mercoledì 12 giugno 2013

Paramore - 10 giugno 2013, Ippodromo del Galoppo - Milano

Gradito ritorno in Italia per i Paramore, reduci dal quarto disco, self titled, e da un periodo travagliato dovuto all'abbandono di due dei membri storici, Josh e Zac Farro (chitarra e batteria), dopo il successo di Brand new eyes. Il gruppo è andato avanti, con la frontgirl Hayley Williams, la cui voce, l'energia e il look con chioma rossa sono il marchio di fabbrica della band, il bassista Jeremy Davis, simpaticissimo animale da palco, e il chitarrista ritmico Taylor York.

Dopo una mezzoretta di band di supporto, i Dutch Uncles, che non mi hanno particolarmente impressionato, il cielo estivo comincia a farsi scuro. Tempo perfetto: non fa caldo, ma si può stare tranquillamente in maglietta, e non ci sono zanzare a rompere le scatole.
L'inizio dello show è atipico: non botti e opener travolgente, ma Interlude: Moving on, che ha quasi un sapore programmatico, considerati i cambiamenti recenti della band e certi accenni di Hayley alla fedeltà dei fan che li supportano e consentono loro di fare la musica che vogliono. Subito dopo, spazio a luci, corse e cori, con un mix di pezzi vecchi e nuovi. Da For a pessimist, I'm pretty optimistic alla famosa Decode, dal nuovo singolo Now (qui il videoclip) alla ballad The only exception, dalla canzone che apre il nuovo album, Fast in my car, all'altro singolo (molto più easy rispetto a Now, ma con un buon tiro live) Still into you (video anche qui), dall'irrinunciabile Ignorance a Whoa, fatta apposta per far cantare il pubblico. Nell'audience abbondano i teenager, con conseguente folla di genitori in attesa di recuperare i pargoli, all'uscita, una massa di persone vecchie - vecchie negli sguardi, non all'anagrafe - che mi ha fatto un po' rabbrividire. Evviva i genitori che lasciano andare i figli ai concerti, non fraintendetemi; quello che mi ha lasciato perplessa erano gli sguardi seccati, la noia, gli sbuffi di alcuni - ribadisco, alcuni - di quei parenti. Avrei preferito vederli gioire con i figli che arrivavano pieni di luce negli occhi e con sorrisi grandi così. Un gruppetto di ragazzi dalle prime file vengono a un certo punto sono anche stati chiamati sul palco (abbracci, scene semi-isteriche e lacrimucce).
La festa coinvolge, insomma, e lo show è di quelli perfetti per sentirsi spensierati per un'oretta e mezza. Già, qualche canzone in più sarebbe stata gradita: una delle migliori, Brick by boring brick, arriva come brano di chiusura dopo che, come di consueto, la band ha finto di andarsene, ma subito dopo la fine dello show risulta quasi brusca. Almeno qualche altro pezzo da Brand new eyes ci sarebbe stato bene.
Dettagli, comunque. I Paramore, sul palco, mostrano di divertirsi, e se tutti gli occhi sono su Hayley che gestisce il gioco, è il bassista Jeremy a dare spettacolo con salti, adrenalina, sorrisi, saluti; e il pubblico risponde più che bene.

Qui le foto che ho scattato. Qui qualche video (qualità audio terrificante, lo so, ma sono presi con una macchinetta fotografica, abbiate pazienza!)

Un grazie speciale ad Alessandro Fusco e a Giulia per la compagnia, l'entusiasmo e il passaggio a casa! Qui vedete i video di Alessandro, molto migliori dei miei ^^''

A questo link potete trovare la setlist completa (evviva i siti che le pubblicano subito dopo gli show, salvandomi dai miei proverbiali buchi di memoria, ed evitandomi le un tempo abituali scene tipo "Dunque, hanno aperto con questa, ma poi cos'hanno fatto?... Questa o quest'altra? E cosa c'era subito prima di quest'altra ancora? Damn!").


7 commenti:

  1. grandi paramore!

    e abbasso i genitori! :)

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    1. Non tutti, dai ^^ Solo quelli vecchi dentro. L'età del corpo non c'entra niente con quella dello spirito!

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  2. C'era mia sorella, che l'hai vista?XD

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    1. Era una di quelle tinte di rosso? XD (Uno sproposito di gente)

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  3. Ahaha, ho una digitale che fa meglio i video che le foto da sempre XD

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    1. Quando mi toccherà comprarne una la prenderò a prova di concerto XD

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