mercoledì 3 luglio 2013

Vedo la gente morta (e ci scrivo storie)

La reazione di quasi tutti quelli che sono venuti a trovarmi, e imboccano i due piani di scale che portano al mio pianerottolo, è "ma che bello questo palazzo!" Perché si tratta di un edificio molto vecchio, nel centro di Novara, con una prima rampa ampia, e una seconda più stretta, che si inerpicano tra mura un po' scrostate non prive di un certo fascino.
La mia risposta, in automatico, è "Sembra l'ambiente adatto per un film di Dario Argento*. Vedi quella lampada di ferro, con quegli spuntoni?" proseguo poi tutta contenta. "Mi immagino un personaggio che cade dall'alto e muore infilzato lì!"
Incomprensibilmente, la reazione del mio interlocutore medio è uno sguardo stranito. "Che pensieri allegri" ha commentato mia cugina una volta.

False

Tutto ciò si accompagna ai classici "sei strana. Come ti vengono queste idee?" pronunciato con espressione perplessa mista a incomprensione in stile "mah, i giovani d'oggi!" Cose, insomma, che mi son già sentita dire un sacco di volte.
Ma vorrei rassicurarvi. Non c'è nulla di inquietante se, quando passo vicino a una chiesa, io mi vedo massacri, demoni, angeli armati. O se gli aneddoti insoliti su veleni o animali killer, che ogni tanto circolano su internet, mi lanciano a immaginare trame di racconti sanguinosi. O se passo le mezzore a discutere con Luca Tarenzi sugli effetti di determinate ferite, dove colpire per uccidere e dove invece solo per menomare o per indebolire temporaneamente. O se i luoghi in apparenza più innocenti mi ispirano scene cruente come quella che vi ho descritto più sopra. Dev'esserci una valvola tarata su questo tipo di fantasie macabre, nella mia testa; ma non solo, ci sono anche valvole tarate su "il personaggio X farebbe questo, il personaggio Y commenterebbe quest'altro", oppure tarate su "e se?..." e così via. Ma, davvero, tranquilli: è tutto normale. Potete fidarvi. Non dico che sia facile accettare che mentre vi sto ascoltando forse la mia mente potrebbe in realtà essersi momentaneamente distratta a inseguire una possibile scena per una futura storia che magari potrei scrivere un giorno... Ma, come si dice, take me as I am. Nessuno ha detto che non occorra pazienza, quando si ha a che fare con gli scribacchini. O che sia sempre rassicurante. Non è rassicurante scrivere, figuriamoci se lo è, per chi non ha idea di cosa significhi farlo, frequentare gente che sarà sempre, per una larga fetta della sua giornata, irraggiungibile Altrove.

* Quando Dario Argento faceva ancora film, intendo.

4 commenti:

  1. Ecco, non c'entra niente... Ma lo sai che io di ferite, botte & menomazioni ne so poco o zero? ^^

    (In compenso anche a me talvolta partono le proiezioni di "brutte cose" che non augurerei al prossimo!)

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  2. Neanch'io le auguro al prossimo. Ma ai personaggi sì *muahuahuah*

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  3. Sembra la storia della mia vita. Per non parlare di quelli che ti chiedono che musica ascolti e si sentono rispondere "metal". Ti guardano con occhi ripugnati, celano malamente il loro disprezzo e ti buttano lì la solita frase "ma cosa ci trovi?"
    Cosa ci trovate voi ad ascoltare i Moda' o Emma Marrone, dico io?
    Ma è inutile. Forse qualcuno un giorno ha fatto sentire loro dieci secondi di Pantera e da quel momento il metal si può riassumere in quei soli dieci secondi di Pantera.
    Ma il metal non è solo Pantera e....
    Vabbe''.... Ma cosa lo dico a fare?

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    1. Eh, come ti capisco, bro... E i "ma è tutta uguale", "ma non ha armonia", "ma è solo rumore"? Sarà tutta diversa, piena d'armonia, melodiosa la tunz tunz.

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