giovedì 29 agosto 2013

Black mirror

Geniale.
Assolutamente geniale.
E spaventoso.

Ma non c'è bisogno di zombie, serial killer o sbudellamenti, per fare paura. Basta raccontare una realtà tremendamente vicina alla nostra, del tutto verosimile, e allo stesso tempo aberrante.
Come la nostra, in effetti.


Devo al Capitano "Hell" il fatto di aver scoperto l'esistenza di questa serie tv British, solo tre puntate per ciascuna delle due stagioni, secondo una formula ormai diffusa. Ogni episodio, inoltre, è del tutto indipendente dagli altri: cambiano i personaggi, le ambientazioni, le epoche, restano i temi di fondo. Perciò, prima di tutto vi segnalo doverosamente gli articoli di Hell, che trovate linkati qui. In secondo luogo, vi dico: recuperate la serie. L'ideale sarebbe guardarla più o meno ignari, quindi eviterò spoiler e mi limiterò ad accennare brevemente alla trama delle diverse puntate.
Black mirror parla di tecnologie. Di media e comunicazione. Di come smartphone, computer, social network influenzino la nostra vita e ci rendano allo stesso tempo controllabili e potenti. Perché dico questo? Perché è impossibile, ormai, impedire che una notizia scioccante resti segreta; è impossibile ignorare l'opinione pubblica che ruggisce attraverso tweet e commenti; ma questa stessa forza di comunicazione funziona in due sensi. Ciò che permetterebbe la democratica autodifesa del popolo che si contrappone ai pochi burattinai, su, ai piani alti, è anche ciò che offre a politici e uomini di spettacolo i mezzi per influenzare menti e anime. Informazione e cultura sono a disposizione di tutti come mai prima; ma anche i dittatori hanno armi più potenti e insidiose.
E poi, quanto sono cambiate, quanto ancora cambieranno le nostre abitudini, grazie alla tecnologia moderna? Quindici anni fa non avevo un cellulare, internet non era diffusa, scaricare film e dischi il giorno stesso dell'uscita era inimmaginabile. Ci risparmiavamo migliaia di foto con facce da papera, perdevamo meno tempo a inseguire link e video di gattini, non sapevamo nemmeno cosa volesse dire "tenere un blog". Ma avevamo anche meno occasioni di conoscere gente - e tutte le persone più importanti nella mia vita, oggi, le ho incontrate grazie a internet -, di informarci, di scoprire artisti sconosciuti, perfino di prenotare un viaggio senza passare per le agenzie.

Black mirror si interroga su tutto questo e molto altro, e lo fa con storie originali, ciniche, capaci di mandare un brivido lungo la schiena. Perché siamo noi, è la gente che incontriamo ogni giorno, quella che vediamo nel telefilm. Personalmente, ho trovato particolarmente disturbanti proprio le puntate ambientate nella società "presente", quelle, insomma, basate sulla tecnologia già a disposizione di tutti; ma anche le altre, che si svolgono in un futuro prossimo, riescono a emozionare - di più: a colpire diritto allo stomaco.
La prima inizia con una telefonata in piena notte: il primo ministro inglese viene convocato d'urgenza perché la principessa Susannah è stata rapita. In un video caricato su Youtube, la ragazza legge in lacrime le richieste del rapitore: non soldi, non la liberazione di terroristi o altro di "consueto", ma qualcosa di molto più assurdo, aberrante, umiliante. Il primo ministro stesso dovrà fare sesso con un maiale, in diretta tv e senza possibilità di trucchi. E nonostante i tentativi di occultare la vicenda, inesorabili sui social media si diffondono commenti, immagini, battute sciocche, disapprovazione e solidarietà...
Nel secondo episodio, le persone comuni passano la vita a pedalare su una cyclette per produrre energia e guadagnare crediti con cui comprare il cibo, vestire il proprio "avatar" virtuale, o anche solo evitare le pubblicità imposte dai maxischermi che compongono le pareti delle loro cellette. Le persone grasse sono costrette a fare gli inservienti, o umiliati in spettacoli televisivi crudeli; l'unica via d'uscita per migliorare la propria esistenza è un talent show che può garantire il successo. Ma anche i sogni possono venire distorti, e anche chi osa ribellarsi e protestare denunciando l'ingiustizia di tutto questo può ritrovarsi assimilato nel sistema, "impacchettato" e rivenduto...
Nel terzo, un marito geloso fruga ossessivamente nei ricordi che vengono registrati da un chip installato nella testa di ciascuno, una tecnologia che consente di salvare e rivedere le esperienze di tutta una vita, per scoprire se la moglie lo ha davvero tradito.
La seconda serie è altrettanto ben riuscita: nella prima puntata, una donna, Martha, perde il fidanzato Ash in un incidente. Grazie a un'applicazione che, recuperando tutte le tracce lasciate dal ragazzo in rete, riproduce il carattere e la parlata di Ash, Martha può chattare, parlare al telefono, e, alla fine, addirittura ordinare una "riproduzione", un androide, del fidanzato. All'inizio l'imitazione pare perfetta, ma...
Il secondo episodio della seconda stagione è un altro dei miei preferiti: una donna (la Lenora Crichlow di Being human, un'attrice che mi piace moltissimo) si sveglia priva di memoria in una casa vuota. Nessuno la aiuta, i passanti si limitano a filmarla con il cellulare, senza rivolgerle la parola, mentre strani individui con maschere e passamontagna le danno la caccia armati di fucili. Cos'è successo al mondo, che sembra diviso in assassini, fuggitivi e spettatori entusiasti di fronte a paura e violenza?
Nell'ultimo episodio, infine, un personaggio animato, l'orso blu Waldo, che ironizza con implacabile sarcasmo sui politici candidati alle elezioni, diventa a sua volta, assurdamente, un candidato...


Non dirò niente di più, perché non voglio rovinarvi la sorpresa di scoprire la verità dietro le apparenze, l'inaspettato dietro le virtuali sicurezze. Black mirror è inquietante proprio perché racconta di ciò che è possibile, vicino a noi, forse già tutto intorno.
E se pensate che sia tutta un'esagerazione, osservate bene lo schermo del computer, quando il video finirà e resterà il campo nero. Osservate il televisore. Vedete la vostra immagine riflessa sullo sfondo scuro? Eccolo, lo specchio nero. Nessuno di noi lo evita del tutto.

7 commenti:

  1. Che aggiungere? Molto bella la riflessione sulla tecnologia, allo stesso tempo mezzo di libertà e di controllo.
    Ribadisco ciò che ho scritto da me: la migliore serie televisiva, almeno degli ultimi dieci anni. La sola, o una delle poche, che applica la narrativa fantastica in funzione di approfondimento delle tematiche sociali attuali. Fantastica.

    Grazie per il link! ;)

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  3. Ce l'ho lì da vedere, manca solo il tempo!

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  4. Argomento molto interessante.
    Non conosco questa serie ma mi hai davvero incuriosita.

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    1. Te la consiglio, è ben fatta e ricchissima di spunti.

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