lunedì 14 ottobre 2013

In between

Lo so, da agosto questo blog è stato un po' trascurato. Alterno settimane con i consueti quattro o cinque post ad altre in cui a stento mi faccio viva su questi lidi. Dopo un bel settembre, questo ottobre si sta rivelando parecchio faticoso e io sono di nuovo cronicamente stanca. Non ho voglia di pensare, non ho voglia di concentrarmi, e quando finalmente non sono impegnata e posso staccare un po' dalle incombenze... telefilm, cazzeggio, nanna. No, non sto scrivendo, in questo periodo.
La cosa comincia a infastidirmi.
Perché, da quando ho concluso M., il mio cervello ha deciso che dal punto di vista scrittura occorre una vacanza, e quei lazzaroni dei miei personaggi tutti in massa hanno deciso che in effetti starsene un po' in panciolle non gli faceva schifo. Quindi, silenzio.
La cosa mi infastidisce molto.
Non ho proprio voglia, ora, di lavorare alla revisione di M., anche perché prima ho in programma altro, che riguarda quel romanzo. Ma questo silenzio da parte dei "miei ragazzi", questa assenza di storie mi rende inquieta - non ci sono proprio abituata. No, non me ne preoccupo, perché so che le storie sono lì ad attendermi; ma non sono abituata a non "produrre" nulla e a non avere nemmeno in mente un progetto preciso. Perciò ho stabilito che proverò a rientrare un po' nel mood rileggendo quello che era il mio vecchio, parziale abbozzo del prossimo romanzo che voglio scrivere, e vedrò di fissare un po' di paletti, di scalettare un po', almeno. Ho sempre anche l'altra storia in lista, quella "complicata", e forse varrebbe la pena aprire anche un file per lei. Perché, così, sarà un primo passo. Per quanto lento possa essere il mio cammino in questo momento, lungo la strada del "prossimo libro", l'importante è iniziare. E rimuginare sta dando qualche frutto. Ieri sera, anche il barlume di una nuova idea...

ProfilbilderE ora vi saluto. Lunedì non è mai un giorno facile. In questo periodo peggio che peggio. Questa settimana poi è ingolfata di impegni, e difficilmente avrò molto tempo per respirare, da qui a Lucca Comics. Avrei anche dovuto fare il tatuaggio, ma mi è stato rimandato alla prossima. La mia agenda resta comunque fitta, tanto fitta. La mia testa, anche senza la scrittura, è ingolfata di pensieri, di "se", di "chissà", di "magari". Vorrei sapere cosa dovrei fare, vorrei sapere cosa dovrei sperare, vorrei sapere cosa accadrà ai miei sogni - quelli possibili, quelli folli.
Vorrei dormire fino al 30 ottobre, e vedere allora che sarà successo nel frattempo.

In Cassandra di Christa Wolf lessi anni fa una frase che mi è rimasta impressa. Tra uccidere e morire c'è una terza via: vivere. La mia vita mi sembra fatta di opzioni apparentemente altrettanto immutabili - bianco o nero, caldo o freddo, luce e buio. In un modo o nell'altro, tengo fisse davanti a me quelle due o tre stelle che inseguo, e cerco di inventarmi ogni volta una "terza via". Inseguo i colori che stanno tra bianco e nero, il tepore, il chiarore che non abbaglia ma impedisce di temere il buio. Inseguo, in fondo, ciò che si riassume in una parola semplicissima, la felicità. Per me e per le persone che amo. No, non faccio mai abbastanza, no, non so davvero quali siano le "terze vie" migliori. Ma ci provo. Deve esistere un modo per far andare tutto bene, tutto per il meglio, per tutti. Anche quando sembra impossibile.
Mi chiedo, a volte, se qualcuno stia scrivendo la mia storia, ora, come io scrivo quella dei "miei ragazzi". Mi chiedo se abbia in mente un lieto fine.

On air:
Anneke Van Gersbergen, Shooting for the stars

No time, no time for hesitating, no time, nobody is waiting
I say what’s on my mind
And there’s no way I am gonna make it unless I am wide awake,
I know deep inside

I don’t want to leave, I want to be right here in this life

Right now, now is where we are
Reaching out that high, higher than the sky
It’s always on my mind
it’s never gonna leave me blinded
For the stars, shooting for the stars, shooting for the stars

They say life is complicated, they say love is overrated
Nothing is black or white
And there’s no way we are gonna make it unless we no longer fake it:
We will be all right

I don’t want to leave, I want to live right here where we are

Right now, now is where we are
Reaching out that high, higher than the sky
It’s always on my mind, it’s never gonna leave me blinded
For the stars, shooting for the stars

Hold on, you don’t have to walk alone
Hold on, I won’t let you go

Right now, now is where we are
Reaching out that high, higher than the sky
It’s always on my mind, it’s never gonna leave me blinded
For the stars, shooting for the stars, sshooting for the stars

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2 commenti:

  1. E' normale un periodo di stanchezza dopo aver appena concluso un lavoro, soprattutto se quel lavoro verrà pubblicato. Ho letto nel post precedente che "M." vedrà la luce e, oltre a farti vivissimi complimenti, mi permetto di dirti: non preoccuparti se l'energia per scrivere si affievolirà per un po'. In realtà, come sotto sotto sai anche tu, quell'energia non è scomparsa. Sta solo ricaricando le batterie. E i tuoi personaggi torneranno a bussare presto alla tua porta, insistenti e irresistibili. ;)

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  2. Ciao! Ti ringrazio molto per l'incoraggiamento ^___^ In realtà, il post precedente si riferisce a un altro romanzo ancora, sul cui editing ho sudato fino a pochissimo tempo fa, e che uscirà tra pochissimo, mentre M. è ancora una prima stesura e ancora non so quale sarà il suo destino (ma le premesse non sono male... spero di potervi dire qualcosa di più presto!) In ogni caso, hai perfettamente ragione. So che è questione di stanchezza, di batterie da ricaricare e così via, ma, in ogni caso, ho bisogno di decidere a cosa lavorare e iniziare a farlo, anche in maniera blanda, altrimenti non mi sento bene ^^

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