giovedì 15 agosto 2013

... And the story (almost) ends

Ohibò. Non aggiorno il blog da un tantino di tempo.
A mia discolpa: sto vivendo quei rari periodi in cui scrivo e me ne posso sbattere di tutto il resto. Ho ripreso il mio ciclo vitale naturale - a letto alle quattro di notte e sveglia tardi - e tra una tazza di caffè e l'altra sto scrivendo.
Sto scrivendo.

Per la precisione, M. si avvia alla conclusione. Ed è una sensazione strana, un po' perché questo romanzo ha avuto una lavorazione travagliatissima, come vi ho detto qua e là, e il finale in realtà c'è già - a mano su svariate pagine di notes fitte di calligrafia incomprensibile - ma il romanzo sarà per me concluso quando avrò riportato tutto su Word e avrò aggiunto le due-tre scene che ancora mancano all'epilogo; un po' perché è da parecchio che non finisco un romanzo nuovo - il first draft dell'ultimo prima di M. l'ho concluso nel 2011. Normalmente almeno uno all'anno lo scrivo, ma il 2012 e questa prima metà del 2013 sono stati complicati e dedicati a molteplici revisioni, e così la stesura di M., iniziata circa tredici mesi fa, si è protratta più del solito.
Ma ora ci siamo, quasi.
Nella settimana in cui non mi avete sentito, qui sul blog, ho ripreso il romanzo da capo, rileggendo, sistemando, spostando, aggiungendo (secondo quanto pianificato), e ritrovando il feeling con la storia. Da ieri ho iniziato la scrittura dell'ultima parte. La sensazione?...
Be', lo scrittore è il peggior giudice di se stesso, soprattutto durante la stesura. In questi giorno ho prevedibilmente saltabeccato tra il "fa tutto schifo" e il "però questa scena è una figata" - com'è normale. Al momento l'impressione è che M. sia potenzialmente un buon libro; c'è ancora però qualcosa che non mi convince, qualcosa su cui non sono sicura. Ho bisogno della controprova: il parere dei miei betalettori di fiducia, le Ineffabili Socie + Uno (una volta erano le Ineffabili, ora si è aggiunta una povera vittim... ehm, un lettore in più). Appena concluso e inviato a loro, attenderò con ansia allucinante con tutta calma e serenità il responso, per capire cosa posso sistemare*. Poi un'ultima revisioncina (si spera. A meno che non mi venga fatto notare qualcosa di gigantesco da sistemare) e poi anche M. inizierà il suo percorso ufficiale.
Una cosa mi conforta: i personaggi. Forse il romanzo non esprime ancora tutto il potenziale che dovrebbe - ma sono rassegnata, lo so, ci vogliono innumerevoli revisioni prima di ottenere il meglio - però i personaggi ci sono. Tre li amo, due sono stati per me insoliti e più ostici, e su di loro, quindi, mi sento un pochino meno sicura, ma mi sembra che abbiano comunque il loro perché. E per me è questo che fa la storia: i personaggi. Tutto il resto nasce da loro.
Perciò, ora pranzo, che finora ho solo bevuto un home made cappuccino, e poi pomeriggio dedicato a due cose: M., e un rilassantissimo bagno sfruttando qualche speciale prodotto di Lush ;-) per prepararmi alla serata di Ferragosto (un po' di stacco e relax e divertimento ogni tanto, insomma... *segue risata satanica*).
Mentre tutto intorno dalle prime crepe filtrano novità... che ancora non vedrete qui, ma ormai manca poco ;-)

* Preparatevi al consueto attacco della Sindrome di George MacFly** che sempre mi coglie ogni volta che qualcuno legge le mie storie: "E se poi non piacciono? E se mi dicono che non valgo niente? Sento che non potrei sopportare questo tipo di rifiuto".

** Se non sapete chi è... ahahah. Scherzo. Certo che sapete chi è.

L'immagine viene da qui e mi è stata linkata dalla meravigliosa Rachele - per me, amore a prima vista ^^ Anche perché il gatto che guarda le fantasie della scrittrice è un tocco di genio *___*

2 commenti:

  1. Arrivare alla fine di un romanzo è sempre qualcosa di strano: da una parte è una sorta di liberazione dai legami con la storia, dall'altra lascia un grande senso di vuoto. Però ci sono le revisioni (nel mio caso millantamila), quindi non è mai un vero e proprio addio. In bocca al lupo!

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    1. Same for me. Le revisioni non finiscono (quasi) mai... ecco, non farmici pensare ^^' Per me, comunque, fanno parte di uno step del tutto diverso: la prima sfida è concludere il romanzo, avere la base su cui lavorare, che è in fondo quello che blocca molti degli aspiranti scribacchini. Io non ho quasi mai il timore di "non finire" - se proprio capita, ed è rarissimo, vuol dire o che quella storia non è "meant to be", o che non è ancora maturata a sufficienza da poter sbocciare (è il caso della prossima in programma, che ho lasciato a metà qualche anno fa perché non funzionava, ma che ora sono pronta a riscrivere e concludere). Tuttavia, il momento del "the end" è qualcosa di davvero liberatorio, qualcosa che alleggerisce l'animo e rende euforici come lo champagne ^^ La sfida della revisione è per un altro giorno; nel frattempo, ci si gode una vittoria!

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