarietà di alcune scene - il confronto finale, sul quale ovviamente non svelerò nulla, o gli effetti della presenza del Re Fungo sulla Terra... quite creepy - e la varietà delle ambientazioni: Milano, Londra, Amsterdam, tutte e tre ricostruite con cura e vividezza, tutte e tre più ricche di quello che appare agli sguardi distratti di chi ci abita. E se all'inizio dei e semidei rubano la scena, progressivamente emerge la figura del tutto umana di Molly, prostituta del Red Light District di Amsterdam, fragile, impaurita, e tuttavia decisa a tenere testa alle divinità e a fare la cosa giusta nonostante i pericoli.
Insomma, è questo il fantasy che vorrei leggere più spesso in Italia. Con la forza e l'immaginazione di un Neil Gaiman. Con ironia e gusto dell'avventura, mi verrebbe da dire come in Hellboy, perché una buona storia deve prima di tutto appassionare, travolgere, non farti staccare dalle pagine. Con una storia d'amore che non sia banale, che sia intensa senza essere l'unico centro della storia.
Leggendo Godbreaker mi sono meravigliata, mi sono divertita, ho scoperto personaggi e vicende nuove, e allo stesso tempo ho avuto la rassicurante sensazione che tutto fosse esattamente come doveva essere e tutto fosse più ricco di quel che appariva in superficie. Cosa che capita, se ci pensate, con gli archetipi, con le fiabe, con i miti. Con tutte quelle storie, insomma, che sono sempre nuove anche quando sono vecchie di millenni, quelle storie che troviamo in mille varianti e allo stesso tempo hanno uno scheletro riconoscibile; storie così solide che non smettono mai di funzionare. Forse è così che bisognerebbe concepire il fantastico, e che il fantastico dovrebbe entrare nel nostro mondo e nei nostri romanzi, per raccontare quello che siamo e insieme quello che eravamo.

Sulla pagina Facebook del romanzo scoprite come vincere Lucca Comics.
La bellissima copertina è di Davide Nadalin. E poi, diciamolo: è figo anche il retro ^___^

2 commenti:

  1. Come ti raccontavo, ho già avuto modo di conoscere Tarenzi. Se mi capiterà fra le mani, non escludo di leggiucchiarlo e magari piazzarlo in coda di lettura. Le premesse ci sono, tant'è che io adoro Amsterdam - e già ci vedo più di quanto vede il 99% dei turisti.

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    1. Poi fammi sapere se ti è piaciuto ^^

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