sabato 24 agosto 2013

Post frammentario (tanto per cambiare)

... Ma, in questo periodo, è così. Take me as I am.
Probabilmente la decompressione mi rende anche più complicato organizzare lunghi post incentrati su un solo argomento. Più semplice distrarmi a ogni farfalla che passa e inseguire considerazioni sparse che vagolano libere*.

Per esempio, ormai leggo molto di più in inglese che in italiano, così come vedo più spesso serie tv e film in lingua originale. Per circostanze di vita, perché tanti libri che mi interessano non sono importati, per dovere. Il risultato è che sempre più spesso mi trovo a infilare espressioni inglesi quando parlo o scrivo su internet. Un po' perché alcune si adattano perfettamente al contesto ma sono intraducibili, un po' perché sarebbero traducibili ma perdono molto nel passaggio, un po' perché l'equivalente italiano c'è ma il termine inglese suona meglio. Qualche tempo fa mi era stato contestato il fatto che avessi usato un titolo in inglese per un post. "Difendiamo l'italiano, basta esterofilia" eccetera.
Mi spiace. Io amo la mia lingua, amo abitare dove abito, pur con tutto quello che, lo sappiamo, va male da noi. Scrivo romanzi in italiano e (almeno per ora) non ho intenzione di farlo in un'altra lingua. Ma l'inglese è parte della mia vita, quando leggo, quando ascolto musica, quando viaggio. Ed è una lingua che amo: mi piacciono i suoi suoni, adoro certe parole ed espressioni, determinati accenti, adoro ascoltarlo e adoro parlarlo (mentre, per esempio, non mi piace cimentarmi con i suoni del francese. Non li sento miei. Piuttosto mi trovo meglio a leggere il tedesco, lingua che non conosco, ma la cui pronuncia mi risulta più facile rispetto, appunto, al francese). E se un'espressione "mi suona meglio" in originale, se ritengo che sia più efficace, se, semplicemente, mi va così, io la uso e continuerò a usarla.
Senza contare che, maledizione, io mi sento europea, e di far divisioni tra "noi" e "gli altri" non me ne frega niente. Siamo nel 2013. Non servono soluzioni di continuità, confini e spaccature.
Get over it.


Poi: ieri gaudio & giubilo. La prima Betalettrice, una povera martire che ha ricevuto M. solo il 20 agosto, ieri mi ha scritto di punto in bianco "finito l'altro ieri". A parte il Premio Velocità, a parte che devo farle una statua a prescindere, a parte che si è presa lo sbatti di avvisarmi appena tornata dalle vacanze prima ancora di disfare la valigia... sono davvero davvero davvero soddisfatta della chiacchierata avuta ieri in chat, a commento. Che si è svolta più o meno con io che chiedevo "che ti è parso di questo personaggio? E questa scena funzionava? Quant'era prolisso e scorciabile? Il finale stava in piedi?" eccetera, e lei che mi ha fornito commenti utilissimi. Mi ha fatto notare due o tre cose che vanno sistemate (a livello di "spiega meglio quello" e "quella scena va aggiustata"). E mi ha rassicurato su quello che mi rendeva incerta, la qual cosa meriterebbe bevuta celebrativa (vi ho detto quanto sono preoccupata per questo romanzo e quanto è importante? ^^)
E la bevuta ci sarà, ovviamente. Nel frattempo, lode lode all'Ipnorospo ehm, a Marina! E anche un po' al Migliore Amico del mio Protagonista, che sta riscuotendo successo presso una notevole schiera di fangirls. E senza nemmeno che sia il classico "figo", perché non lo è. Considerato che anche a me piace molto come personaggio**, sono felice per lui ^___^
Lo so, lo so, sono insopportabile. Non voglio bullarmi  o che, anche perché, lo ribadisco, M. ha ancora bisogno di molto lavoro eccetera eccetera. anche perché i complimenti m'imbarazzano abbestia e passo molto più tempo a rimuginare su un singolo difetto che su mille elementi ben riusciti.
Però ricevere dei feedback positivi su ciò che mi rendeva incerta e che mi ha fatto tanto penare è una soddisfazione e un buon punto per ripartire di buona volontà a sistemare quello che invece si può migliorare. Così come passare il tempo con i personaggi che amo è un buon modo per ricaricarsi e affrontare le parti più ostiche del lavoro di scrittura o revisione.

La mia reazione quando mi dicono qualcosa di lusinghiero su quello che scrivo:
OH, STOP IT, YOU!!! ^///^
* In testa non ho i criceti sulla ruota. Come stabilito genialmente da Socia Ale durante lunga serata di chiacchiere e risate, "noi" (scribacchine? Weird girls? Quel che è) abbiamo gli scoiattoli, in testa. Che corrono in un turbinare*** di code.
      *** Sì, ho scritto turbinare. Ma questa la capiranno tre persone al mondo, sorry. Linguaggio in codice.
** Non è mica scontato. In altre storie, ci sono personaggi di cui sono soddisfatta per come mi sono venuti e hanno "preso vita", ma che detesto visceralmente ed esecro con tutta l'anima. Ho anch'io le mie preferenze ^^

P.S. Assolutamente non ricordo le fonti delle .gif, trovate in giro su Tumblr. Se qualcuno le ripesca, sarò grata se mi girerete i link^^

4 commenti:

  1. Io cerco di scrivere il più possibile in italiano ed è molto difficile che scriva espressioni inglesi nei post o nei commenti, però l'inglese non è parte della mia vita (l'ho studiato, un po' lo parlo, stop). Grazie a questo post capisco molto di più il perché dei tuoi titoli inglesi.

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    1. Ormai leggo moltissimo in inglese, e inoltre guardo serie tv e ascolto musica quasi solo in lingua originale. Certe espressioni, certi suoni mi vengono automatici. Come una sorta di "koiné" anglo-italiana ^^

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  2. Lode lode all'Ipnorospo :D
    Non avevo ancora recuperato il post ;) Sempre lieta di essere d'aiuto ^^

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