lunedì 9 settembre 2013

Sarah Harian - The wicked we have done

Mi capitano per le mani trilioni di libri, in questo periodo, molti dei quali in inglese e non ancora pubblicati in Italia (se mai lo saranno). Di questi, c'è una consistente quantità di minchiate, che non mancano mai; una buona fetta di romanzi senza infamia e senza lode, spesso, però, quantomeno professionali e costruiti con una certa consapevolezza; e un gruppetto di libri che mostrano belle idee e un buon "tiro". Al momento, ovviamente, quello che vedo straripare anche all'estero sono i romanticoeroticispinti, quelli da "mannaggia alle 50 Sfumature di 'sta ceppa", e, in ambito fantastico & dintorni, i distopici. Uh, i distopici. Quanti distopici.

Cheppalle le mode.

Anyway, essendo io fermamente convinta che una bella storia è una bella storia punto, indipendentemente dal genere, e che quindi ben venga il romanzo di vampiri, l'erotico, il distopico, il giallocomplottista alla Dan Brown, se fatti come si deve... Leggo e trovo anche dei distopici interessanti assai. Perciò, ecco che ve ne segnalo uno, The wicked we have done, di Sarah Harian (in foto sotto), che verrà pubblicato da Penguin, ma è già circolato in "rough version".

La trama in due righe: nel futuro, i colpevoli dei crimini peggiori vengono giudicati a gruppi di una decina di persone in uno speciale carcere, la "compass room", capace di stabilire la moralità di ognuno attraverso test di cui nessuno conosce la natura. Chi risulta malvagio muore. Spesso non si salva nessuno... Evalyn viene condannata a un mese di "compass room" poiché ha partecipato a una strage terroristica nella propria scuola, un drammatico evento durante il quale anche la sua migliore amica è morta. Con lei, altri nove colpevoli di diversi delitti. Pazzi, malvagi, oppure solo fragili, dilaniati dai sensi di colpa. Di chi fidarsi? Come collaborare? E soprattutto: come funziona davvero la "compass room"?

The wicked we have done è un distopico interessante, più «new adult» che young, considerato che i personaggi hanno tra i diciotto e i venticinque anni, più o meno, e i temi affrontati sono tutt'altro che semplici. Il romanzo rispetta i canoni del genere: ci troviamo in un futuro possibile, in cui il sistema di giustizia ha prodotto una distorsione terribile eppure credibile perché, nonostante la tecnologia avanzata che regola la «compass room», il dibattito di fondo è comunque attuale, quello sulla legittimità della pena di morte e sul trattamento da riservare ai criminali, anche se declinato in forme particolari. La narrazione è affidata in prima persona a Evalyn, al presente, salvo quando vengono inseriti capitoli di flashback che usano il tempo passato e, un po' per volta, ci fanno conoscere la protagonista e qual è stato il crimine che l'ha condotta in prigione. E abbiamo anche l'elemento romantico, apparentemente classico: il sentimento che nasce tra Evalyn e Casey, che ha ucciso il proprio padre. La vicenda amorosa dei due – così come l'altra, presente anche se con minore spazio, quella tra la dura del gruppo, Valerie, e la ragazza più fragile, Jacinda o Jace – è ben descritta, intensa, e si sviluppa in maniera credibile, anziché cadere dal nulla e rifugiarsi nel cliché e nel già visto di tanti paranormal romance & dintorni; e il romanzo, pur riprendendo un'ambientazione già declinati in romanzi e film in molti modi (quella carceraria), riesce a non risultare banale.I test sono prove traumatiche cui vengono sottoposte i prigionieri, che vagano in una vallata e sono costantemente sotto controllo da parte degli osservatori che misurano le loro reazioni emotive. Troviamo così mescolate le atmosfere della tipica distopia e momenti più horror e angoscianti, l'elemento romantico e quello avventuroso.
 a storia e i personaggi sono accattivanti fin da subito, e, quando cominciamo a vedere le «illusioni» (terribilmente reali, e la cui tecnologia viene svelata solo alla fine) che sottopongono a terrificanti test i prigionieri, uccidendo chi viene giudicato moralmente malvagio, è difficile staccarsi dalla lettura. Il romanzo dosa bene l'alternanza di pericoli e momenti di calma, la rabbia e le scene amorose. I personaggi sono costantemente in pericolo o nell'attesa della prossima prova, alla quale non possono sfuggire e che arriva imprevedibile.
Certo: ci sono scene «forti» (l'autrice non risparmia sangue e dettagli macabri, tra corpi che esplodono, cadaveri che ritornano per perseguitare i loro assassini e così via, tanto che in qualche caso, nonostante tutte le differenze di mezzo, target e stile, l'atmosfera pare quella di film angoscianti come The cube), c'è il sesso (descritto in maniera esplicita, ma non volgare, per quanto riguarda Evalyn e Casey, accennato una sola volta per quanto riguarda Valerie e Jace, quando Evalyn le coglie insieme), c'è una certa quantità di parolacce. Ma il romanzo è intrigante, e parecchio, i personaggi anche, la lettura scorre benissimo, è avvincente e capace di catturare
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