martedì 20 agosto 2013

... And another journey starts...

yes. it reminds me I have to finish writing something that got started long timeIeri, 19 agosto 2013, ho finito la prima stesura di M.

Di sicuro è il romanzo dalla first draft più travagliata che ho completato finora, (no, quello più travagliato in assoluto è un altro, e nell'arco di tre anni sta passando attraverso talmente tanti editing, revisioni e stravolgimenti che prima potrò smettere di pensarci meglio sarà). M. ha avuto poco meno di un anno e mezzo di elaborazione per la trama, dalla primissima idea all'inizio della stesura (inizio 2011-metà 2012 circa). Poco più di un anno per la stesura (metà 2012-agosto 2013). Totale, più o meno due anni e mezzo. Non dedicati solo a questo, certo: nel frattempo ho scritto racconti, ho rivisto ed editato svariate volte altri due libri, e ho fatto una quantità spropositata di altre cose. Ma, ecco, la sensazione di concludere un romanzo - un progetto lungo, una storia complessa - mi mancava dal 2011.
Ci si sente svuotati, poi.
Era con me Socia Ale, in questi giorni. Giorni meravigliosi, e straordinariamente produttivi nonostante il tempo dedicato a chiacchierare, passeggiare, vedere posti, guardare film eccetera; perché quando poi ciascuna si metteva alla sua scrivania, il lavoro e la scrittura filavano alla perfezione.
"Come procede il massacro?"
"Bene! Stanno soffrendo tutti tantissimo! E i tuoi personaggi come stanno?"
Tipico dialogo urlato da una stanza all'altra in questi giorni. E riderci sopra, confrontarsi, raccontarsi le storie aiuta davvero tantissimo, come brainstorming, come antistress, come iniezione di fiducia ed entusiasmo.
Perciò, ieri, quando ho annunciato "ok. Ho finito", Socia Ale era qui ad abbracciarmi. E lei e l'amico che poi mi ha sopportato in serata si sono sorbiti i miei sorrisi increduli, la mia sensazione di galleggiamento, alternata a improvvisi sprazzi di "ohmmiaddea però quella parte è orrenda" e "ohccavoli adesso però devo farlo leggere!", ri-alternati a subitanei "però accidenti, non ci credo!" e a tentativi del mio cervello di settarsi sul consueto binario "ok, fai questo e quest'altro, poi apri il file di M. e vai avanti... Ah, no: HAI FINITO". Si svolazza come palloncini, alla fine di un lungo romanzo, incerti sulla direzione, di umore mutevole a seconda di dove ti spinge il vento, un po' euforici e un po' sbigottiti.

I seriously do that all the time. Only ever finished writing two of my books.Ho di sicuro mille difetti, come scribacchina, e mille cose da imparare, ma almeno una dote ce l'ho: arrivo in fondo ai progetti. Lo scoglio contro cui cozzano tanti aspiranti, concludere la storia, l'ho sempre evitato, da quando ho iniziato a scrivere in modo serio e continuativo. Ci metto mesi, un annetto anche, ma il romanzo lo concludo, se sento che ne vale la pena. Finora ne ho un paio interrotti, ma per motivi diversi, riassumibili in "non era il loro momento", e sono entrambi i prossimi della lista, da riprendere da capo e concludere. Uno non aveva un adeguato antagonista, perciò il meccanismo che avevo costruito, e che mi piaceva e mi piace ancora parecchio, si arenava a circa due terzi; ma, ora, l'antagonista giusto è arrivato, oh, yeah... L'altro era troppo complesso, troppo complicato per le mie forze, quando ho avuto la prima idea, nel 2009; e nonostante la maggiore esperienza che ho oggi, rappresenta ancora una sfida enorme - sia per il rischio che la trama risulti dispersiva, poiché troppo ricca, sia per l'ambientazione, che stavolta è storica e rappresenta quindi per me un terreno nuovo, tutto da esplorare.

Ma ci sarà tempo per loro. Prima devo ritrovare le energie, svuotare la mente con un pochino di vacanza dalla scrittura - almeno da quella, perché per il resto giorni di pieno relax ne ho avuti pochini davvero e non so se ho riempito abbastanza il serbatoio di benzina...* Poi, avrò da affrontare ancora un'ultima fase di editing cercando di resistere allo sfinimento. Il tutto, ovviamente, incastrato agli impegni "normali"...
Nel momento che sto vivendo, scrivere è una parte del mio lavoro, la quale richiederebbe un tempo pieno che non posso però dedicarle; perciò tra un lavoro e un impegno, un romanzo e una fatica, ecco che quello da rosicchiare è il tempo del relax e del riposo, ovviamente, per riuscire a far stare tutto quanto nelle limitate ventiquattr'ore di una giornata. I'll sleep when I'm dead, eccetera, e vedremo come andranno le cose. Certo è che se non avessi avuto queste ultime tre settimane un pochino più libere, non sarei riuscita a ritrovare i miei ritmi***, rileggere tutto M., correggere e aggiungere, e finalmente portare a casa anche il finale. Perché, ehggià, da riposati ci si concentra meglio e si lavora di più, perciò, a questo scopo, servirebbe dormire di più, ma se non sfrutto la sera non riesco a tenere il ritmo, quindi dormo di meno, e a quel punto faccio più fatica e ci metto di più... ecc ecc. Perciò, ok, cercherò di spezzare questo circolo vizioso prima che si riformi.

Ora però tregua. Tregua per il mio cervello bollito, che avrà mille lavori e preoccupazioni e pensieri, ma, almeno per un pochino, non avrà l'assillo del "romanzo da finire". Ora tocca al cuore fare gli straordinari: ogni volta che mi viene in mente che i miei attuali Due Betalettori + Lettrice Sperimentale**** hanno già per le mani il testo di M., mi parte una scarica di adrenalina e arrossisco da pazzi. Vedrò se qualche altra Betalettrice pietosa vorrà unirsi al gruppetto e, all'arrivo dei responsi, ci starà una rilettura. Prima che M. intraprenda la sua strada: la prima tappa ce l'ha già fissata. E sarà una tappa importante.
E, in autunno, si inizia il romanzo nuovo...
Fight!

* Sì, farò la brava, dormirò di più. Ok.**
   ** Questo è a beneficio degli amici che mi minacciano di metaforiche (mica tanto) mazzate in testa pur di farmi dormire. Sgrunt.
*** Riassumibili in una parola: notturni.
**** Non è un lavoro facile neanche quello del Betalettore. Sono tutti santi & martiri persone di cui mi fido, ognuna con le sue caratteristiche e le sue doti, ognuna professionale e mia "collega", che mi garantiscono di ricevere un adeguato quantitativo di pareri utili e ad ampio spettro. Le rarissime, meravigliosi incarnazioni della figura di "amici ma anche lettori di fiducia", per i quali non temo il pericolo del "ma sì, è tutto figo" a prescindere, che è il rischio principale quando si passano storie a parenti, conoscenti e così via. Ci vogliono anni per trovare questo tipo di lettori, e meno male che ci sono ^^

On air (e anche nel post precedente):
Blind Guardian, And the story ends
30 Seconds To Mars, Up in the air

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