mercoledì 31 luglio 2013

Melvin Burgess - The hit

Oggi segnalo un romanzo che ho letto un po' di tempo fa - e di cui mi ero clamorosamente dimenticata di parlarvi. Interesserà soprattutto chi ama pescare romanzi in lingua originale*, perché al momento non mi risulta pubblicato da noi, anche se spero che prima o poi possa arrivare. L'autore, Melvin Burgess, ha già numerosi romanzi all'attivo, anche in Italia, pertanto chissà.
Il libro si intitola The Hit (Chicken House 2013), ed è un distopico/YA ambientato a Londra. Normalmente diffido sia degli Young Adult sia dei distopici, entrambi sfruttati ormai allo spasimo e spesso ridotti alla banalità più annacquata poiché "di moda". Perciò, quando ne trovo uno che merita di essere letto, evviva!

La trama: a diciassette anni, la vita di Adam è distrutta. Abbandonato dalla sua ragazza, costretto a lasciare la scuola per mantenere la famiglia, decide di assumere la droga di cui tutti parlano: Death, la pillola che dona una settimana di straordinaria energia ed eccitamento... per poi uccidere. Cosa fare durante gli ultimi sette giorni di vita?

La lettura è stata piacevole e capace di mantenere vivo l'interesse dall'inizio alla fine. Qualche piccola sbavatura nella scrittura – con il punto di vista che a volte rimbalza un po' troppo spesso da una testa all'altra e causa a volte un po' di disorientamento – non inficia un romanzo che è sì «young adult», ma ha il coraggio di affrontare temi scomodi come il suicidio, le ingiustizie sociali, le responsabilità delle classi abbienti e la crisi economica, senza tuttavia indulgere in facili «lezioncine». La storia è ben gestita, cattura subito l'attenzione con l'attesa per la «morte sotto le luci dei riflettori» del musicista Jimmy Earle, che ha assunto la droga "Death", e il ritmo è mantenuto sembra abbastanza alto, i numerosi fili vengono intrecciati con una certa efficacia.

L'autore non risparmia ai suoi personaggi lo scontro con una realtà tutt'altro che edulcorata – non mancano scene di violenza – e i sentimenti di Adam, la sua ragazza Lizzie, il fratello Jess, la loro paura, la sofferenza che provano nei diversi momenti della storia risultano vividi e coinvolgenti. The Hit affonda salde radici nella realtà contemporanea con la crisi che tanti, giovani e meno giovani, sperimentano, e ha il pregio di farlo grazie a personaggi tutt'altro che cliché. Non eroi designati dai grandi poteri, ma ragazzi confusi, costretti per la prima volta ad andare oltre i piccoli problemi personali e l'egoismo tipico dell'adolescenza che vuole conquistare il mondo ma ancora non sa assumersi le proprie responsabilità, per affrontare crudeltà, cinismo, morte – prima con incoscienza e ribellione, poi con paura e disperazione, e infine con il coraggio di rischiare non per se stessi, ma per gli altri.

Adam e Lizzie, infatti, sono credibili, non privi dei difetti, dei capricci e degli eccessi di autocompatimento tipici dei diciassettenni, ma non risultano stereotipati (e nemmeno irritanti per il lettore adulto, come, purtroppo, a volte capita). Gli errori che commettono per tutta la storia sono ugualmente credibili, così come sono comprensibili i numerosi momenti di tentazione ad arrendersi, a pensare solo a se stessi, e perciò tanto più coinvolgente risulta la scelta di entrambi di aggrapparsi con coraggio al poco di vita che resta loro. La loro relazione, minacciata prima dalla differenza sociale – lei ricca e circondata da amici e parenti che disprezzano senza vergogna i ceti sociali inferiori, lui povero e, per quanto sinceramente affezionato a Lizzie, così disperato da non farsi scrupoli a pensare che metterla incinta sia la sua unica possibilità di sfuggire a una vita di miseria – e poi dagli effetti della droga e dall'intervento dei gangster che ne gestiscono lo spaccio, ha una dinamica tormentata ma senza eccessi da telenovela (graziealladdea).
Riuscito anche Jess, ribelle parte del gruppo rivoluzionario degli Zealots, il fratello maggiore di Adam, così devoto alla causa da staccarsi in modo traumatico dalla famiglia e perseguire un piano che dovrebbe portarlo a sacrificarsi in una manifestazione pubblica. Lacerato dall'amore per i genitori e il fratello e dal suo «dovere di soldato», anche per lui arriva nel romanzo il momento di compiere una scelta tra ideali, famiglia, egoismo...

Non mancano i personaggi negativi, un gruppo di gangster che sposta l'attenzione dal dramma di Adam a una vicenda più avventurosa e meno originale, con qualche scena rocambolesca e qualche complicazione di troppo. Resta comunque il fatto che l'idea e i protagonisti funzionano, e, pur senza aspettarvi il capolavoro, potreste dare a The hit una chance senza pentirvi.

* perché un sacco di roba ghiotta in Italia non arriva. Sì.
Triste.

Nessun commento:

Posta un commento